(Traduzione dal TM di Egidio Papetti)
Avvertenza: Il professor Paolo
Sacchi nell’introduzione alla sua versione di questo libro, per l’edizione 2008
dell’editrice S. Paolo, illustra in modo esauriente l’origine dei racconti
narrati e la versione a noi giunta dopo un lungo processo di formazione. Il
libro prende il nome dai protagonisti chiamati “giudici”. I giudici sono capi
militari e civili che Dio suscita per liberare le tribù israelitiche
dall’oppressione dei popoli vicini. In origine e in un tempo vicino agli
avvenimenti si formarono in seno alle famiglie dei clan e delle tribù
tradizioni orali, circa episodi bellicosi e folcloristici, per lo più dovuti
alla difficile convivenza con gli altri popoli, Cananei, Filistei, Fenici dai
quali furono per molto tempo oppressi e sottomessi. Infatti, Nell’introduzione
del Libro dei Giudici si raccontano le difficoltà incontrate dalle varie tribù
nel loro insediamento nei territori assegnati ad esse da Giosuè. Queste tribù
dovettero convivere per lungo tempo con le popolazioni residenti prima di loro,
i Cananei, o popolazioni immigrate e più forti di loro, i Filistei e altri
popoli che gli ebrei chiamano genericamente Aramei, i rapporti di forza con
questi popoli furono sovente a danno degli israeliti che dovettero soccombere e
sottomettersi ad essi e quando la
condizione di quasi schiavitù diventava insopportabile Yhwh suscitava questi
“giudici”, ovvero dei condottieri in grado di condurre una lotta di liberazione
e per un tempo limitato di raggiungere un più soddisfacente equilibrio con gli
altri popoli. Il testo a noi pervenuto ha subito numerosi adattamenti,
soprattutto per mano della corrente deuteronomista che fa risalire le loro
sventure alla disobbedienza dei figli d’Israele ai precetti divini. Gli storici
però ci dicono che in questo lungo periodo, gli israeliti si adattarono per
cultura e per religione alle tradizioni dei vicini, che seguirono con piacere, Lo
schema del deuteronomista che redige questi racconti è il solito criterio
religioso: il popolo si allontana da Yhwh per servire gli elohim e le Astarti
degli altri popoli, Yhwh li punisce e li abbandona nelle mani dei nemici, il
popolo si pente invoca Yhwh, promette di essere fedele ed ecco il “giudice” che
guida il popolo alla riscossa e al ritorno a Yhwh. Solo dopo molto tempo e
gradualmente elaborarono una loro identità politica e religiosa. E diventarono il
popolo eletto .
NB: Alcune parti di questo libro sono già state pubblicate
nei miei due volumi a stampa fra le “Storie della Bibbia”
CAP. 1
1)
Avvenne
dopo la morte di Giosuè; domandarono i figli d’Israele a Yhwh dicendo: chi
salirà[1] per
noi contro i Cananei, per primo a combattere contro di loro? 2) Rispose Yhwh: salirà
Giuda; ecco ho dato il paese nelle sue mani. 3) Disse Giuda a Simeone, suo
fratello: Sali con me e combatteremo i Cananei; mi è toccato in sorte questo;
anch’io verrò con te quando ti toccherà in sorte; Simeone salì con lui. 4) Salì
Giuda e Yhwh diede i Cananei e i Perizziti[2]
nelle loro mani. Colpirono[3] a
Bezek diecimila uomini. 5) Incontrarono Adoni-Bezek a Bezek, combatterono
contro di lui e sconfissero i Cananei e i Perizziti. 6) Fuggì Adoni-Bezek, lo
inseguirono e lo acciuffarono e gli tagliarono il pollice delle sue mani e dei
suoi piedi. 7) Disse Adoni-Bezek: settanta re con i pollici delle loro mani e
dei loro piedi amputati, c’erano sotto la mia tavola a raccogliere briciole;
come io ho fatto così restituisce a me Elohim; Fu portato a Gerusalemme e là
morì. 8) Combatterono i figli di Giuda contro Gerusalemme e la conquistarono;
passarono a fil di spada la città e l’abbandonarono alle fiamme. 9) Dopo
vennero i figli di Giuda a combattere i Cananei che abitavano la montagna, il
Negev e la Sefela. 10) Andò Giuda contro i Cananei abitanti di Ebron, il nome
di Ebron in passato: Kiriat-Arbà, e sconfisse Sesai, Achiman e Talmai. 11) E da
lì andò contro gli abitanti di Debir; il nome di Debir in passato:
Kiriat-Sefer. 12) Disse Caleb: colui che sconfiggerà Kiriat-Sefer e la
conquisterà, io gli darò Acsa, mia figlia, come sua donna[4].
13) La conquistò Otiel, figlio di Kenaz, fratello di Caleb, minore di lui, e
gli diede Acsa sua figlia come moglie. 14) Fu quando ella giunse da lui (il
marito) la indusse a chiedere a suo padre un campo e scese dall’asino; Le disse
Caleb: cosa vuoi? 15) ella rispose: dammi una benedizione[5];
poiché mi hai dato la terra del Negev, dammi una fonte di acqua; Caleb le diede
la fonte superiore e la fonte di sotto. 16) I figli del kenita suocero di Mosè,
salirono dalla città delle palme e i figli di Giuda dal deserto di Giuda che è nel
Negev di Arad, andarono ad abitare con quel popolo. 17) Andò Giuda con suo
Fratello Simeone e sconfissero i Cananei abitanti di Zefat e la votarono allo
sterminio[6] e
chiamarono il nome della città Corma. 18) Giuda conquistò Gaza con il suo
territorio; Ascalon e il suo territorio; Ebron e il suo territorio. 19) Yhwh fu
con Giuda e conquistò la montagna, giacché non riuscì a conquistare gli
abitanti delle valli perché essi avevano carri di ferro. 20) Come aveva
stabilito Mosè, diedero Ebron a Caleb che
aveva scacciato da lì i tre figli di Anak. 21) I figli di Beniamino, non scacciarono i
Ghebusei, abitanti di Gerusalemme; abitano i Ghebusei con i figli di Beniamino
in Gerusalemme fino ad oggi. 22) La casa di Giuseppe, salirono anche loro a
Bet-El e Yhwh fu con loro. 23) Esplorarono, la casa di Giuseppe Bet-El, il nome
della città in passato era Luz. 24) Gli esploratori videro un uomo che usciva
dalla città e gli dissero: facci vedere per favore come si entra in città e noi
useremo con te benevolenza. 25) Saputo come entrare in città, conquistarono la
città e la passarono a fil di spada; lasciarono andare l’uomo e la sua famiglia.
26) L’uomo andò nel paese degli Hittiti e costruì una città e chiamò il suo
nome Luz; questo è il suo nome fino ad oggi. 27) Manasse non scacciò Bet-Sean e
le sue pertinenze; né Tanak e le sue pertinenze; né gli abitanti di Dor e le
sue pertinenze; né gli abitanti di Iblam e le sue pertinenze; né gli abitanti
di Meghiddo e le sue pertinenze; seguitarono i Cananei a riposare[7] in
questa terra. 28) Avvenne che diventò forte; Israele sottopose i Cananei a
lavori forzati; tuttavia, scacciati, non li avevano scacciati. 29) Efraim non
scacciò i Cananei abitanti di Ghezer; abitarono i Cananei in mezzo a loro a
Ghezer. 30) Zabulon non scacciò gli abitanti di Kitron, nemmeno gli abitanti di
Naalol, abitarono i Cananei in mezzo a loro e furono sottomessi a lavori
forzati. 31)Aser non scacciò gli abitanti di Acco, né gli abitanti di Sidone;
nemmeno quelli di Aclab, non quelli di Aczib, di Elba, di Afik, di Recob. 32)
Abitò la tribù di Aser in mezzo ai Cananei, abitanti del paese, perché non li
scacciarono. 33) Neftali non scacciò gli abitanti di Bet-Semes né gli abitanti
di Bet-Anat, e abitò in mezzo ai Cananei, abitanti del luogo, ma gli abitanti
di Bet-Semes e di Bet- Anat, furono sottoposti a lavori forzati[8]. 34)
Gli Amorrei respinsero i figli di Dan sulla montagna e non li lasciarono
scendere nelle valli. 35) Continuarono gli Amorrei a riposare sul monte Cheres,
in Aiolon e in Saalbim, ma diventò pesante la mano di Giuseppe[9] e
furono sottoposti a lavori forzati. 36) il Confine degli Amorrei andava da
Achirbim a Sela e oltre.
CAP. 2
1) Salì l’angelo di Yhwh da Galgala a
Bochim e disse: io vi ho fatto uscire dall’Egitto e vi ho guidato verso il
paese che avevo giurato ai vostri padri dicendo: prometto di mantenere il mio
patto con voi per sempre, 2) ma voi non farete alleanza con gli abitanti di
questo paese; i loro altari abbatterete; ma non avete ascoltato la mia voce[10],
che cosa avete fatto? 3) Ho anche detto: non li scaccerò davanti a voi e
saranno per voi una tentazione. 4) Quando l’angelo di Yhwh ebbe così
pronunciate quelle parole a tutti i figli d’Israele, essi a voce alta piansero.
5) E chiamarono il nome di quel luogo Bochim e là fecero sacrifici a Yhwh. 6)
Giosuè lasciò andare il popolo e i figli d’Israele andarono ciascuno alla
propria eredità[11]
a prendere possesso della terra. 7) Il popolo servì Yhwh tutti i giorni di
Giosuè[12] e
tutti giorni degli anziani che prolungarono i giorni dopo Giosuè[13],
i quali avevano visto le grandi opere di Yhwh fatte a Israele. 8) Morì Giosuè
figlio di Nun, servo di Yhwh, a centodieci anni. 9) E lo seppellirono nel
territorio che gli era toccato in sorte, presso Timnat-Cheres sulle montagne di
Efraim, a settentrione del monte Gaas. 10) Anche tutta quella generazione fu
riunita ai loro padri e sorse una generazione dopo di essa, che non conosceva
Yhwh e nemmeno le opere che aveva fatto per Israele. 11) E i figli d’Israele fecero
ciò che è male agli occhi di Yhwh e servirono gli dèi Baal[14]
12) Abbandonarono Yhwh, Elohim dei loro padri, che lo avevano incontrato
uscendo dalla terra d’Egitto, seguirono altri Elohim; Elohim dei popoli che
avevano intorno; si prostrarono ad essi e irritarono Yhwh. 13) Abbandonarono Yhwh e servirono gli dèi
Baal e le Astarte[15].
14) Si infuriò Yhwh[16] e
li diede nelle mani di sfruttatori, e li sfruttarono; li vendette nelle mani
dei loro nemici che avevano intorno; e non potevano più reggere di fronte ai
loro nemici. 15) Ogniqualvolta uscivano[17], la
mano di Yhwh era contro di loro a far male; come aveva detto Yhwh, come a loro aveva
giurato Yhwh, li mise in enorme difficoltà. 16) Suscitò Yhwh i Giudici che li
salvavano dalla mano dei loro predatori. 17) Ma non ascoltarono neanche i loro
giudici perché si prostituirono ad altri elohim; inoltre, si prostravano
davanti ad essi; si allontanarono dalla via che seguirono i loro padri
ascoltando i precetti di Yhwh; non fecero così. 18) Poiché Yhwh aveva suscitato
per essi i giudici, Yhwh era con il giudice che li liberava dalla mano dei loro
nemici, tutti i giorni del giudice[18],
poiché Yhwh voleva consolare i loro gemiti di fronte ai loro oppressori e ai
loro predatori. 19) Accadeva quando moriva il giudice che essi tornavano a
corrompersi più dei loro padri, per seguire altri Elohim, per servirli e
prostrarsi ad essi; non tralasciavano nulla nella loro condotta continuando con
ostinazione. 20) Si infuriò Yhwh contro Israele e disse: poiché questa nazione
ha violato il patto che avevo stipulato con i loro padri e non mi hanno
obbedito, 21) anch’io smetterò di scacciare chicchessia davanti a loro, di
quelle nazioni che Giosuè non conquistò e morì. 22) Perciò metterò alla prova –
con loro – Israele, se sapranno custodire oppure no, la via di Yhwh camminando
in essa, come fecero i loro padri. 23) Permise Yhwh a quelle nazioni di non
essere scacciate troppo in fretta e non le consegnò alla casa di Giosuè.
