domenica 12 aprile 2026

IL LIBRO DEI GIUDICI

 


(Traduzione dal TM di Egidio Papetti)

Avvertenza: Il professor Paolo Sacchi nell’introduzione alla sua versione di questo libro, per l’edizione 2008 dell’editrice S. Paolo, illustra in modo esauriente l’origine dei racconti narrati e la versione a noi giunta dopo un lungo processo di formazione. Il libro prende il nome dai protagonisti chiamati “giudici”. I giudici sono capi militari e civili che Dio suscita per liberare le tribù israelitiche dall’oppressione dei popoli vicini. In origine e in un tempo vicino agli avvenimenti si formarono in seno alle famiglie dei clan e delle tribù tradizioni orali, circa episodi bellicosi e folcloristici, per lo più dovuti alla difficile convivenza con gli altri popoli, Cananei, Filistei, Fenici dai quali furono per molto tempo oppressi e sottomessi. Infatti, Nell’introduzione del Libro dei Giudici si raccontano le difficoltà incontrate dalle varie tribù nel loro insediamento nei territori assegnati ad esse da Giosuè. Queste tribù dovettero convivere per lungo tempo con le popolazioni residenti prima di loro, i Cananei, o popolazioni immigrate e più forti di loro, i Filistei e altri popoli che gli ebrei chiamano genericamente Aramei, i rapporti di forza con questi popoli furono sovente a danno degli israeliti che dovettero soccombere e sottomettersi  ad essi e quando la condizione di quasi schiavitù diventava insopportabile Yhwh suscitava questi “giudici”, ovvero dei condottieri in grado di condurre una lotta di liberazione e per un tempo limitato di raggiungere un più soddisfacente equilibrio con gli altri popoli. Il testo a noi pervenuto ha subito numerosi adattamenti, soprattutto per mano della corrente deuteronomista che fa risalire le loro sventure alla disobbedienza dei figli d’Israele ai precetti divini. Gli storici però ci dicono che in questo lungo periodo, gli israeliti si adattarono per cultura e per religione alle tradizioni dei vicini, che seguirono con piacere, Lo schema del deuteronomista che redige questi racconti è il solito criterio religioso: il popolo si allontana da Yhwh per servire gli elohim e le Astarti degli altri popoli, Yhwh li punisce e li abbandona nelle mani dei nemici, il popolo si pente invoca Yhwh, promette di essere fedele ed ecco il “giudice” che guida il popolo alla riscossa e al ritorno a Yhwh. Solo dopo molto tempo e gradualmente elaborarono una loro identità politica e religiosa. E diventarono il popolo eletto .

NB: Alcune parti di questo libro sono già state pubblicate nei miei due volumi a stampa fra le “Storie della Bibbia”

 

