TE NE SEI ANDATA
Te
nei sei andata Carla,
e,
come dice il poeta,
l’eclisse
della tua presenza
è
scesa nella mia casa.
Te
ne sei andata repentina,
senza
avviso,
nel
momento più dolce del giorno.
Senza
assaggiare il tuo condorelli,
senza
un bacio, senza un sorriso,
con
negli occhi tuoi dolci e sorridenti
l’ansia
di un addio imminente.
Tu
non sai quali rimorsi,
quanti
rimpianti hai suscitato nel mio cuore.
Per
l’amore che non ti ho dato
Per
le cose che non ho fatto
Per
le parole che non ti ho detto.
Per
le ferite che ti ho inferto,
per
le delusioni che hai sopportato
ero
innamorato di te e non lo sapevo.
Ora
il tuo sorriso dolce e rassegnato
Bella
come non ti ho vista mai,
innamorata
come sempre sei stata,
mi
accompagna in ogni stanza
della
nostra grande casa,
il
nido della nostra felicità
giovanile
e il rifugio della nostra vecchiaia.
Mentre
scrivo queste parole tu mi guardi
dalla
foto sorridente e serena,
una
lacrima scende, di rimpianto e di dolore.
LE PAROLE CHE NON HO
DETTO
Quando mi innamorai di Carla,
mia sposa amatissima.
Donna amabile, compagna
preziosa,
i suoi seni mi inebriavano
più del vino,
i suoi baci mi scaldavano più
del fuoco.
La sua voce mi riempiva il
cuore di gioia.
Sono sempre stato affascinato
del suo amore.
Lusingato del suo eterno
innamoramento.
Eppure, queste parole che mi
sono ispirate
da alcuni versetti
dell’antico testamento,
a lei non ricordo di
avergliele mai dette.
Ho vissuto accanto a una
donna di straordinaria virtù,
più di tutte le altre donne
che ho conosciuto,
e mai le ho detto parole che
lei sola meritava.
Or che mi hai lasciato,
amatissima moglie,
non mi rimane che il rimpianto di parole non
dette.
Struggente nostalgia di un
bene perduto.
Senza rimedio, senza
speranza.
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