CAP 3
1)
Queste
nazioni che Yhwh mediante di esse, aveva messo alla prova Israele, allo scopo
di quanto non sapevano, di tutte le battaglie cananee. 2) Soltanto per far
conoscere alle generazioni dei figli d’Israele, affinché imparassero a fare la
guerra, soltanto perché prima non l’avevano conosciuta. 3) I cinque principi
Filistei[19]
e tutti i Cananei, i Sidonei[20] e
gli Evei, abitanti le montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino
all’entrata di Camat. 4) Furono messi alla prova con esse, Israele per sapere
se avessero seguito i precetti di Yhwh che aveva ordinato ai loro padri, per
mezzo di Mosè. 5) I figli di Israele
abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorrei, ai Perizziti[21]
agli Evei e ai Ghebusei. 6) E presero le loro figlie, i padri diedero ai loro figli
le loro figlie e servirono i loro Elohim. 7) I figli d’Israele fecero il male
agli occhi di Yhwh, abbandonarono Yhwh loro Elohim e servirono i Baal e le
Ascere[22].
8) Si infuriò Yhwh con Israele e li vendette nelle mani di Cusan- Risataim, re
di Aram- Naaraim e i figli d’Israele servirono Casan-Risataim otto anni. 9) Ma
i figli d’Israele gridarono a Yhwh e fece sorgere Yhwh un liberatore per i
figli d’Israele e li liberò: Otiel figlio di Benaz, fratello di Caleb, più
giovane di lui. 10) Fu su di lui l’alito di Yhwh e giudicò Israele; uscì per
combattere e Yhwh dette nelle sue mani Cusan-Ritanaim, re di Aram; fu pesante
la sua mano su Cusan-.Ritanaim. 11) Fu tranquilla la terra per quarant’anni,
poi Otiel figlio di Kenaz, morì. 12) Continuarono i figli d’Israele a fare il
male agli occhi di Yhwh; rese forte Yhwh Eglon, re di Moab, contro Israele,
poiché commettevano il male agli occhi di Yhwh. 13) Radunò intorno a sé i figli
di Ammon e di Amalek e marciò contro Israele e occuparono la città delle Palme.
14) I figli d’Israele servirono Eglon, re di Moab, per diciotto anni. 15) Gridarono
i figli d’Israele a Yhwh; fece sorgere Yhwh per loro un salvatore: Eud, figlio
di Ghera della tribù di Beniamino; l’uomo era paralizzato nella mano destra[23];
mandarono i figli d’Israele per mezzo suo il tributo a Eglon, re di Moab. 16) Eud
fece per sé una spada a doppio taglio lunga una spanna e la cinse sotto la sua
veste dal lato destro. 17) Porse il tributo a Eglon , re di Moab; Eglon era un
uomo molto grasso. 18) Avvenne quando, dopo terminata la consegna del tributo, partì
con la gente che si era impegnata per il tributo[24].
19) Ma egli tornò dal luogo degli Idoli che è in Galgala, e disse: ho un
segreto per te; il re disse: silenzio! Uscirono dalla sua presenza tutti
funzionari che erano presso di lui. 20) Eud entrò da lui; egli abitava al piano
superiore, per la frescura, gli apparteneva, era solo per lui. Una cosa mi ha
detto Elohim su di te; si alzò dal suo trono. 21) Stese Eud la sua mano
sinistra e levò la spada dal fianco destro e la conficcò nella sua pancia. 22) Entrò
anche l’impugnatura insieme alla lama; si rinchiuse la pinguedine intorno alla lama,
e poiché non gli aveva estratto la spada dalla pancia, apparve il buco. 23) Uscì
Eud in direzione del portico e chiuse i battenti del piano superiore mediante
un catenaccio. 24) Egli uscì e i suoi servi entrarono ed ecco, videro i
battenti del piano superiore chiusi con catenaccio e pensarono: di certo egli
sta facendo i suoi bisogni nella stanza fresca. 25) Attesero fino ad essere
turbati, ma ecco: non erano aperti i battenti del piano superiore; presero la
chiave ed aprirono la porta, ed ecco il loro padrone caduto a terra morto. 26) Essi
rimasero sbalorditi; Eud se la svignò, oltrepassò gli Idoli e fuggì a Searià. 27)
Quando giunse suonò nel sofar[25]
sui monti di Efraim. E scesero con lui i figli d’Israele; egli si mise davanti
a loro. 28) Disse loro: scendete dietro di me perché Yhwh ha dato i vostri
nemici, Moab, nelle vostre mani; scesero dietro a lui, occuparono i guadi verso
Moab, e non permisero a nessuno di passare. 29) Colpirono[26]
Moab in quella battaglia diecimila uomini, tutti robusti, e tutti uomini di
valore, nessuno si salvò. 30) Moab in quel giorno fu sottomesso dalla mano di
Israele e la terra fu tranquilla per ottant’anni. 31) Dopo di lui fu Samgar[27],
figlio di Anat, colpì i Filistei, seicento uomini con un pungolo per vacche;
anch’egli salvò Israele.
CAP. 4
1) Continuarono
i figli d’Israele a fare il male agli occhi di Yhwh; Eud era morto. 2 Yhwh li
consegnò nelle mani di Jabin, re cananeo che regnava a Casor; capo del suo
esercito Sisara, egli abitava a Caroset dei Goim. 3 Gridarono i figli d’Israele
a Yhwh perché egli possedeva novecento carri di ferro e opprimeva i figli
d’Israele con violenza da vent’anni. 4 Debora, una donna profetessa, moglie di
Lepidot, ella giudicava Israele nel suo tempo. 5 Ella sedeva sotto la palma,
Debora, tra Rama e Betel sulla montagna di Efraim e i figli di Israele salivano
da lei per il giudizio. 6 Mandò a chiamare Barak, figlio di Abinoam, da Kedes
di Nèftali e gli disse: non ti ha forse ordinato Yhwh Elohim d’Israele, vai
spingiti fino al monte Tabor e prendi con te diecimila uomini dei figli di
Nèftali e dei figli di Zabulon? 7 Io trascinerò verso di te, presso il torrente
Kison, Sisara capo dell’esercito di Jabin, e il suo carro e il suo esercito io
lo darò nelle tue mani. 8 Rispose a lei Barak: se vieni con me, io andrò, se
non vieni con me, non andrò. 9 Rispose: verrò, verrò con te, tuttavia non sarà
per te la gloria sulla strada dove vai, perché Yhwh spingerà Sisara nelle mani
di una donna. Si alzò Debora e andò con Barak a Kedes. 10 Barak chiese aiuto a
Zabulon e a Nèftali, a Kedes dieci mila uomini seguirono i suoi passi; Debora
andò con lui. 11 Cheber il kenita si era separato dai kainiti, dai figli di
Obab, suocero di Mosè, e aveva spostato la sua tenda fino alla quercia di
Saanaim che è a Kedes. 12 Riferirono a Sisara che Barak figlio di Abinoam,
saliva al monte Tabor. 13 Chiamò Sisara tutti i suoi carri, novecento carri di
ferro, e tutto il popolo che era con lui, da Caroset dei Goim, fino al torrente
Kison. 14 Disse Debora a Barak: muoviti perché è adesso il giorno che Yhwh darà
Sisara nelle tue mani, non è forse uscito davanti a te? Barak scese dal monte
Tabor e i dieci mila uomini dietro di lui. 15 Sconvolse Yhwh Sisara e tutti i
suoi carri e tutto l’accampamento passato a fil di spada davanti a Barak.
Sisara scese da sopra il carro e fuggì a piedi.16 Barak inseguì dietro il carro
e dietro l’esercito di Sisara fino a Caroset dei Goim; tutto l’esercito di
Sisara cadde a fil di spada, non ne sopravvisse nemmeno uno. 17 Sisara fuggì a
piedi verso la tenda di Jael, moglie di Cheber il kenita, perché c’era pace tra
Jabin re di Casor e la casa di Cheber il kenita. 18 Uscì Jael per incontrare
Sisara e gli disse: avvicinati mio signore, avvicinati a me, non temere; egli
entrò da lei nella tenda e lo coprì con una coperta. 19 Disse a lei: dammi da
bere per favore un po’ d’acqua perché ho sete. Aprì l’otre del latte gli diede
da bere e lo coprì. 20 Le disse ancora: stai all’ingresso della tenda, se
qualcuno arriverà e ti chiederà dicendo c’è un uomo qui? Tu risponderai: non
c’è. 21 Jael, moglie di Cheber, prese un chiodo della tenda, alzò il martello
nella sua mano, si avvicinò a lui piano piano e conficcò il chiodo nella
guancia[28] e
si conficcò in terra; egli si era addormentato, esausto e morì. 22 Ecco, Barak
insegue Sisara, esce Jael per incontrarlo e gli dice: vai ho visto l’uomo che
stai cercando. Entrò da lei nella tenda ed ecco Sisara caduto morto e il chiodo
nella sua guancia. 23 In quel giorno Elohim umiliò Jabin re di Canaan davanti
ai figli d’Israele. 24 La mano dei figli d’Israele diventò sempre più pesante
su Jabin re di Canaan finché fu stroncato, Jabin re di Canaan.
CAP. 5 Il canto di Debora
1) In quel giorno Dèbora, con
Barak, figlio di Abinòam, elevò questo canto dicendo:
Ci furono capi in Israele
per assumere il comando;
ci furono volontari
per arruolarsi in massa:
benedite Yhwh!
Ascoltate, o re,
porgete l'orecchio, o sovrani;
io voglio cantare a Yhwh,
voglio cantare inni a Yhwh, Elohim d’Israele!
Yhwh, quando uscivi dal Seir,
quando avanzavi dalla steppa di Edom,
la terra tremò, i cieli stillarono,
le nubi stillarono acqua.
Sussultarono i monti
davanti a Yhwh, quello del Sinai,
davanti a Yhwh, Elohim d'Israele.
Ai giorni di Samgar, figlio di Anat,
ai giorni di Giaele,
erano deserte le strade
e i viandanti deviavano su sentieri tortuosi.
Era cessato ogni potere,
era cessato in Israele,
finché non sorsi io, Dèbora,
finché non sorsi come madre in Israele.
Si preferivano dèi nuovi,
e allora la guerra fu alle porte,
ma scudo non si vedeva né lancia
per quarantamila in Israele.
Il mio cuore si volge ai comandanti d'Israele,
ai volontari tra il popolo:
benedite Yhwh!
Voi che cavalcate asine bianche,
seduti su gualdrappe,
voi che procedete sulla via, meditate;
unitevi al grido degli uomini
schierati fra gli abbeveratoi:
là essi proclamano le vittorie di Yhwh,
le vittorie del suo potere in Israele,
quando scese alle porte il popolo di Yhwh.
2Déstati, destati, o Dèbora,
destati, destati, intona un canto!
Sorgi, Barak, e cattura i tuoi prigionieri,
o figlio di Abinòam!
Allora scesero i fuggiaschi
per unirsi ai prìncipi;
il popolo di Yhwh
scese a sua difesa tra gli eroi.
Quelli della stirpe di Èfraim
scesero nella pianura,
ti seguì Beniamino fra le tue truppe.
Dalla stirpe di Machir scesero i comandanti
e da Zabulon chi impugna lo scettro del comando.
I prìncipi di Issacar mossero con Dèbora,
Barak si lanciò sui suoi passi nella pianura.
Nei territori di Ruben grandi erano le esitazioni.
Perché sei rimasto seduto tra gli ovili
ad ascoltare le zampogne dei pastori?
Nei territori di Ruben grandi erano le dispute.
Galaad sta fermo oltre il Giordano
e Dan perché va peregrinando sulle navi?
Aser si è stabilito lungo la riva del mare
e presso le sue insenature dimora.
Zabulon invece è un popolo che si è esposto alla morte,
come Nèftali, sui poggi della campagna!
Vennero i re, diedero battaglia,
combatterono i re di Canaan
a Taanac, presso le acque di Meghiddo,
ma non riportarono bottino d'argento.
Dal cielo le stelle diedero battaglia,
dalle loro orbite combatterono contro Sìsara.
Il torrente Kison li travolse;
torrente impetuoso fu il torrente Kison.
Anima mia, marcia con forza!
Allora martellarono gli zoccoli dei cavalli
al galoppo, al galoppo dei destrieri.
Maledite Meroz - dice l'angelo di Yhwh,
maledite, maledite i suoi abitanti,
perché non vennero in aiuto a Yhwh,
in aiuto a Yhwh tra gli eroi.
4Sia benedetta fra le donne Giaele,
la moglie di Cheber il Kenita,
benedetta fra le donne della tenda!
Acqua egli chiese, latte ella diede,
in una coppa da prìncipi offrì panna.
Una mano ella stese al picchetto
e la destra a un martello da fabbri,
e colpì Sisara, lo percosse alla testa,
ne fracassò, ne trapassò la guancia.
Ai piedi di lei si contorse, cadde, giacque;
ai piedi di lei si contorse, cadde;
dove si contorse, là cadde finito.
Dietro la finestra si affaccia e si lamenta
la madre di Sìsara, dietro le grate:
"Perché il suo carro tarda ad arrivare?
Perché così a rilento procedono i suoi carri?".