CAP. 1

1)  Avvenne dopo la morte di Giosuè; domandarono i figli d’Israele a Yhwh dicendo: chi salirà[1] per noi contro i Cananei, per primo a combattere contro di loro? 2) Rispose Yhwh: salirà Giuda; ecco ho dato il paese nelle sue mani. 3) Disse Giuda a Simeone, suo fratello: Sali con me e combatteremo i Cananei; mi è toccato in sorte questo; anch’io verrò con te quando ti toccherà in sorte; Simeone salì con lui. 4) Salì Giuda e Yhwh diede i Cananei e i Perizziti[2] nelle loro mani. Colpirono[3] a Bezek diecimila uomini. 5) Incontrarono Adoni-Bezek a Bezek, combatterono contro di lui e sconfissero i Cananei e i Perizziti. 6) Fuggì Adoni-Bezek, lo inseguirono e lo acciuffarono e gli tagliarono il pollice delle sue mani e dei suoi piedi. 7) Disse Adoni-Bezek: settanta re con i pollici delle loro mani e dei loro piedi amputati, c’erano sotto la mia tavola a raccogliere briciole; come io ho fatto così restituisce a me Elohim; Fu portato a Gerusalemme e là morì. 8) Combatterono i figli di Giuda contro Gerusalemme e la conquistarono; passarono a fil di spada la città e l’abbandonarono alle fiamme. 9) Dopo vennero i figli di Giuda a combattere i Cananei che abitavano la montagna, il Negev e la Sefela. 10) Andò Giuda contro i Cananei abitanti di Ebron, il nome di Ebron in passato: Kiriat-Arbà, e sconfisse Sesai, Achiman e Talmai. 11) E da lì andò contro gli abitanti di Debir; il nome di Debir in passato: Kiriat-Sefer. 12) Disse Caleb: colui che sconfiggerà Kiriat-Sefer e la conquisterà, io gli darò Acsa, mia figlia, come sua donna[4]. 13) La conquistò Otiel, figlio di Kenaz, fratello di Caleb, minore di lui, e gli diede Acsa sua figlia come moglie. 14) Fu quando ella giunse da lui (il marito) la indusse a chiedere a suo padre un campo e scese dall’asino; Le disse Caleb: cosa vuoi? 15) ella rispose: dammi una benedizione[5]; poiché mi hai dato la terra del Negev, dammi una fonte di acqua; Caleb le diede la fonte superiore e la fonte di sotto. 16) I figli del kenita suocero di Mosè, salirono dalla città delle palme e i figli di Giuda dal deserto di Giuda che è nel Negev di Arad, andarono ad abitare con quel popolo. 17) Andò Giuda con suo Fratello Simeone e sconfissero i Cananei abitanti di Zefat e la votarono allo sterminio[6] e chiamarono il nome della città Corma. 18) Giuda conquistò Gaza con il suo territorio; Ascalon e il suo territorio; Ebron e il suo territorio. 19) Yhwh fu con Giuda e conquistò la montagna, giacché non riuscì a conquistare gli abitanti delle valli perché essi avevano carri di ferro. 20) Come aveva stabilito Mosè, diedero Ebron  a Caleb che aveva scacciato da lì i tre figli di Anak. 21)  I figli di Beniamino, non scacciarono i Ghebusei, abitanti di Gerusalemme; abitano i Ghebusei con i figli di Beniamino in Gerusalemme fino ad oggi. 22) La casa di Giuseppe, salirono anche loro a Bet-El e Yhwh fu con loro. 23) Esplorarono, la casa di Giuseppe Bet-El, il nome della città in passato era Luz. 24) Gli esploratori videro un uomo che usciva dalla città e gli dissero: facci vedere per favore come si entra in città e noi useremo con te benevolenza. 25) Saputo come entrare in città, conquistarono la città e la passarono a fil di spada; lasciarono andare l’uomo e la sua famiglia. 26) L’uomo andò nel paese degli Hittiti e costruì una città e chiamò il suo nome Luz; questo è il suo nome fino ad oggi. 27) Manasse non scacciò Bet-Sean e le sue pertinenze; né Tanak e le sue pertinenze; né gli abitanti di Dor e le sue pertinenze; né gli abitanti di Iblam e le sue pertinenze; né gli abitanti di Meghiddo e le sue pertinenze; seguitarono i Cananei  a riposare[7] in questa terra. 28) Avvenne che diventò forte; Israele sottopose i Cananei a lavori forzati; tuttavia, scacciati, non li avevano scacciati. 29) Efraim non scacciò i Cananei abitanti di Ghezer; abitarono i Cananei in mezzo a loro a Ghezer. 30) Zabulon non scacciò gli abitanti di Kitron, nemmeno gli abitanti di Naalol, abitarono i Cananei in mezzo a loro e furono sottomessi a lavori forzati. 31)Aser non scacciò gli abitanti di Acco, né gli abitanti di Sidone; nemmeno quelli di Aclab, non quelli di Aczib, di Elba, di Afik, di Recob. 32) Abitò la tribù di Aser in mezzo ai Cananei, abitanti del paese, perché non li scacciarono. 33) Neftali non scacciò gli abitanti di Bet-Semes né gli abitanti di Bet-Anat, e abitò in mezzo ai Cananei, abitanti del luogo, ma gli abitanti di Bet-Semes e di Bet- Anat, furono sottoposti a lavori forzati[8]. 34) Gli Amorrei respinsero i figli di Dan sulla montagna e non li lasciarono scendere nelle valli. 35) Continuarono gli Amorrei a riposare sul monte Cheres, in Aiolon e in Saalbim, ma diventò pesante la mano di Giuseppe[9] e furono sottoposti a lavori forzati. 36) il Confine degli Amorrei andava da Achirbim a Sela e oltre.

