martedì 29 settembre 2026

I PARADOSSI DELLA POLITICA BRESCIANA E ITALIANA

Il nostro Consiglio comunale invece di studiare la storia, la cancella. Infatti, hanno votato un documento che toglie la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Evidentemente pensando di rifarsi una verginità antifascista che la città non aveva quando Mussolini venne a inaugurare la nuova Piazza della Vittoria, che si chiamava pure della rivoluzione fascista, progettata dall'architetto Piacentini. Eccetto i malati e i neonati tutta la città era in piazza ad acclamare il Duce che arringò la folla dall'arengario quel pulpito di marmo rosso a nord/est della piazza e in quell'occasione gli venne conferita la cittadinanza onoraria. Come del resto hanno fatto in moltissime città italiane.D'altra parte i bresciani mandati al confino da Mussolini si contano sulle dita di una mano Invece l'assessora Camilla Bianchi che io apprezzo per la sua opera a difesa del verde, ha fatto sapere che verrà bonificata l'area intorno al Gasometro, quel grosso bidone di metallo, grosso reperto di archeologia industriale, che si trova nel parco Tarello e fa bella mostra di sé dagli inizi del '900. Contenitore di gas per la prima rete di gas installata a Brescia mi pare da una società austriaca, usato anche dalla ASM come contenitore del gas metano, ma ormai da molti anni in disuso. Dopo bonificato l'area intorno nessuno sa cosa farne di questa archeologia industriale. In Loggia furono sempre restii all'idea della demolizione, furono anche indetti dei concorsi per avere qualche idea geniale, ma non se ne fece mai nulla. Neppure adesso si parla del destino di questo grosso bidone. Il destino più ovvio sarebbe quello di demolirlo. Ma i cultori di queste bellezze archeologiche sono ancora numerosi nella nostra città.Mi piacerebbe conoscere quanti sono i bresciani che sanno a cosa servisse il gasometro! Oggi a Bruxelles è stato dedicato a David Sassoli un edificio: sarà Palazzo Sassoli, in memoria del suo impegno per l'Europa. Era presente ancnche Elly Schlein e ha ricordato che Sassoli era un dirigente del Pd. Ma il PD in cui militava Sassoli non era il PD che adesso presiede lei, questo partito di gruppettari di sinistra, di studentelli buoni per le occupazioni studentesche, amici di tutti i "centri sociali" e di tutti i "propal". e quando Sassoli morì lei non sapeva nemmeno cosa fosse il PD, ma tutto fa brodo in quest'Italia di smemorati e di ignoranti e di politici bugiardi. Questo PD che vuole guidare una colazione di cui ancora non si conosce il nome che avrà; dove gli uni vogliono abbassare le tasse, gli altri vogliono la patrimoniale, gli uni vogliono difendere l'Ucraina, gli alri vogliono che si arrenda a Putin, Conte che vuol disarmare l'Ucraina, mentre Renzi si preoccupa della 14dicesima agli infermieri. Chiamare le coalizioni politiche italiane delle accozzaglie di partiti in disaccordo su tutto, può sembrare un insulto ma, al conrtrario, è un complimento. Ciò detto me ne vado contento di aver vissuto politicamente ai tempi della prima repubblica.