Le più sagge tra le sue principesse rispondono,
e anche lei torna a dire a se stessa:
"Certo han trovato bottino, stan facendo le parti:
una fanciulla, due fanciulle per ogni uomo;
un bottino di vesti variopinte per Sisara,
un bottino di vesti variopinte a ricamo;
una veste variopinta a due ricami
è il bottino per il mio collo".
Così periscano tutti i tuoi nemici, Yhwh!
Ma coloro che ti amano siano come il sole,
quando sorge con tutto lo splendore".
Poi la terra rimase tranquilla per quarant'anni.
CAP.6 la chiamata di Gedeone
1 I figli d’Israele fecero il male agli occhi di Yhwh e Yhwh
li mise nelle mani di Midian per sette anni. 2 Diventò pesante la mano di
Midian contro Israele; a causa di Midian essi attrezzarono per sé – i figli
d’Israele – le grotte che sono sulle montagne, le caverne e i rifugi. 3 Quando
Israele seminava, accadeva che saliva Midian e Abimelek e i figli dell’oriente
salivano contro di lui. 4 Si accampavano presso di loro e distruggevano il
raccolto della terra fino all’entrata di Gaza, e non lasciavano il necessario
per Israele: agnelli, buoi e asini. 5 Quando essi e il loro bestiame salivano e
si accampavano; venivano numerosi come cavallette, loro e i loro cammelli non
si contavano; venivano nel paese per distruggerlo. 6 Si impoverì molto Israele
a causa di Midian e gridarono – i figli d’Israele – a Yhwh. 7 Quando i figli
d’Israele gridarono a Yhwh a causa di Midian. 8/9 Yhwh mandò un profeta ai
figli d’Israele e disse loro, così dice Yhwh, Elohim d’Israele: io vi ho fatto
salire dall’Egitto, io vi ho fatto uscire dalla casa degli schiavi, vi ho
liberato dalle mani dell’Egitto e dalla mano di tutti i vostri oppressori e li
ho cacciati davanti a voi e ho dato a voi la loro terra. 10 E vi ho detto: io
sono Yhwh vostro Elohim, non dovete venerare gli elohim degli Amorrei, voi che
abitate nel loro paese, ma non avete ascoltato la mia voce[29].
11 Giunse il messaggero di Yhwh[30] e
si sedette sotto la quercia che era in Ofra e che apparteneva a Joas
l’abizerita e suo figlio Gedeone trebbiava il grano nel torchio per toglierlo
alla vista di Midian. 12 Apparve a lui l’angelo di Yhwh e gli disse: Yhwh è con
te, valoroso e forte. 13 Gli rispose Gedeone: perché mio signore se c’è Yhwh
con noi, noi dobbiamo sopportare tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi
che i nostri padri ci raccontano dicendo: non è forse dall’Egitto che ci ha
fatto salire Yhwh? Ma, ora Yhwh ci ha abbandonato e ci ha messo in mano a
Midian. 14 Yhwh si rivolse a lui e disse: va’ con questa tua forza tu libererai
Israele dalle mani di Midian, non son forse io che ti manda? 15 Gli rispose:
come mio signore, con cosa libererò Israele? Ecco ci sono migliaia di poveri in
Manasse e io stesso sono il più piccolo nella famiglia di mio padre. 16 Gli
disse Yhwh: perché io sarò con te e tu colpirai Midian come un sol uomo. 17 Gli
rispose, se dunque ho trovato grazia ai tuoi occhi, mi farai segnali che
proprio tu stai parlando a me. 18 Ma non allontanarti per favore da qui fino al
mio ritorno ed esponga davanti a te il mio dono; rispose: resterò fino al tuo
ritorno 19 Gedeone entrò, preparò un capretto e con un’efa di farina, focacce
azzime; mise la carne nel cesto e il brodo mise nella pentola, uscì e si
avvicinò a lui sotto la quercia. 20 Gli disse l’angelo di Elohim: prendi la
carne e le focacce azzime e posale su quella roccia e il brodo versalo, così
fece. 21 Stese l’angelo di Yhwh l’estremità del bastone che aveva in mano e
toccò la carne e le focacce azzime e dalla roccia salì il fuoco e divorò la
carne e le focacce e l’angelo di Yhwh sparì dai suoi occhi. 22-[31]
Gedeone vide che egli era un angelo di Yhwh. Disse Gedeone, povero me! Yhwh mio
signore, ho visto l’angelo di Yhwh faccia a faccia. 23/24 Gli disse Yhwh: pace a te, non temere,
non morirai; costruì là un altare a Yhwh e lo chiamò “pace è Yhwh” fino ad
oggi, in Ofra degli Abiezeriti. 25 Fu in quella notte che Yhwh gli disse:
prendi un giovenco di tuo padre, un secondo giovenco di sette anni e distruggi
l’altare di Baal che appartiene a tuo padre e taglierai l’Asera[32]
presso di lui. 26 Costruirai un altare a Yhwh tuo Elohim sulla cima di questo
dirupo ordinatamente. Prenderai il secondo bue e sacrificherai in olocausto col
legno della Asera che taglierai. 27 Gedeone prese dieci uomini fra i suoi servi
e fece come gli aveva detto Yhwh; avvenne che temendo la casa di suo padre e
gli uomini della città, quel che doveva fare di giorno, lo fece di notte. 28
Gli uomini della città si svegliarono presto al mattino ed ecco: l’altare di
Baal distrutto e il palo sacro accanto a lui tagliato e il secondo bue
sacrificato sull’altare costruito. 29 Diceva ciascuno al suo vicino, chi ha
fatto questa cosa? Indagarono, domandarono e risposero: Gedeone, figlio di Joas
ha fatto questo. 30 Dissero gli uomini della città a Joas: fai uscire tuo
figlio e morirà perché ha demolito l’altare di Baal e tagliato l’Asera che era
presso di lui. 31 Rispose Joas: forse voi volete difendere Baal? Se voi lo
sostenete, colui che lo difenderà morirà oggi stesso. Se egli è un elohim
difenda il suo, giacché il suo altare è stato distrutto. 32 E quel giorno
chiamò il nome di Gedeone, Jerubaal dicendo: si difenda da lui Baal, che ha
distrutto il suo altare! 33 Allora tutto Midian e Amalek e i figli dell’oriente
si riunirono tutti insieme, passarono e si accamparono nella pianura di Izreel.
34 Lo spirito di Yhwh avvolse Gedeone, suonò la tromba e mobilitò gli
Abiezeriti dietro a sé. 35 Mandò messaggeri in tutto Manasse e mobilitò anche
lui a seguirlo; mandò messaggeri ad Aser, a Zabulon a Neftali e salirono alla loro
chiamata. 36/37 Disse Gedeone a Elohim se sei tu che salva Israele con le mie
mani come hai detto, ecco io stendo il vello di lana sull’aia, se la rugiada
sarà sopra il vello soltanto e su tutta la terra asciutto, io conoscerò che tu
salvi Israele con le mie mani come hai detto. 38 Avvenne così: si alzò presto
il giorno dopo e strizzò il vello e spremette rugiada dal vello una tazza piena
di acqua. 39 Disse Gedeone a Elohim: non arrabbiarti con me[33]
se ti chiedo una seconda volta, se ti metto alla prova per favore, solo una
seconda volta con il vello; sia dunque asciutto il vello soltanto e su tutta la
terra ci sia la rugiada. 40 Elohim fece così quella notte, e fu asciutto il
vello soltanto e su tutta la terra c’era rugiada.
CAP. 7[34]
1 Si alzò presto Jerub-Baal ovvero Gedeone e tutto il popolo
che era con lui, si accampò alla sorgente del Tremore[35]e
l’accampamento di Midian era a nord del suo, (a nord) della collina verso More
nella pianura. 2 Disse Yhwh a Gedeone: è troppo numeroso il popolo che è con te
perché io metta Midian nelle loro mani; infatti, Israele si esalterà contro di
me dicendo: la mia mano mi ha salvato. 3 Ora per favore grida negli orecchi del
popolo dicendo: chi ha timore e tremore torni (a casa) e (osservi)[36]
dal monte di Ghilad; del popolo tornarono ventiduemila e diecimila restarono. 4
Disse Yhwh a Gedeone: il popolo è ancora troppo numeroso; falli scendere in
acqua e là te lo proverò. Avverrà che ti dica così: “venga con te”, egli verrà
con te. E a chiunque dirò a te così: “non venga con te” egli non verrà. 5 Il
popolo scese nell’acqua e Yhwh disse a Gedeone: chiunque lambirà dall’acqua con
la propria lingua, come lambisce il cane, lo metterai da parte. Chiunque si
piegherà sulle sue ginocchia (lo metterai da un’altra parte)[37].
6 Il numero di quelli che lambendo (l’acqua) con la loro mano (la portarono)
alla bocca, fu di trecento uomini. Tutto il resto del popolo si piegò sulle
ginocchia. 7 Disse Yhwh a Gedeone: con i trecento uomini che lambirono
(l’acqua) io vi libererò e metterò Midian nelle tue mani; tutto il popolo partì
ciascuno per casa sua. 8 Presero in mano provviste del popolo, le loro trombe e
mandò ogni uomo di Israele alla sua tenda e trecento uomini trattenne, il campo
di Midian stava sotto di lui nella valle. 9 Accadde in quella notte che Yhwh
gli disse: alzati scendi all’accampamento che io ti ho dato nella tua mano; se
hai paura di scendere all’accampamento, scendi tu e Pura il tuo garzone. 11
Ascolterai cosa dicono e dopo saranno più forti le tue mani e scenderai contro
l’accampamento. Scese lui e Pura il suo garzone, al limite degli equipaggi che
erano nel campo. 12 Madian, Amalek e tutti i figli dell’oriente, scesi nella
valle come cavallette e numerosi i loro cammelli, da non contare, come sabbia
che è sulla riva del mare, numerosa e abbondante. 13 Giunse Gedeone ed ecco, un
uomo raccontava al suo vicino un sogno e disse: ecco, ho sognato un sogno ed
ecco una pagnotta di pane d’orzo, dal centro dell’accampamento rotolò fino alla
tenda, la colpì e la fece cadere capovolta, e la tenda da eretta cadde. 14
Intervenne il suo vicino e disse: non questo soltanto, è la spada di Gedeone
figlio di Joas uomo d’Israele; l’Elohim ha dato nelle sue mani Madian e tutto
l’accampamento. 15 Accadde che, quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno
e l’esito disastroso[38]
(per Madian), si prostrò e tornò all’accampamento d’Israele. Disse: alzatevi
che Yhwh ha dato nelle vostre mani l’accampamento di Madian. 16 Divise i
trecento uomini in tre schiere e diede una tromba in mano a tutti loro, anfore
vuote e fiaccole dentro le anfore. 17/18 Disse loro: mi guarderete e così
farete: ecco io entro nel recinto del campo, ciò che io farò anche voi farete.
Io suonerò la tromba e tutti quelli con me suoneranno le trombe, voi
circonderete tutto l’accampamento gridando: per Yhwh! E per Gedeone! 19/20
Giunse Gedeone e cento uomini con lui, al limite dell’accampamento, all’inizio
della guardia notturna intermedia[39],
proprio mentre si cambiavano le guardie, suonarono le trombe e spezzarono le
anfore con le loro mani. Le tre schiere suonarono le trombe e distrussero le
anfore e afferrarono con la mano sinistra la fiaccola e nella mano destra la
tromba per suonare e gridarono: spada per Yhwh e per Gedeone. 21/22 Ognuno
restò al proprio posto intorno all’accampamento mentre tutto il campo correva,
gridavano e fuggivano. I trecento suonavano le trombe e Yhwh, in tutto
l’accampamento, metteva la spada di ciascuno di loro contro il suo vicino;
fuggì l’accampamento fino a Bet-Sitta, verso Zerera fino alla riva di
Abel-Mecola sopra Tabbat. 23 Chiamarono rinforzi i figli d’Israele, da Neftali
e da Aser e da tutta Manasse inseguirono Madian. 24 Gedeone mandò messaggeri su
tutta la montagna di Efraim dicendo: scendete a incontrare Madian e occupate
contro di loro le acque[40]
fino a Bet-Bara e al Giordano. Si mobilitarono tutti gli uomini di Efraim e
conquistarono le acque fino a Bet- Bara e fino al Giordano. 25 Catturarono due
capi di Madian: Oreb (corvo) e Zeb (lupo); uccisero Oreb alla roccia di Oreb e
Zeb lo uccisero al torchio di Zeb, inseguirono Madia e le teste di Oreb e di
Zen portarono a Gedeone di là del Giordano.