 

CAP. 2

 

1)  Salì l’angelo di Yhwh da Galgala a Bochim e disse: io vi ho fatto uscire dall’Egitto e vi ho guidato verso il paese che avevo giurato ai vostri padri dicendo: prometto di mantenere il mio patto con voi per sempre, 2) ma voi non farete alleanza con gli abitanti di questo paese; i loro altari abbatterete; ma non avete ascoltato la mia voce[10], che cosa avete fatto? 3) Ho anche detto: non li scaccerò davanti a voi e saranno per voi una tentazione. 4) Quando l’angelo di Yhwh ebbe così pronunciate quelle parole a tutti i figli d’Israele, essi a voce alta piansero. 5) E chiamarono il nome di quel luogo Bochim e là fecero sacrifici a Yhwh. 6) Giosuè lasciò andare il popolo e i figli d’Israele andarono ciascuno alla propria eredità[11] a prendere possesso della terra. 7) Il popolo servì Yhwh tutti i giorni di Giosuè[12] e tutti giorni degli anziani che prolungarono i giorni dopo Giosuè[13], i quali avevano visto le grandi opere di Yhwh fatte a Israele. 8) Morì Giosuè figlio di Nun, servo di Yhwh, a centodieci anni. 9) E lo seppellirono nel territorio che gli era toccato in sorte, presso Timnat-Cheres sulle montagne di Efraim, a settentrione del monte Gaas. 10) Anche tutta quella generazione fu riunita ai loro padri e sorse una generazione dopo di essa, che non conosceva Yhwh e nemmeno le opere che aveva fatto per Israele. 11) E i figli d’Israele fecero ciò che è male agli occhi di Yhwh e servirono gli dèi Baal[14] 12) Abbandonarono Yhwh, Elohim dei loro padri, che lo avevano incontrato uscendo dalla terra d’Egitto, seguirono altri Elohim; Elohim dei popoli che avevano intorno; si prostrarono ad essi e irritarono Yhwh.  13) Abbandonarono Yhwh e servirono gli dèi Baal e le Astarte[15]. 14) Si infuriò Yhwh[16] e li diede nelle mani di sfruttatori, e li sfruttarono; li vendette nelle mani dei loro nemici che avevano intorno; e non potevano più reggere di fronte ai loro nemici. 15) Ogniqualvolta uscivano[17], la mano di Yhwh era contro di loro a far male; come aveva detto Yhwh, come a loro aveva giurato Yhwh, li mise in enorme difficoltà. 16) Suscitò Yhwh i Giudici che li salvavano dalla mano dei loro predatori. 17) Ma non ascoltarono neanche i loro giudici perché si prostituirono ad altri elohim; inoltre, si prostravano davanti ad essi; si allontanarono dalla via che seguirono i loro padri ascoltando i precetti di Yhwh; non fecero così. 18) Poiché Yhwh aveva suscitato per essi i giudici, Yhwh era con il giudice che li liberava dalla mano dei loro nemici, tutti i giorni del giudice[18], poiché Yhwh voleva consolare i loro gemiti di fronte ai loro oppressori e ai loro predatori. 19) Accadeva quando moriva il giudice che essi tornavano a corrompersi più dei loro padri, per seguire altri Elohim, per servirli e prostrarsi ad essi; non tralasciavano nulla nella loro condotta continuando con ostinazione. 20) Si infuriò Yhwh contro Israele e disse: poiché questa nazione ha violato il patto che avevo stipulato con i loro padri e non mi hanno obbedito, 21) anch’io smetterò di scacciare chicchessia davanti a loro, di quelle nazioni che Giosuè non conquistò e morì. 22) Perciò metterò alla prova – con loro – Israele, se sapranno custodire oppure no, la via di Yhwh camminando in essa, come fecero i loro padri. 23) Permise Yhwh a quelle nazioni di non essere scacciate troppo in fretta e non le consegnò alla casa di Giosuè.