CAP. 8
1 Gli uomini di Efraim gli dissero: cos’è questa cosa che ci
hai fatto evitando di chiamarci a combattere contro Madian? E discussero con
lui con animosità. 2 Rispose loro: che cosa ho fatto? Non è forse meglio,
quanto a voi, la racimolatura di Efraim che la vendemmia di Abiezer? 3 Nelle
vostre mani Elohim ha dato i capi di Madian: Oreb e Zeb. Che cosa potevo fare
quanto a voi allora? Desistette il loro risentimento contro di lui per quelle
sue parole che disse. 4 Gedeone giunse al Giordano, attraversò, lui e i suoi
trecento uomini che erano con lui, affaticati inseguitori. 5 Disse agli uomini
di Sucot: dateci per favore ciambelle di pane per l’esercito che mi segue,
perché essi sono stanchi e io ho inseguito Zebach e Zalmunna, re di Madian. 6
Rispose il capo di Sucot: il palmo di Zebech e di Zalmunna adesso è nelle tue
mani perché dia al tuo esercito del pane?[41] 7
Rispose Gedeone: quanto a questo, quando Yhwh darà nelle mie mani Zebach e
Zalmunna, io tormenterò[42]
le vostre carni con cardi del deserto e con le spine. 8 Salì da lì verso Penuel
e parlò ad essi come a quelli (di Sucot); gli risposero gli uomini di Penuel
come risposero gli uomini di Sucot. 9 Rispose anche agli uomini di Penuel
dicendo: quando ritornerò in pace distruggerò questa torre. 10 Zebach e
Zalmunna erano su Karkor e il loro esercito con loro: quindicimila soldati
tutti i superstiti di tutto l’esercito dei figli dell’oriente. I caduti furono
centoventimila uomini che sguainavano la spada. 11 Gedeone salì lungo la strada
degli abitanti delle tende[43],
a oriente di Nobach e di Jogbea e colpì l’accampamento e l’accampamento era
tranquillo. 12 Zebach e Zalmunna fuggirono; li inseguì e catturò i due re di
Madian, Zebach e Zalmunna e fece tremare tutto l’esercito. 13 Gedeone figlio di
Jonas, tornò dalla battaglia per la salita di Kores. 14 Catturò un giovane
degli uomini di Sucot e lo interrogò. Gli scrisse i (nomi dei) capi di Sucot e
i suoi anziani: settantasette uomini. 15 Giunse presso gli uomini di Sucot e
disse: ecco Zebech e Zalmunna per i quali voi mi avete offeso dicendo se il
palmo di Zabach e di Zalmunna era nelle mie mani da dover dare pane ai tuoi
uomini affaticati. 16 Prese gli anziani della città, i cardi del deserto e le
spine e li fece conoscere[44]
agli uomini di Sucot. 17 Demolì la torre di Penuel e uccise gli uomini della
città. 18 Disse a Zebach e a Zalmunna: dove sono[45]
gli uomini che avete ucciso sul Tabor? Risposero: come te, qualcuno di loro
dall’aspetto di figlio di re.19 Disse: miei fratelli, figli di mia madre, se li
aveste lasciati in vita, non vi avrei ucciso. 20 Disse a Ieter, suo
primogenito, alzati e uccidili, ma il giovane non estrasse la spada, perché
temeva, perché era ancora giovane. 21 Disse Zebach e Zalmunna: alzati tu e
scagliati contro di noi, perché così fa un uomo del tuo valore, si alzò Gedeone
e uccise Zebach e Zalmunna. Prese le lunette che erano sul collo dei loro
cammelli. 22 Dissero gli uomini d’Israele a Gedeone: governa su di noi, tu e
anche tuo figlio e il figlio di tuo figlio perché ci hai liberato dalla mano di
Midian[46].
23 Rispose loro Gedeone: non governerò io su di voi e non governerà mio figlio
su di voi, Yhwh governa su di Voi. 24 Disse ancora Gedeone: domanderò a voi una
richiesta datemi ciascuno un pendaglio del suo bottino, poiché possedevano
pendagli e (anelli) d’oro, essi erano ismaeliti. 25 Risposero: per dare,
certamente daremo e stesero un mantello e gettarono dentro ciascuno un
pendaglio del proprio bottino. 26 Furono pesati i gioielli d’oro che aveva
chiesto, mille settecento (sicli) solo dalle lunette e dagli orecchini e dagli
abiti di porpora che i re di Madian avevano su e solo dalle collane che erano
al collo dei loro cammelli. 27 Gedeone costruì per sé un Efod[47] e
lo installò nella sua città in Ofra e tutto Israele si prostituiva andando là[48]
ma, fu per Gedeone e per la sua casa una trappola. 28 Sottomise Midian davanti
ai figli d’Israele e non ebbe più lingua la loro testa e il paese fu tranquillo
quarant’anni ai tempi di Gedeone. 29 Andò Jerubaal, figlio di Joas, e abitò
nella sua casa. 30 Gedeone ebbe settanta figli, usciti dalla sua coscia, perché
lui aveva molte donne; 31 Anche la sua concubina che era di Sichem gli generò
anch’essa un figlio e chiamò il suo nome Abimelek. 32 Gedeone figlio di Joas
morì soddisfatto e bene e fu sepolto nel sepolcro di suo padre in Ofra degli
Abiezeriti[49].
33 Quando morì Gedeone, i figli d’Israele tornarono a prostituirsi dietro ai
Baal e presero per essi Baal-Berit come loro elohim. 34 E non ricordarono, i
figli d’Israele, Yhwh loro Elohim che li aveva liberati dalla mano di tutti i
loro nemici dei dintorni; 35 E non furono benevoli con la casa di Jerubaal,
Gedeone, per tutto il bene che aveva fatto a Israele.
CAP. 9
Nel capitolo 9 si narra il tentativo di Abimelech di
instaurare un regime monarchico, era anch’egli figlio di Jeru-Baal cioè
Gedeone, ma si rivolse ai fratelli di sua madre a Sichem ed essi parteggiarono
per Abimelech. Egli uccise il padre e i suoi settanta figli, suoi fratelli e
combatté in varie città cananee finché fu egli stesso ucciso. Dopo Abimelek
sorse a salvare Israele Tola, figlio di Pua, figlio di Dodo della tribù di
Issacar. Egli abitava a Samir, sulla montagna di Efraim. Giudicò Israele ventitré
anni, poi morì, è sepolto a Samir. Dopo di lui sorse il galaadita Iair, giudicò
Israele ventidue anni. Aveva trenta figli che cavalcavano su trenta asini e
governavano altrettante città nella regione di Gaalad, chiamati “villaggi di
Iair”, nome fino ad oggi. Quando morì fu sepolto a Kamon.
CAP. 10 Altri giudici dopo Abimelek
I figli d’Israele continuarono a fare il male agli occhi
Yhwh, servivano i Baal e le Astarti, elohim di Aram, elohim di Sidone, elohim
di Moab, elohim dei figli di Ammon, elohim dei Filistei e abbandonarono Yhwh e
non lo servirono più. 7 “soffiò il naso”[50]
di Yhwh contro Israele e li vendette nelle mani dei Filistei e nelle mani dei
figli di Ammon. 8 In quell’anno essi oppressero e sfruttarono i figli
d’Israele; per diciotto anni tutti i figli d’Israele che erano oltre il
Giordano nelle terre degli Amorrei in Ghilad[51].
9 I figli di Ammon passarono il Giordano per combattere anche contro Giuda e
contro Beniamino e contro la casa di Efraim, l’apprensione in Israele era
grande. 10 I figli d’Israele gridarono a Yhwh dicendo: abbiamo peccato contro
di te, perché abbiamo abbandonato il nostro Elogi e abbiamo servito i Baal. 11
Disse Yhwh ai figli d’Israele: non è forse dall’Egitto, dagli Amorrei, dai
figli di Ammon, dai Filistei, 12 e i Sidoniti[52] e
Amalek e Maon[53],
vi opprimevano e gridaste a me, e io vi ho liberato dalle loro mani? 13 Voi mi
avete abbandonato e avete servito altri elohim, per questo non mi impegno per
liberarvi. 14 Andate e gridate agli elohim che avete servito fra quelli che
avete scelto, loro vi salveranno nel tempo della vostra angoscia. 15 Risposero
i figli d’Israele a Yhwh: abbiamo peccato, tu fa a noi tutto quanto è giusto ai
tuoi occhi ma, per favore, liberaci in questo giorno. 16 Allontanarono gli
elohim stranieri da in mezzo a loro e servirono Yhwh, e venne meno la sua
animosità per l’affanno di Israele. 17
Si riunirono i figli di Ammon e si accamparono in Ghilad, i figli di Israele si
raccolsero e si accamparono a Mizpa. 18 Dicevano il popolo, i principi di
Ghilad, ciascuno al suo vicino, chi incomincerà a combattere contro i figli di
Ammon? Egli sarà il capo di tutti gli abitanti di Ghilad.
CAP. 11 Iefte che sacrifica la figlia a Yhwh
1 Iefte, il ghiladita era un guerriero valoroso ed era figlio
di una prostituta, Ghilad[54]
aveva generato Iefte. 2 La moglie di Ghilad gli genero dei figli; crebbero i
figli della moglie e cacciarono Iefte; gli dissero: tu non avrai eredità nella
casa di nostro padre perché tu sei figlio di un’altra donna. 3 Iefte fuggì
dalla faccia dei suoi fratelli e abitò nella terra di Tob; si aggregarono a
Iefte uomini sfaccendati e uscivano[55]
con lui. 4 Dopo un po’ di giorni i figli di Ammon attaccarono Israele. 5 Fu
quando i figli di Ammon assalirono Israele che gli anziani di Ghilad andarono a
prendere Iefte dal paese di Tob. 6 Dissero a Iefte: vieni e sarai per noi il
nostro condottiero e combatterai contro i figli di Ammon. 7 Rispose Iefte agli
anziani di Ghilad: non siete voi che mi avete odiato al punto che fui scacciato
dalla casa di mio padre? Perché adesso venite da me quando il pericolo è
vostro? 8 Dissero gli anziani di Ghilad a Iefte: per questo adesso torniamo da
te; tu verrai con noi e combatterai contro i figli di Ammon e tu sarai per noi
il capo di tutti gli abitanti di Ghilad.[56] 9
Rispose Iefte agli anziani di Ghilad: se voi mi riportate a combattere contro i
figli di Ammon e Yhwh li metterà davanti a me, io sarò per voi il capo. 10
Dissero gli anziani di Ghilad a Iefte: Yhwh sia colui che ascolta tra te e noi,
se non sarà fatto come tu hai detto[57].