CAP 3

1)  Queste nazioni che Yhwh mediante di esse, aveva messo alla prova Israele, allo scopo di quanto non sapevano, di tutte le battaglie cananee. 2) Soltanto per far conoscere alle generazioni dei figli d’Israele, affinché imparassero a fare la guerra, soltanto perché prima non l’avevano conosciuta. 3) I cinque principi Filistei[19] e tutti i Cananei, i Sidonei[20] e gli Evei, abitanti le montagne del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all’entrata di Camat. 4) Furono messi alla prova con esse, Israele per sapere se avessero seguito i precetti di Yhwh che aveva ordinato ai loro padri, per mezzo di Mosè. 5) I figli di  Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorrei, ai Perizziti[21] agli Evei e ai Ghebusei. 6) E presero le loro figlie, i padri diedero ai loro figli le loro figlie e servirono i loro Elohim. 7) I figli d’Israele fecero il male agli occhi di Yhwh, abbandonarono Yhwh loro Elohim e servirono i Baal e le Ascere[22]. 8) Si infuriò Yhwh con Israele e li vendette nelle mani di Cusan- Risataim, re di Aram- Naaraim e i figli d’Israele servirono Casan-Risataim otto anni. 9) Ma i figli d’Israele gridarono a Yhwh e fece sorgere Yhwh un liberatore per i figli d’Israele e li liberò: Otiel figlio di Benaz, fratello di Caleb, più giovane di lui. 10) Fu su di lui l’alito di Yhwh e giudicò Israele; uscì per combattere e Yhwh dette nelle sue mani Cusan-Ritanaim, re di Aram; fu pesante la sua mano su Cusan-.Ritanaim. 11) Fu tranquilla la terra per quarant’anni, poi Otiel figlio di Kenaz, morì. 12) Continuarono i figli d’Israele a fare il male agli occhi di Yhwh; rese forte Yhwh Eglon, re di Moab, contro Israele, poiché commettevano il male agli occhi di Yhwh. 13) Radunò intorno a sé i figli di Ammon e di Amalek e marciò contro Israele e occuparono la città delle Palme. 14) I figli d’Israele servirono Eglon, re di Moab, per diciotto anni. 15) Gridarono i figli d’Israele a Yhwh; fece sorgere Yhwh per loro un salvatore: Eud, figlio di Ghera della tribù di Beniamino; l’uomo era paralizzato nella mano destra[23]; mandarono i figli d’Israele per mezzo suo il tributo a Eglon, re di Moab. 16) Eud fece per sé una spada a doppio taglio lunga una spanna e la cinse sotto la sua veste dal lato destro. 17) Porse il tributo a Eglon , re di Moab; Eglon era un uomo molto grasso. 18) Avvenne quando, dopo terminata la consegna del tributo, partì con la gente che si era impegnata per il tributo[24]. 19) Ma egli tornò dal luogo degli Idoli che è in Galgala, e disse: ho un segreto per te; il re disse: silenzio! Uscirono dalla sua presenza tutti funzionari che erano presso di lui. 20) Eud entrò da lui; egli abitava al piano superiore, per la frescura, gli apparteneva, era solo per lui. Una cosa mi ha detto Elohim su di te; si alzò dal suo trono. 21) Stese Eud la sua mano sinistra e levò la spada dal fianco destro e la conficcò nella sua pancia. 22) Entrò anche l’impugnatura insieme alla lama; si rinchiuse la pinguedine intorno alla lama, e poiché non gli aveva estratto la spada dalla pancia, apparve il buco. 23) Uscì Eud in direzione del portico e chiuse i battenti del piano superiore mediante un catenaccio. 24) Egli uscì e i suoi servi entrarono ed ecco, videro i battenti del piano superiore chiusi con catenaccio e pensarono: di certo egli sta facendo i suoi bisogni nella stanza fresca. 25) Attesero fino ad essere turbati, ma ecco: non erano aperti i battenti del piano superiore; presero la chiave ed aprirono la porta, ed ecco il loro padrone caduto a terra morto. 26) Essi rimasero sbalorditi; Eud se la svignò, oltrepassò gli Idoli e fuggì a Searià. 27) Quando giunse suonò nel sofar[25] sui monti di Efraim. E scesero con lui i figli d’Israele; egli si mise davanti a loro. 28) Disse loro: scendete dietro di me perché Yhwh ha dato i vostri nemici, Moab, nelle vostre mani; scesero dietro a lui, occuparono i guadi verso Moab, e non permisero a nessuno di passare. 29) Colpirono[26] Moab in quella battaglia diecimila uomini, tutti robusti, e tutti uomini di valore, nessuno si salvò. 30) Moab in quel giorno fu sottomesso dalla mano di Israele e la terra fu tranquilla per ottant’anni. 31) Dopo di lui fu Samgar[27], figlio di Anat, colpì i Filistei, seicento uomini con un pungolo per vacche; anch’egli salvò Israele.