11 Iefte partì con gli anziani di Ghilad e lo posero il popolo su di essi come
capo e condottiero e Iefte ripeté tutte le sue parole[58]
davanti a Yhwh a Mizpa. 12 Iefte mandò dei messaggeri al re dei figli di Ammon
dicendo: cosa interessa a me e a te perché tu venga a combattere nella mia
terra? 13 Rispose il re dei figli di Ammon ai messaggeri di Iefte: perché
Israele prese la mia terra dalla sua uscita dall’Egitto; dall’Arnon fino a
Jabok e fino al Giordano e adesso sia restituita[59].14
Ma Iefte continuò a mandare messaggeri al re dei figli di Ammon. 15 Gli
dissero: così dice Iefte: Israele non prese la terra di Moab e la terra dei
figli di Ammon. 16 Perché nella loro uscita dall’Egitto, Israele andò nel
deserto fino al mar dei Giunchi e arrivò a Kades. 17 Poi mandò dei messaggeri
al re di Edom dicendo: posso passare per favore nella tua terra? Ma non ascoltò
il re di Edom e anche al re di Moab mandò a chiedere, ma non volle, così
Israele abitò in Kades. 18 Camminò nel deserto e aggirò la terra di Edom e la
terra di Moab e arrivò da oriente del sole, come la terra di Moab e si
accamparono sulla sponda dell’Arnon e non entrarono nel territorio di Moab
perché l’Arnon è il confine di Moab. 19 Israele mandò messaggeri a Sicon re
degli Amorrei e gli dissero: Israele, possiamo passare per favore nella tua
terra fino al luogo mio? 20 Sicon non si fidò a lasciar passare Israele nel suo
territorio, anzi Sicon radunò tutto il suo popolo e si accamparono a Iaza e
combatté con Israele. 21 Yhwh, Elohim d’Israele, diede Sicon e tutto il suo
popolo nelle mani di Israele, li colpirono[60] e
s’impossessarono di tutta la terra degli Amorrei abitanti di quella terra. 22
S’impossessarono di tutto il territorio degli Amorrei dall’Arnon fino a Jabok e
dal deserto fino al Giordano. 23 Ora, Yhwh, Elohim d’Israele, che scacciò gli
Amorrei davanti al suo popolo, Israele, tu vorresti scacciarlo? 24 Forse che tu
non possiedi ciò che Camos[61],
tuo elohim ti ha fatto possedere? E tutto ciò che noi possediamo, Yhwh nostro
Elohim, davanti a noi, ci ha fatto possedere? 25 Ora, tu sei forse migliore di
Balak, figlio di Zipor, re di Moab, litigare non litigò con Israele, combattere
non combatté con essi. 26 Nell’abitare
Israele presso Chesbon e presso i suoi dintorni, ad Aroer e presso i suoi
dintorni, presso tutte le città sulle sponde dell’Arnon, in trecento anni,
perché non gliele avete tolte, in quel tempo? 27 Io non ho peccato con te e tu
mi fai male a combattermi, perché giudicherà Yhwh; giudichi oggi tra i figli
d’Israele e i figli di Ammon. 28 Ma non ascoltò il re dei figli di Ammon le
parole di Iefte che gli aveva mandato. 29 Lo spirito di Yhwh fu sopra Iefte,
passò verso Ghilad e Manasse, passò verso Mizpa di Ghilad e da Mizpa di Ghilad
passò verso i figli di Ammon. 30 Iefte fece un voto a Yhwh dicendo: se darai i
figli di Ammon nelle mie mani, 31 colui che uscirà dalle porte della mia casa,
per venirmi incontro al mio ritorno in pace, dai figli di Ammon, sarà per Yhwh
sacrificato in olocausto. 32 Iefte passò presso il figlio di Ammon per
combattere con essi e Yhwh li diede nelle sue mani. 33 Li colpì da Aroer fino
ad arrivare a Minnit; venti città fino ad Abel-Cheramin, una strage molto grande,
così furono sottomessi i figli di Ammon davanti ai figli d’Israele. 34 Rientrò
Iefte a Mizpa presso la sua casa ed ecco sua figlia uscire per incontrarlo con
tamburelli e con danze; solo che lei era l’unica, egli non aveva né un figlio
né un’altra figlia. 35 Quando la vide si strappò le vesti e disse: ah! Figlia
mia, tu mi hai straziato, tu sei il mio intralcio; io ho promesso di mia
iniziativa a Yhwh e non posso tornare indietro! 36 Gli rispose: padre mio, hai
promesso di tua iniziativa a Yhwh, fa di me quanto è uscito dalla tua bocca,
dopo che Yhwh ha fatto per te vendette dei tuoi nemici, i figli di Ammon. 37
Disse a suo padre: per me farai questa cosa, lascia che io vada due mesi e
scenda sui i monti e pianga la mia verginità, io e le mie amiche. 38 Rispose:
vai! La lasciò andare due mesi ed ella camminò con le sue amiche e pianse sulla
sua verginità su per i monti. 39 Quando terminarono i due mesi e tornò da suo
padre, la sacrificò per il voto che egli aveva fatto; ella non aveva conosciuto
uomo e diventò una consuetudine in Israele, 40 che di anno in anno, vadano le
figlie d’Israele a cantare la figlia di Iefte il ghiladita, per quattro giorni
all’anno.
CAP 12
1 Gridò l’uomo di Efraim[62],
passò verso il Nord e dissero a Iefte: perché sei andato a combattere contro i
figli di Ammon e non ci hai chiamato per venire con te? Noi bruceremo la tua
casa su di te col fuoco. 2 Rispose Iefte ad essi: sono diventato uomo di molte
contese, io e il mio popolo, contro i figli di Ammon; vi ho chiamato ma, non mi
avete salvato dalle loro mani. 3 Ho visto che non eri un salvatore[63],
ho messo la mia vita nel palmo della mia mano e sono passato contro i figli di
Ammon. E Yhwh li ha dati nelle mie mani. Perché oggi siete saliti da me per
combattermi? 4 Iefte radunò tutti gli
uomini di Ghilad e sconfisse Efraim. Gli uomini di Ghilad colpirono Efraim
perché costoro dicevano: voi non siete (altro) che dei fuggitivi di Efraim,
Ghilad è in mezzo a Efraim e in mezzo a Manasse. 5 Ghilad occupò i guadi del
Giordano di Efraim; avvenne che dicevano gli scampati di Efraim: posso passare?
Gli uomini di Ghilad gli chiedevano: Tu sei efraimita? Rispondevano! 6 Allora
gli chiedevano: prova a dire “scibbolet” e non lo sapeva dire e diceva
“sibbolet”, lo trattenevano e lo abbattevano, ai guadi del Giordano; caddero in
quel tempo quarantaduemila (uomini) di Efraim. 7 Iefte giudicò Israele sei
anni; morì Iefte il ghiladita e fu sepolto nella città di Ghilad.
CAP. 13 Nascita di Sansone
1 I figli d’Israele
continuarono a fare il male agli occhi di Yhwh che li diede in mano ai Filistei
per quarant’anni. 2 Ci fu un uomo di Zarach delle famiglie dei Daniti, il suo
nome Manoach e sua moglie, sterile, non aveva generato. 3 Apparve l’angelo di
Yhwh alla donna e le disse: ecco, dunque, tu sei sterile e non hai generato,
concepirai e partorirai un figlio. 4 Ora guardati perciò di non bere vino né
liquori, di non mangiare niente d’impuro. 5 Perché ecco, tu concepirai e
partorirai un figlio e il rasoio non passerà sulla sua testa, perché il ragazzo
sarà Nazir di Elohim fin dal ventre e comincerà a liberare Israele dalla mano
dei Filistei. 6 La donna andò e parlò con suo marito dicendo: un uomo di Elohim
è venuto da me, il suo aspetto come l’aspetto di un angelo di Elohim, molto
ammirabile; non gli ho domandato da dove veniva né chi era; il suo nome egli
non mi riferì. 7 Mi disse: ecco, concepirai e partorirai un figlio; adesso, non
bere vino né liquori, non mangiare niente d’impuro, perché il ragazzo sarà
Nazir[64]
di Elohim dal ventre fino al giorno della sua morte. 8 Menoach pregò Yhwh e
disse: per favore mio signore, l’uomo di Elohim che hai mandato, torni per
favore ancora da noi e ci insegni cosa fare per il ragazzo che nascerà. 9
Elohim ascoltò la voce di Menoach e l’angelo di Elohim tornò ancora dalla
donna, ma essa era in campagna e suo marito non era con lei. 10 La donna si
precipitò e corse ad informare suo marito e gli disse: ecco mi è apparso
quell’uomo che venne da me quel giorno. 11 Menoach si alzò e a andò dietro a
sua moglie e giunse presso l’uomo e gli disse: sei forse tu quell’uomo che ha
parlato alla donna? Rispose: sono io. 12 Disse Menoach: accadute le tue parole,
quale sarà il dovere del ragazzo e i suoi comportamenti? 13 Rispose l’angelo di
Yhwh a Menoach: dovrà osservare tutto ciò che ho detto alla donna. 14 Non mangi
niente di ciò che esce dalla vite del vino; non beva vino né liquori, non mangi
niente d’impuro. Dovrà osservare tutto ciò che ho comandato. 15 Allora Menoach
disse all’angelo di Yhwh: fermati per favore, acconsenti che prepariamo in tua
presenza un capretto. 16 Rispose l’angelo di Yhwh: se tu mi trattieni non posso
mangiare con te, ma se tu farai un sacrificio a Yhwh, sarà gradito[65];
giacché Menoach non sapeva che egli era l’angelo di Yhwh. 17 Disse Menoach
all’angelo di Yhwh: qual è il tuo nome? Cosicché possiamo onorarti quando
accadranno le tue parole. 18 Gli rispose l’angelo di Yhwh: perché codesto tuo
chiedere il mio nome? Egli è meraviglioso! 19 Allora Menoach prese l’agnello di
capra e l’oblazione e lo sacrificò sopra una pietra a Yhwh che sa compiere
meraviglie, mentre Menoach e sua moglie guardavano. 20 Accadde che nel salire
la fiamma da sopra l’altare[66]
verso il cielo, salì l’angelo di Yhwh nella fiamma dell’altare mentre Menoach e
sua moglie guardavano; allora caddero sulla loro faccia a terra (si
prostrarono). 21 L’angelo di Yhwh non tornò più in visione a Menoach e a sua
moglie; allora Menoach capì che quello era l’angelo di Yhwh. 22 Menoach disse a
sua moglie: di certo moriremo perché abbiamo visto Elohim. 23 Gli rispose sua
moglie: se piaceva a Yhwh di farci morire, non avrebbe preso dalle nostre mani
l’olocausto e l’oblazione e non ci avrebbe fatto vedere tutte quelle cose
adesso e non ci avrebbe fatto ascoltare queste cose. 24 La donna generò un
figlio e chiamò il suo nome Simson (Sansone); il ragazzo diventò grande e Yhwh
lo benedisse. 25 Lo spirito di Yhwh cominciò ad agitarlo a Macana-Dan tra Zorca
e Estol.
CAP. 14
1 Sansone scese a Timna e
vide una donna di Timna fra le figlie dei Filistei. 2 Salì e riferì a suo padre
e a sua madre dicendo: ho visto una donna a Timna fra le figlie dei Filistei,
adesso prendete per me la donna! 3 Gli disse suo padre e sua madre: non c’è
forse tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il mio popolo, perché tu vada
a prendere una donna fra i Filistei incirconcisi? Rispose Sansone: prendila per
me perché piace ai miei occhi. 4 Non sapevano, suo padre e sua madre, che accadeva ciò da Yhwh perché egli cercava un
pretesto dai Filistei, che in quel tempo avevano completato l’occupazione di
Israele. 5 Sansone scese con suo padre e sua madre a Timna e giunsero fino ai
vigneti di Timna, ed ecco: un cucciolo di leone venirgli incontro ruggendo. 6
Irruppe su di lui il furore[67]
di Yhwh, lo squartò in due come si squarta un capretto e non c’era niente nella
sua mano, ma non riferì a suo padre e a sua madre ciò che aveva fatto. 7 Scese
e parlò alla donna ed ella piacque agli occhi di Sansone. 8 Tornò a prenderla
dopo un po’ di giorni; si allontanò per vedere la carcassa del leone ed ecco:
uno sciame di api sul corpo del leone e miele. 9 Lo prese nel palmo della sua
mano e camminando ne mangiò. Camminò verso duo padre e sua madre, ne diede a
loro e mangiarono, ma non raccontò loro che aveva preso il miele dal leone
morto. 10 Suo padre scese dalla donna e là Sansone fece un banchetto perché
così facevano i giovani. 11 Accadde che, quando lo videro, presero trenta fra
gli amici e stettero con lui[68]
12 Sansone disse loro: vorrei proporvi un indovinello, se me lo spiegherete
bene, nei sette giorni del banchetto, e lo azzeccherete, io darò a voi trenta
capi d’abbigliamento e trenta ricambi d’abiti. 13 Se non potrete spiegarmelo,
darete a me trenta capi d’abbigliamento e trenta ricambi d’abiti. Gli dissero:
proponi il tuo indovinello e noi lo ascolteremo. 14 Disse loro: “Dal mangiatore
(colui che mangia) uscì del cibo, dal forte uscì un dolce” ma, per tre giorni
non poterono spiegare l’indovinello. 15 Nel giorno settimo accadde che dissero
alla moglie di Sansone: seduci il tuo uomo e ci spieghi l’indovinello, se no,
incendieremo te e la casa di tuo padre. È stato per spogliarci che ci avete
convocato? O non è così? 16 La donna di Sansone pianse su di lui e disse:
giacché tu mi odi e non mi ami, hai proposto un indovinello ai figli del mio
popolo e a me non l’hai spiegato! Rispose: a te? Ecco: non l’ho spiegato né a
mio padre né a mia madre e a te dovrei spiegarlo? 17 Pianse su di lui per i
sette giorni che era con loro al banchetto; il settimo giorno glielo spiegò
perché l’aveva messo alle strette. E spiegò l’indovinello ai figli del suo
popolo. 18 Dissero a lui gli uomini della città, nel settimo giorno prima del
tramonto[69]
: “Che cosa è dolce più del miele e forte più del leone?” Rispose loro: Se non
aveste arato con la mia giovenca non avreste azzeccato il mio indovinello. 19
Irruppe su di lui il furore di Yhwh e scese ad Aschelon e uccise di loro trenta
uomini; prese le loro armature e diede i loro vestimenti a chi aveva spiegato
l’indovinello, poi acceso d’ira salì alla casa di suo padre. 20 E la donna di
Sansone fu data a un suo compagno di cui era amica.