 

CAP. 4

1) Continuarono i figli d’Israele a fare il male agli occhi di Yhwh; Eud era morto. 2 Yhwh li consegnò nelle mani di Jabin, re cananeo che regnava a Casor; capo del suo esercito Sisara, egli abitava a Caroset dei Goim. 3 Gridarono i figli d’Israele a Yhwh perché egli possedeva novecento carri di ferro e opprimeva i figli d’Israele con violenza da vent’anni. 4 Debora, una donna profetessa, moglie di Lepidot, ella giudicava Israele nel suo tempo. 5 Ella sedeva sotto la palma, Debora, tra Rama e Betel sulla montagna di Efraim e i figli di Israele salivano da lei per il giudizio. 6 Mandò a chiamare Barak, figlio di Abinoam, da Kedes di Nèftali e gli disse: non ti ha forse ordinato Yhwh Elohim d’Israele, vai spingiti fino al monte Tabor e prendi con te diecimila uomini dei figli di Nèftali e dei figli di Zabulon? 7 Io trascinerò verso di te, presso il torrente Kison, Sisara capo dell’esercito di Jabin, e il suo carro e il suo esercito io lo darò nelle tue mani. 8 Rispose a lei Barak: se vieni con me, io andrò, se non vieni con me, non andrò. 9 Rispose: verrò, verrò con te, tuttavia non sarà per te la gloria sulla strada dove vai, perché Yhwh spingerà Sisara nelle mani di una donna. Si alzò Debora e andò con Barak a Kedes. 10 Barak chiese aiuto a Zabulon e a Nèftali, a Kedes dieci mila uomini seguirono i suoi passi; Debora andò con lui. 11 Cheber il kenita si era separato dai kainiti, dai figli di Obab, suocero di Mosè, e aveva spostato la sua tenda fino alla quercia di Saanaim che è a Kedes. 12 Riferirono a Sisara che Barak figlio di Abinoam, saliva al monte Tabor. 13 Chiamò Sisara tutti i suoi carri, novecento carri di ferro, e tutto il popolo che era con lui, da Caroset dei Goim, fino al torrente Kison. 14 Disse Debora a Barak: muoviti perché è adesso il giorno che Yhwh darà Sisara nelle tue mani, non è forse uscito davanti a te? Barak scese dal monte Tabor e i dieci mila uomini dietro di lui. 15 Sconvolse Yhwh Sisara e tutti i suoi carri e tutto l’accampamento passato a fil di spada davanti a Barak. Sisara scese da sopra il carro e fuggì a piedi.16 Barak inseguì dietro il carro e dietro l’esercito di Sisara fino a Caroset dei Goim; tutto l’esercito di Sisara cadde a fil di spada, non ne sopravvisse nemmeno uno. 17 Sisara fuggì a piedi verso la tenda di Jael, moglie di Cheber il kenita, perché c’era pace tra Jabin re di Casor e la casa di Cheber il kenita. 18 Uscì Jael per incontrare Sisara e gli disse: avvicinati mio signore, avvicinati a me, non temere; egli entrò da lei nella tenda e lo coprì con una coperta. 19 Disse a lei: dammi da bere per favore un po’ d’acqua perché ho sete. Aprì l’otre del latte gli diede da bere e lo coprì. 20 Le disse ancora: stai all’ingresso della tenda, se qualcuno arriverà e ti chiederà dicendo c’è un uomo qui? Tu risponderai: non c’è. 21 Jael, moglie di Cheber, prese un chiodo della tenda, alzò il martello nella sua mano, si avvicinò a lui piano piano e conficcò il chiodo nella guancia[28] e si conficcò in terra; egli si era addormentato, esausto e morì. 22 Ecco, Barak insegue Sisara, esce Jael per incontrarlo e gli dice: vai ho visto l’uomo che stai cercando. Entrò da lei nella tenda ed ecco Sisara caduto morto e il chiodo nella sua guancia. 23 In quel giorno Elohim umiliò Jabin re di Canaan davanti ai figli d’Israele. 24 La mano dei figli d’Israele diventò sempre più pesante su Jabin re di Canaan finché fu stroncato, Jabin re di Canaan.