CAP. 15
1 Accadde dopo giorni – nei
giorni della mietitura del frumento – Sansone visitò sua moglie con un capretto
e disse: entrerò da mia moglie nella camera da letto ma, il padre di lei non
gli consentì di entrare. 2 Disse il padre di lei: tu mi dicesti che la
detestavi ed io l’ho data al tuo compagno. Sua sorella più piccola non è forse
più bella di lei? Prendila dunque al posto suo è tua. 3 Disse loro Sansone:
questa volta sono senza colpe verso i Filistei quando io farò loro del male! 4
Sansone de ne andò e catturò trecento volpi; prese delle fiaccole, attorcigliò
coda con coda e pose una fiaccola nel mezzo fra le due code. 5 Appiccò il fuoco
alle fiaccole e lanciò le volpi contro le messi dei Filistei; incendiò dai
covoni fino alle messi non mietute, fino ai vigneti e agli ulivi. 6 Chiesero i
Filistei: chi ha fatto questo? Risposero: Sansone, il genero del timnita perché
prese sua moglie e la diede al suo compagno; salirono i filistei e appiccarono
il fuoco a lei e alla casa di suo padre. 7 Sansone disse loro: se agite in
questo modo (sappiate) che dopo non cesserò di vendicarmi contro di voi. Li
colpì gamba su coscia una grande strage; scese e abitò nella grotta della rupe
di Etam. 9 Salirono i Filistei e si accamparono in Giuda e si allargarono in
Lechi. 10 Chiesero gli uomini di Giuda: perché salite contro di noi? Risposero:
per catturare Sansone; noi saliamo per fare a lui come ha fatto a noi. 11
Tremila uomini[70]
di Giuda scesero alla caverna della rupe di Etam e dissero a Sansone: forse non
sai che i Filistei comandano su di noi? Cos’è questa cosa che hai fatto loro?
Rispose: come fecero a me così ho fatto a loro. 12 Gli dissero: siamo scesi per
catturarti e per darti nelle mani dei Filistei. Rispose Sansone: giuratemi che
voi non mi ucciderete! 13 Gli risposero dicendo: no, perché certamente ti
cattureremo e ti metteremo nelle loro mani ma, certamente non ti daremo la
morte. Lo legarono con due funi nuove e lo fecero salire dalla caverna. 14
Quando giunse a Lechi e i Filistei gli si avvicinarono per incontrarlo, irruppe
su di lui il furore di Yhwh e le funi che legavano le sue braccia furono come
fili di lino e presero fuoco; sparirono i suoi legami dalle sue mani. 15 Trovò
una mascella d’asino recente, stese la sua mano e la prese e con essa uccise
mille uomini. 16 Disse Sansone: con una mascella d’asino, un asino degli asini,[71]
con una mascella d’asino ho ucciso mille uomini. 17 Fu nel finire il suo
parlare che gettò la mascella dalla sua mano e chiamò quel posto: Ramat-Lechi.
18 Essendo molto assetato chiamò Yhwh e disse: tu hai dato nelle mani del tuo
servo questa grande vittoria ma, adesso, dovrò morire di sete e cadere nelle
mani di incirconcisi? 19 Elohim fendette la roccia concava che c’è in Lechi e
uscirono per lui le acque; bevette e il suo animo si risollevò e riprese vita;
per questo chiamò il posto: fonte di Kore, che è in Lechi ancora oggi. 20 Egli
giudicò Israele, ai tempi dei Filistei, venti anni.
CAP. 16
1 Sansone andò a Gaza, là
vide una prostituta e entrò da lei. 2 Così fu detto agli abitanti di Gaza:
Sansone è entrato da lei; lo accerchiarono e gli tesero un agguato tutta la
notte alla porta della città. Restarono in silenzio tutta la notte dicendo: riposiamo
fino alla luce del mattino poi lo uccideremo. 3 Sansone si coricò fino a metà
della notte; a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città,
i due stipiti, li strappò compreso il catenaccio, li mise sulle spalle e li
portò sul monte che volge in direzione di Ebron. 4 Dopo di che avvenne che si
innamorò di una donna della valle di Soreq, il suo nome era Dalila. 5 Salirono
da lei i capi dei Filistei e le dissero: ingannalo e vedi in che consiste la
sua grande forza e con cosa noi possiamo incatenarlo e sottometterlo; noi ti
daremo ciascuno mille cento (pezzi) d’argento. 6 Dalila disse a Sansone:
spiegami per favore in che consiste la tua grande forza e con cosa posso
legarti per sottometterti. 7 Le rispose Sansone: se tu mi legassi con sette
corde di nervo non ancora secche, allora mi indebolirei e sarei come un uomo
normale. 8 I capi dei Filistei portarono da lei sette corde di nervo che non
erano secche e con esse lo legò. 9 La trappola la tese nella camera da letto;
gridò: i Filistei sono su di te Sansone! Egli strappò le corde come si strappa
una funicella di stoppa all’odore del fuoco, e non rivelò la sua forza. 10
Disse Dalila a Sansone: ecco, ti sei burlato di me, mi hai raccontato menzogne;
spiegami ti prego con cosa ti si lega! 11 Le ripose: certamente legandomi con
corregge nuove con le quali non si sia fatta nessuna attività, mi indebolirei e
sarei come un uomo normale. 12 Dalila prese corregge nuove e con esse lo legò,
poi gli gridò: i Filistei sono su di te Sansone! La trappola scattò nella
camera da letto, egli le strappò dalle sue braccia come un filo. 13 Disse
Dalila a Sansone: ecco, ancora ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne;
spiegami in che modo ti si può legare; le rispose se tu mi tesserai le sette
chiome della mia testa con l’ordito e 14 spingessi con il piolo dell’ordito…[72]
allora gli gridò: i Filistei sono su di te Sansone! Si svegliò dal suo dormire
e strappò il piolo del telaio e l’ordito. 15 Gli disse: come puoi dire: “io ti
amo” mentre il tuo cuore non è con me? Per tre volte mi hai preso in giro senza
spiegarmi in che consiste la tua grande forza. 16 Accadde che con le sue
parole, lo mise alle strette ogni giorno, tanto lo importunò da desiderare di
morire. 17 Le aprì tutto il suo cuore e le disse: il rasoio mai è passato sulla
mia testa, perché io sono Nazir di Elohim fin dal ventre di mia madre; se mi
rasassi si allontanerebbe da me la mia forza e mi indebolirei e sarei come
tutti gli uomini. 18 Dalila capì che le aveva rivelato tutto il suo cuore;
salirono da lei i capi dei Filistei portando l’argento nelle loro mani. 19 Lo
fece addormentare sulle sue ginocchia e chiamò un uomo che rasò le sette trecce
sulla sua testa e cominciò a dominarlo e la sua forza si allontanò da lui. 20
Gridò: i Filistei su di te Sansone! Si svegliò dal suo sonno e pensò: uscirò
come le altre volte e mi libererò. Egli non sapeva che Yhwh si era allontanato
da lui. 21 I Filistei lo catturarono e gli cavarono gli occhi, lo fecero
scendere a Gaza e lo legarono con catene di bronzo e fu macinatore[73]
nella casa dei prigionieri. 22 Intanto, i suoi capelli dopo essere stati rasati
incominciarono a crescere. 23 I capi dei Filistei si riunirono per offrire un
grande sacrificio a Dagon, loro elohim e per festeggiarlo dissero: il nostro
elohim ha dato nelle nostre mani Sansone il nostro nemico. 24 Lo vide il popolo
e inneggiarono al loro Elohim perché
dissero: ha dato, il nostro elohim, nelle nostre mani, il nostro nemico, il
distruttore della nostra terra che ha accresciuto i nostri morti. 25 Avvenne
che, essendo molto allegro il loro cuore[74],
dissero: chiamate Sansone e ci faccia divertire. Chiamarono Sansone dalla casa
dei prigionieri e danzò davanti a loro e lo fecero stare in piedi tra le
colonne. 26 Disse Sansone al ragazzo che gli stringeva la mano: conducimi
presso le due colonne sulle quali su di esse la casa è fondata. 27 La casa era
affollata di uomini e donne e ivi c’erano tutti i capi dei Filistei e sulla
terrazza quasi tremila uomini e donne che guardavano Sansone nel divertimento.
28 Sansone invocò Yhwh e disse: mio signore Yhwh ricordati di me ti prego! E
dammi forza per favore, solo questa volta; ah! Elohim io certamente mi
vendicherò dei Filistei per uno dei miei due occhi. 29 Sansone in mezzo alle
due colonne sulle quali la casa era su di esse fondata, si appoggiò ad esse, una
con la mano destra e una con la mano sinistra, 30 e Sansone gridò: “muoia la
mia vita con i Filistei”; si curvò con forza e la casa cadde sopra i principi e
sopra tutto il popolo che era in essa. I morti che fece morire con la sua morte
furono molti di più di quelli che uccise nella sua vita. 31 Scesero i suoi
fratelli e tutta la casa di suo padre e lo portarono e salirono e lo
seppellirono tra Zorea e Estol nel sepolcro di Manoach suo padre. Egli giudicò
Israele per vent’anni.
CAP 17 Origine
del Santuario di Dan, Mica.
1 C’era
un uomo della montagna di Efraim, il suo nome Mica, 2 disse a sua madre: i
millecento sicli d’argento che ti hanno preso, anche una maledizione
pronunciasti su di essi alle mie orecchie, ecco te li ho presi io; rispose sua
madre: benedetto mio figlio per Yhwh. 3 Restituì i millecento sicli a sua
madre; disse sua madre voglio consacrare il denaro di mia mano a Yhwh, a mio
figlio affinché si faccia un idolo, una statua di metallo fuso, adesso io lo
restituirò a te. 4 Gli restituì il denaro a sua madre; sua madre prese duecento
sicli e li diede al fonditore per farne un idolo, una statua di metallo fuso,
per collocarla nella casa di Mica. 5 L’uomo Mica possedeva una casa di Elohim
(santuario), fece un efod e i terafim e riempì di potere uno dei suoi figli e
divenne il suo sacerdote. 6 In quei tempi non c’era un re in Israele, per
ognuno era giusto ai suoi occhi ciò che faceva. 7 Ci fu un giovane di Betlemme
di Giuda, della tribù di Giuda egli era levita e là era forestiero. 8 L’uomo
camminò dalla città di Betlemme di Giuda per sistemarsi dove avrebbe trovato,
così arrivò sulle montagne di Efraim fino alla casa di Mica dove concluse il
suo viaggio. 9 Gli chiese Mica di dove venisse, gli rispose il levita: io sono
di Betlemme di Giuda, ho camminato per sistemarmi dove troverò. 10 Gli disse
Mica: fermati da me, sarai per me padre e sacerdote, io ti darò dieci sicli al
giorno e disporrai di abiti e di sostentamento. Entrò il levita. 11 Il levita
decise di abitare da quell’uomo e il giovane fu per lui come suo figlio. 12
Riempì Mica la mano del levita e il giovane fu per lui il sacerdote e fu nella
casa di Mica. 13 Disse Mica: adesso so che Yhwh mi farà del bene perché il
levita sacerdote è mio.
CAP: 18
1 In
quegli anni non c’era un re in Israele e in quegli anni la tribù di Dan,
cercava per sé un’eredità (territorio) per abitarvi, perché non era caduta su
di essa, fino a quel giorno, nessuna eredità fra le tribù d’Israele. 2 I figli
di Dan inviarono cinque uomini della loro tribù dai loro confini, uomini di
valore, da Zara e da Estol per esplorare il paese e indagarlo e dissero loro:
andate e esplorate il paese. Essi arrivarono sulle montagne di Efraim fino alla
casa di Mica e passarono la notte lì. 3 Essi erano vicini alla casa di Mica e
riconobbero la voce del giovane levita e avvicinandosi gli dissero: chi ti ha
fatto arrivare qui e che cosa fai in questo luogo e cosa è tuo qui? 4 Rispose
loro: questo e quello mi ha fatto Mica, mi ha dato un salario e sono per lui
sacerdote. 5 Interpella per favore Elohim, vogliamo sapere se il nostro viaggio
riuscirà se dove andiamo avrà successo. 6 Il sacerdote rispose loro: andate in
pace, il vostro viaggio che state facendo è presente a Yhwh. 7 Partirono i
cinque uomini e giunsero a Lais e videro che il popolo che vi risiedeva abitava
in sicurezza, secondo le leggi dei Sidoni ed erano tranquilli e sicuri; non
c’era nel paese chi li sfruttasse; di ricchezza erano ben forniti; lontano dai
Sidoni e non erano in relazioni con altra gente. 8 Tornarono dai loro fratelli
a Zara e a Estol e i loro fratelli chiesero loro: che notizie avete? 9
Risposero: alziamoci e saliamo da loro perché abbiamo visto il paese ed ecco, è
molto buono. E voi pigroni non siate indolenti andate a conquistare il paese.
10 Quando arriverete, troverete un popolo fiducioso e un grande paese, sappiate
che Elohim lo darà nelle vostre mani; un posto dove non c’è penuria di tutto
ciò che c’è sulla terra. 11 Da lì si misero in marcia da Zara e da Estol seicento
uomini della famiglia dei daniti, armati per combattere. 12 Partirono e si
accamparono a Kiriat-Jearim, per questo chiamarono quel posto Campo di Dan fino
ad oggi; esso è alle spalle di Kiriat-Jearim. 13 Da lì passarono la montagna di
Efraim e giunsero fino alla casa di Mica. 14 Nel rispondere, i cinque uomini
che erano andati a esplorare il paese di Lais, dissero anche ai loro fratelli:
sapete che in quelle case c’è un efod, i terafim e una statua di metallo fuso?
Adesso sapete cosa fare! 15 Essi si separarono e giunsero alla casa del giovane
levita, alla casa di Mica e gli augurarono benessere. 16 I seicento uomini
armati per combattere, figli di Dan, stavano all’ingresso della porta. 17 I
cinque uomini che erano andati a esplorare il paese, s’incamminarono ed
entrarono, presero la statua di metallo fuso, l’efod, i terafim e il sacerdote
stava all’ingresso della porta, così anche i seicento uomini armati per
combattere. 18 Quelli entrati nella casa di Mica presero la statua di metallo
fuso, l’efod, i terafim e il sacerdote chiese loro: cosa state facendo? 19 Gli
risposero: taci! Metti la tua mano sulla bocca e vieni con noi, sarai per noi
padre e sacerdote; è meglio che tu sia sacerdote per la casa di uno solo oppure
che tu sia sacerdote per una tribù e un clan d’Israele? 20 Si colmò di gioia il
cuore del sacerdote; prese l’efod, i terafim, la statua ed entrò in mezzo a
quella gente. 21 Si allontanarono, e partirono mettendo i piccoli, il bestiame
e i loro beni dinnanzi a loro. 22 Essi si erano allontanati dalla casa di Mica
e alcuni uomini, che stavano nelle case vicine a quella di Mica, si
mobilitarono e arrancarono i figli di Dan. 23 Essi chiamarono i figli di Dan
che volsero la loro faccia e chiesero a Mica: cosa vuoi perché gridi? 24
Rispose: avete preso il mio dio che ho fatto io e il sacerdote e ve ne andate!
Che cosa mi resta ancora? E mi chiedete che cosa vuoi? 25 Gli risposero i figli
di Dan: non si senta la tua voce vicino a noi, perché non si scaglino contro di
voi per colpire, uomini incattiviti, la vita e la tua accozzaglia, la tua
stessa vita e la vita della tua casa. 26 Proseguirono i figli di Dan il loro
viaggio, Mica vide che erano più forti di lui, voltò la faccia e tornò a casa.
27 Essi presero ciò che aveva fatto Mica, il sacerdote che era suo e giunsero a
Lais. Presso quel popolo tranquillo e fiducioso, passarono tutti a fil di spada
e incendiarono la città col fuoco. 28 Non c’era chi l’aiutasse perché lontana
da Sidone e nessuno di essi aveva relazioni con altri; essa era nella valle di
Bet-Recob; ricostruirono la città e la abitarono. 29 Chiamarono il nome della
città Dan dal nome Dan loro padre che era stato generato da Israele. Una volta
Lais era il suo primo nome. 30 I figli di Dan innalzarono per loro una statua e
Gionata figlio di Ghersom figlio di Mosè e i suoi figli furono sacerdoti della
tribù dei figli di Dan fino alla deportazione del paese. 31 Innalzarono per
loro la statua che Mica aveva fatto, tutti i giorni dell’esistenza della casa
di Elohim (santuario) in Silo.
CAP. 19 la guerra contro
Beniamino
1 Accadde nei giorni nei
quali non c’era re in Israele. Accadde che un levita, forestiero sulle zone
interne della montagna di Efraim, prese una donna come concubina da Betlemme di
Giuda. 2 La sua concubina gli fu infedele[75]
e andò via da lui per la casa di suo padre a Betlemme di Giuda e visse là circa
i giorni di quattro mesi. 3 Il suo uomo si alzò e andò da lei per parlare al
suo cuore e per farla tornare da lui; era con lui un suo garzone e una coppia
di asini; lo fece entrare nella casa di suo padre; il padre della ragazza lo
vide e fu felice di incontrarlo. 4 Suo suocero, padre della ragazza, insistette
con lui e abitò con lui tre giorni, mangiavano e bevevano e passavano la notte
lì. 5 Accadde il quarto giorno; si alzarono presto al mattino; si alzò per
partire ma, disse il padre della ragazza a suo genero: sostieni il tuo cuore,
un boccone di pane, dopo andrete. 6 Si fermò e mangiarono entrambi insieme e
bevettero e disse il padre della giovane all’uomo: degnati per favore di
passare la notte e starà bene il tuo cuore. 7 Si alzò l’uomo per partire;
insistette con lui suo suocero e passò lì la notte. 8 La mattina del quinto
giorno si alzarono presto per partire ma, disse il padre della ragazza;
sostieni dunque il tuo cuore e indugiarono fino al finire del giorno;
mangiarono entrambi insieme. 9 Si alzò l’uomo per partire, lui, la sua
concubina e il suo garzone ma, gli disse il suocero, padre della fanciulla,
ecco dunque, la fine del giorno è vicina, passate la notte per favore; ecco, il
giorno declina, passa la notte qui e starà bene il tuo cuore, domani vi
alzerete presto per il vostro viaggio e andrai alla tua tenda. 10 Ma l’uomo non
volle passare la notte, si alzò e partì e giunse di fronte a Jebus, cioè
Gerusalemme, e con lui la coppia di asini sellati, e la sua concubina con lui.
11 Essi erano vicini a Jebus e il giorno era molto calato, disse il garzone al
suo padrone: andiamo dunque, avviciniamoci a questa città dei Ghebusei[76]
e passiamo la notte in essa. 12 Gli rispose il suo padrone, non ci avvicineremo
a una città di stranieri che non sono tra i figli d’Israele, ecco proseguiamo
fino a Ghibea (Gabaa). 13 Poi disse al suo garzone: va’ ci avvicineremo a uno
di questi luoghi e passeremo la notte a Ghibea o a Rama. 14 Proseguirono e
andarono a Ghibea che è di Beniamino e giunse per essi la fine del sole
(tramonto). 15 Si avvicinarono per entrare e passare la notte a Ghibea; entrò e
si fermò nella piazza della città; non c’era nessuno ad accoglierli nella
propria casa per passare la notte. 16 Ecco, un uomo vecchio tornava alla sera
dal suo lavoro dalla campagna; l’uomo era della montagna di Efraim, era
forestiero a Ghibea, ma gli uomini di quel luogo era Beniaminiti[77].
17 Alzò gli occhi e vide il viandante nella piazza della città e il vecchio
domandò: dove vai e da dove vieni? 18 Gli rispose: noi passiamo da Betlemme di
Giuda fino alle zone interne della montagna di Efraim, io sono di là. Sono
andato fino a Betlemme di Giuda e andrò alla casa di Yhwh ma, non c’è nessuno
che mi accoglie nella sua casa. 19 C’è paglia e anche biada per i nostri asini;
c’è anche pane e vino per me e per la tua schiava e per il ragazzo con i tuoi
servi, non c’è penuria di niente. 20 Disse l’uomo vecchio, pace a te, tutto
quello che ti manca sia a mio carico, basta che tu non passi la notte in
piazza. 21 E lo condusse nella sua casa, foraggiò gli asini, si lavarono i
piedi, mangiarono e bevettero. 22 Essi, facevano star bene il loro cuore,[78]
ed ecco gli uomini della città, uomini figli di Belial[79],
circondarono la casa bussando forte alla porta e parlarono al padrone di casa,
al vecchio, dicendo: fa’ uscire l’uomo che è entrato nella tua casa e noi lo
conosceremo (lo abuseremo)[80]
23 Uscì da loro il padrone di casa e disse loro: no fratelli miei! Non lo
abusate, per favore non fate questa follia dopo che quest’uomo è entrato nella
mia casa! 24 Ecco mia figlia la vergine e la sua concubina, permettetemi che le
faccia uscire per voi, stupratele e fate loro ciò che vi piace.[81]
Ma, a quest’uomo non fate una cosa di tale infamia. 25 Ma gli uomini non
vollero ascoltarlo; allora l’uomo afferrò la sua concubina, uscì fuori da loro
e la violentarono e abusarono di lei tutta la notte fino al mattino e la
lasciarono andare al sorgere dell’aurora. 26 La donna giunse, al volgere del
mattino, cadde sulla porta della casa dell’uomo, dove stava il suo padrone, fin
che fu giorno. 27 Il suo padrone al mattino si alzò e aprì le porte della casa;
uscì per riprendere il suo viaggio. Ed ecco, la donna concubina giaceva sulla
porta di casa e le sue mani sulla soglia. 28 Le disse: alzati e andiamo; ma non
ci fu risposta; la caricò sull’asino, l’uomo si alzò e partì per il suo luogo.
29 Giunto a casa sua, prese un coltello, afferrò la sua concubina e la smembrò
in dodici pezzi e la mandò in tutto il territorio d’Israele. 30 Accadeva che
chiunque la vedesse diceva: non c’è mai stata, non s’è mai vista cosa come
questa, dal giorno che i figli d’Israele uscirono dal paese d’Egitto fino ad
oggi; decidete voi per lei; deliberate e parlate.
CAP. 20
1 Uscirono tutti i figli
d’Israele; l’assemblea si riunì, come un solo uomo, da Dan fino a Berseba, a
Mizpa terra di Ghilad davanti a Yhwh. 2 Si mobilitarono tutti i capi del
popolo, tutte le tribù d’Israele nell’assemblea del popolo di Elohim: quattrocento
uomini di fanteria armati di spada. 3 I figli di Beniamino vennero a sapere che
i figli d’Israele salivano a Mizpa. I figli d’Israele chiesero: com’è accaduta
questa infamia? 4 Il levita, l’uomo della donna che era stata uccisa, rispose e
disse: Giunsi a Ghibea di Beniamino, io e la mia concubina per passare la
notte. 5 Ma, si levarono contro di me, i padroni di Ghibea, e circondarono la
casa di notte, contro di me; pensavano di uccidere me, invece violentarono la
mia concubina fino a farla morire. 6 Allora afferrai la mia concubina, la feci
a pezzi e la mandai in tutto il territorio dell’eredità di Israele[82],
perché avevano compiuto un’infamia insensata in Israele. 7 Ecco, voi tutti
figli d’Israele, presenti voi qui, cosa consigliate? 8/9 Il popolo si alzò,
come un solo uomo, dicendo: nessuno andrà alla propria tenda; nessuno si
avvicinerà alla propria casa; adesso la cosa che faremo a Ghibea è questa:
contro di lei tireremo a sorte. 10 Presero dieci uomini fra cento di tutte le
tribù d’Israele, cento di mille e mille di diecimila, per procurare selvaggina
al popolo, per consentire di assalire Ghibea di Beniamino per l’infamia che
aveva in Israele. 11 Tutti gli uomini d’Israele si unirono contro la città,
come un solo uomo, alleati. 12 Le tribù d’Israele mandarono uomini a tutti i
clan di Beniamino per chiedere: cos’è quest’infamia che è stata compiuta da voi?
13 Ora, dateci gli uomini di Ghibea, figli di Belial, così che noi uccideremo e
bruceremo il male in Israele. Non vollero i Beniaminiti ascoltare la voce dei
loro fratelli figli d’Israele. 14 I figli di Beniamino, dalle città si
riunirono a Ghibea per uscire in battaglia contro i figli d’Israele. 15 I figli
di Beniamino dalle città arruolarono in quel giorno ventiseimila uomini, armati
di spada; oltre gli abitanti di Ghibea, furono arruolati settecento uomini
scelti. 16 Di tutto questo esercito, settecento uomini scelti avevano inabile
la mano destra[83].
Ciascuno di questi lanciava pietre con la fionda contro un cappello e non
sbagliava. 17 Gli uomini d’Israele, escludendo Beniamino, arruolarono
quattrocentomila uomini armati di spada, tutti costoro erano uomini di guerra.
18 Levatisi, si recarono a Bet-El e interrogarono il loro Elohim dicendo: chi
salirà di noi per primo in battaglia contro i figli di Beniamino? Rispose Yhwh:
Giuda sarà il primo. 19 I figli d’Israele si alzarono al mattino e si
accamparono contro Ghibea. 20 L’esercito d’Israele uscì per combattere contro
Beniamino e si schierarono in battaglia contro di loro i figli d’Israele presso
Ghibea. 21 I figli di Beniamino uscirono da Ghibea e quel giorno stesero a
terra ventiduemila uomini di Israele. 22 Il popolo riprese vigore; l’esercito
d’Israele si radunò per schierarsi in battaglia nello stesso luogo dove si era
schierato il giorno prima. 23 I figli d’Israele salirono e piansero davanti a
Yhwh fino a sera e chiesero a Yhwh dicendo: devo avvicinarmi di nuovo in
battaglia contro i figli di Beniamino, miei fratelli? Rispose Yhwh: salite
contro di lui! 24 I figli d’Israele si avvicinarono ai figli di Beniamino nel
secondo giorno. 25 Beniamino uscì da Ghibea per incontrali il secondo giorno e
stesero a terra dei figli d’Israele, ancora diciottomila uomini, tutti costoro
armati di spada. 26 Salirono tutti i figli d’Israele e tutto il popolo e
giunsero a Bet-El, piansero e stettero là davanti a Yhwh; quel giorno
digiunarono fino a sera e fecero sacrifici di comunione davanti a Yhwh. 27/28 I
figli d’Israele domandarono a Yhwh dicendo: – c’era in quei giorni l’arca
dell’alleanza di Elohim, Pincas, figlio di Eleazaro, figlio di Aronne, stava
davanti ad essa - devo avvicinarmi ancora per questa guerra con i figli di
Beniamino, miei fratelli o devo cessare? Rispose Yhwh: salite, perché domani lo
darò nella tua mano. 29 Israele approntò intorno a Ghibea degli agguati. 30
Salirono i figli d’Israele contro i figli di Beniamino nel terzo giorno e si
schierarono contro Ghibea come le altre volte. 31 I figli di Beniamino uscirono
per incontrare il popolo; si allontanarono dalla città; cominciarono a colpire
fra il popolo ferendo gravemente sul campo circa trenta uomini d’Israele, come
le altre volte, lungo il percorso che sale uno a Bet-El e uno a Ghibea. 32 Dissero
i figli di Beniamino: essi sono sconfitti davanti a noi come la prima volta; ma
i figli d’Israele dissero: fuggiamo, allontaniamoci dalla città lungo i
percorsi. 33 Tutti gli uomini d’Israele si levano dal loro posto e si schierano
a Baal-Teman; quelli d’Israele in agguato balzano con violenza dal loro posto,
a occidente di Ghibea, 34 giungono così di fronte a Ghibea dieci mila uomini
scelti di tutto Israele e la battaglia si fa pesante. Essi (i beniaminiti) non
sapevano che incombeva su di loro la disfatta! 35 Yhwh, sconfisse Beniamino
davanti a Israele; in quel giorno i figli d’Israele fecero strage in Beniamino
di venticinquemilacento uomini, tutti costoro sguainavano la spada. 36 I figli
di Beniamino si avvidero di essere stati sconfitti.[84]
37 Quelli che erano in agguato rapidamente assalirono Ghibea e passarono a fil
di spada tutta la città. 38 Gli uomini di Israele avevano convenuto con quelli
dell’agguato di spada che, per farli tornare avrebbero fatto innalzare una
fumata dalla città. 39 Invertirono la direzione gli uomini d’Israele nella
battaglia e Beniamino incominciò a colpire gravemente degli uomini d’Israele,
circa trenta uomini, così dissero: certamente saranno sconfitti davanti a noi,
come nella precedente battaglia. 40 Il segnale di fumo convenuto cominciò a
salire dalla città, Beniamino si voltò dietro di sé ed ecco: l’intera città
saliva (in fiamme) verso il cielo. 41 Gli uomini di Israele cambiarono
direzione; fu terrorizzato l’esercito di Beniamino perché si avvide della grande
disfatta su di sé. 42 Si voltarono davanti all’esercito d’Israele verso la
strada del deserto, ma la battaglia li incalzava da vicino e quelli della città
li distruggevano in mezzo a loro. 43 Accerchiarono Beniamino e lo inseguirono
senza sosta, lo incalzarono fino davanti a Ghibea, a oriente del sole. 44
Caddero di Beniamino diciottomila uomini, tutti costoro erano uomini valorosi.
45 Si voltarono e fuggirono verso il deserto, verso la rupe di Rimmon;
rastrellarono nelle strade cinquemila uomini e li incalzarono fino a Ghidom e
colpirono di essi duemila uomini. 46 Fu così che tutti i caduti di Beniamino in
quel giorno furono venticinquemila uomini, armati di spada e tutti costoro
erano uomini valorosi. 47 Seicento uomini fecero dietrofront e fuggirono nel
deserto verso la rupe di Rimmon e abitarono sulla rupe di Rimmon quattro mesi.
48 L’esercito d’Israele tornò verso i figli di Beniamino e passarono a fil di
spada la popolazione illesa della città, fino al bestiame, fino a tutto ciò che
incontrava, fino a tutte le città incontrate che venivano date alle fiamme.
FINE
[1]
Il verbo salire in ebraico indica quasi sempre “andare in combattimento contro
qualcuno”
[2]
I Perizziti sono contadini abitanti nei villaggi non fortificati, senza mura di
protezione.
[3]
Il verbo colpire indica una sconfitta e la morte dei soccombenti.
[4]
Nella lingua ebraica non c’è un termine per indicare la moglie; per moglie,
compagna, convivente si usa sempre la parola ISHA’ femminile di ISH uomo.
[5]
Si intende un regalo, un dono.
[6]
Applicarono il “herem” un sacrificio cruento di tutti gli esseri viventi,
persone e animali, al proprio dio tutelare.
[7]
Nel significato di abitare tranquilli senza problemi.
[8]
Altre traduzioni , seguendo la LXX e la Vulgata, indicano il pagamento di un
tributo.
[9]
La Casa di Giuseppe si riferisce a Efraim e alle altre tribù discendenti dal
patriarca.
[10]
In questo contesto significa: non avete obbedito.
[11]
La terra avuta in sorte.
[12]
Finché visse Giosuè.
[13]
Che sopravvissero a Giosuè.
[14]
Che altro potevano fare, si sono assimilati alla religione dei cananei.
[15]
Divinità femminile, paredra di Baal.
[16]
Il testo usa la solita metafora: “soffiò dal naso”
[17]
Il termine indica l’uscita dalla città per combattere; Qui indica il tentativo
di difendersi.
[18]
Fin quando viveva il giudice.
[19]
I Filistei erano un popolo venuto da occidente e occuparono cinque città sul
litorale del mediterraneo Gaza Asdod e altre. Dominarono la lungo tutta la Palestina
che prese da essi il nome.
[20]
Erano gli abitanti di Sidone sul litorale nord del Mediterraneo erano Fenici,
un popolo dominatore.
[21]
I Perizziti non sono un popolo, ma villaggi senza le mura.
[22]
Divinità cananee maschili e femminili, molto ammirate anche dai figli d’Israele.
[23]
Era mancino.
[24]
Il tributo era frutto delle tasse degli Israeliti.
[25]
Famoso corno tratto dalle corna del bue, usato in battaglia.
[26]
Il verbo colpire indica sempre uccidere.
[27]
Non risulta che fosse israelita, forse un capo tribù di qualche altro popolo.
[28] : Il versetto 21 nelle traduzioni
italiane, il chiodo viene piantato nella tempia, seguendo il testo della
Vulgata. Invero la parola ebraica è un aggettivo che indica qualcosa di tenero,
di debole. Infatti, la versione dei settanta traduce in greco “mascella”; a me
è sembrato che “guancia” essendo una parte molle del viso, risponda meglio al
testo ebraico.
[29]
Non mi avete ubbidito.
[30]
La parola ebraica “malach” può essere
tradotta in più modi pur avendo lo stesso significato: messaggero, angelo,
inviato ecc. Per il messaggero di Yhwh di solito si traduce con angelo.
[31]
Incontrando faccia a faccia la divinità
c’era il timore di morire; questa credenza è più volte ribadita nel vecchio
testamento, specie nei testi più antichi.
[32]
L’Asera è un palo sacro che rappresenta
la dea madre Asera dea della fecondità. Non è escluso che nei templi di Yhwh ci
fosse anche la statua di Asera.
[33]
Naturalmente la frase letterale è “non
soffiarti il naso” contro di me.
34 Nei versetti che seguono il TM sembra
essere lacunoso in alcuni passi forse corrotto, alcuni versetti sono completati
per congettura, le parole sono tra parentesi.
[35]
La parola ebraica “Harod” in traduzioni
italiane è trasformata in una località: Carod.
[36]
La parola ebraica è intraducibile, la
mia traduzione è una congettura.
[37]
Tutta questa frase nel TM non c’è.
[38]
La parola ebraica significa “disastro” o
“distruzione” ecc. tradurre con “spiegazione del sogno” come fanno le traduzioni in italiano
mi sembra un po’ forzato.
[39]
A mezzanotte
[40]
Probabilmente si riferisce ai passaggi
sul fiume Giordano che i madianiti avrebbero dovuto attraversare per salvarsi.
[41]
Li hai già fatti prigionieri?
[42]
Il verbo usato in ebraico significa
trebbiare.
[43]
Pastori nomadi.
[44]
Il verbo è in senso ironico, cioè li
castigò.
[45]
Il TM scrive “dove erano”; il seguito
del versetto vorrebbe “come erano” infatti La Vulgata traduce “come erano” e
così le traduzioni italiane.
[46]
È l’offerta della monarchia ereditaria.
[47]
Questo Efod non si sa esattamente cosa fosse, forse un oggetto di culto, una
statua, in questo caso il prostituirsi nel linguaggio deuteronomico significa
rendere un culto idolatrico.
[48]
Evidentemente era in un luogo
frequentato.
[49]
Letteralmente “del padre di Ezer”?
[50]
Questa metafora, come già detto, indica la collera, l’ira, l’arrabbiatura di
Yhwh.
[51]
Le traduzioni italiane scrivono tutte Galad ma il testo è scritto chiaramente
Ghilad
[52]
Sono gli abitanti di Sidone città fenicia.
[53]
Secondo il 1° libro delle Cronache è una città a est di Ebron.
[54]
Ghilad è il nome della città, qui è il nome del padre di Iefte.
[55]
Qui bisogna ricordare che il verbo “uscire” indica, sovente, far la guerra,
scorribande o rapine.
[56]
Sembra evidente che gli anziani stanno offrendo a Iefte l’investitura di
giudice, cioè di condottiero, per combattere gli Ammoniti.
[57]
Viene invocato Yhwh a testimone del patto tra gli anziani e Iefte.
[58]
Le sue condizioni.
[59]
È il territorio a est del Giordano dov’erano insediate le tribù di Ruben, Gad e
metà della tribù di Manasse.
[60]
Il verbo colpire indica di norma l’uccisione del nemico.
[61]
Camos era il dio di Moab.
[62]
Qui il singolare indica tutta la tribù di Efraim, stabilita a Ovest del
Giordano.
[63]
Anche qui si intende tutta Efraim.
[64] Nazir era colui che veniva
consacrato alla divinità e doveva attenersi a precise regole di comportamento.
Come nel caso di Samuele anche Sansone è consacrato già al momento del
concepimento.
[65] Letteralmente la parola e “salirà” nel senso
che salirà a Dio. Il commento è mio.
[66] Notare che non è più solo
una pietra dove è stato sacrificato il capretto ma, è diventata ora un altare.
[67] La parola ebraica Ruach è femminile e ha
molti significati: Vento (uragano, raffiche, brezza ecc.) Alito (fiato respiro
sfera della propria interiorità ecc.) Passione (cuore, coraggio, furore,
fortezza d’animo ecc.)
[68] Organizzarono dei festeggiamenti con gli
amici della sposa.
[69] La frase del testo può essere tradotta
“prima dell’arrivo del sole” oppure “prima di entrare in camera”
[70] Sempre esagerati con i numeri.
[71] La forma “asino degli asini” è come “Cantico
dei cantici” cioè una forma superlativa, era la mascella di un grande asino!
[72] Sansone incomincia a cedere. Qui il TM manca
di una frase che forse suonava così: “allora mi indebolirei e diventerei come
un uomo comune”.
[73] Fu addetto a girare la macina.
[74] Erano un po’ alticci.
[75] Questo particolare è taciuto sia nella
versione dei LXX sia nella Vulgata, anche la Cei lo nasconde traducendo con “si
arrabbiò”.
[76] I Ghebusei erano il popolo che abitava
allora Gerusalemme.
[77] Ben-iamin significa figli della destra.
[78] Con questa frase, tradotta letteralmente, in
ebraico indica sempre che si ubriacavano o almeno bevevano in abbondanza.
[79] Belial
è il nome di un demone, quindi gente iniqua.
[80] Come noto, il verbo conoscere in ebraico è
usato anche per indicare gli atti sessuali etero e omosessuali.
[81] Letteralmente: “ciò che è meglio ai vostri
occhi”
[82] Con questa espressione: “eredità di Israele”
si intende la terra promessa, conquistata con le guerre di Giosuè, intesa
appunto come una eredità elargita da Yhwh.
[83] Erano mancini.
[84] La frase si interrompe così. Anche i
versetti che seguono sono abbastanza confusi, forse si tratta di due versioni
malamente accostate.