 

 

 

CAP. 5 Il canto di Debora

1)   In quel giorno Dèbora, con Barak, figlio di Abinòam, elevò questo canto dicendo:
Ci furono capi in Israele
per assumere il comando;
ci furono volontari
per arruolarsi in massa:
benedite Yhwh!
Ascoltate, o re,
porgete l'orecchio, o sovrani;
io voglio cantare a Yhwh,
voglio cantare inni a Yhwh, Elohim d’Israele!
Yhwh, quando uscivi dal Seir,
quando avanzavi dalla steppa di Edom,
la terra tremò, i cieli stillarono,
le nubi stillarono acqua.
Sussultarono i monti
davanti a Yhwh, quello del Sinai,
davanti a Yhwh, Elohim d'Israele.
Ai giorni di Samgar, figlio di Anat,
ai giorni di Giaele,
erano deserte le strade
e i viandanti deviavano su sentieri tortuosi.
Era cessato ogni potere,
era cessato in Israele,
finché non sorsi io, Dèbora,
finché non sorsi come madre in Israele.
Si preferivano dèi nuovi,
e allora la guerra fu alle porte,
ma scudo non si vedeva né lancia
per quarantamila in Israele.
Il mio cuore si volge ai comandanti d'Israele,
ai volontari tra il popolo:
benedite Yhwh!
Voi che cavalcate asine bianche,
seduti su gualdrappe,
voi che procedete sulla via, meditate;
unitevi al grido degli uomini
schierati fra gli abbeveratoi:
là essi proclamano le vittorie di Yhwh,
le vittorie del suo potere in Israele,
quando scese alle porte il popolo di Yhwh.
2Déstati, destati, o Dèbora,
destati, destati, intona un canto!
Sorgi, Barak, e cattura i tuoi prigionieri,
o figlio di Abinòam!

Allora scesero i fuggiaschi
per unirsi ai prìncipi;
il popolo di Yhwh
scese a sua difesa tra gli eroi.
Quelli della stirpe di Èfraim
scesero nella pianura,
ti seguì Beniamino fra le tue truppe.
Dalla stirpe di Machir scesero i comandanti
e da Zabulon chi impugna lo scettro del comando.
I prìncipi di Issacar mossero con Dèbora,
Barak si lanciò sui suoi passi nella pianura.
Nei territori di Ruben grandi erano le esitazioni.
Perché sei rimasto seduto tra gli ovili
ad ascoltare le zampogne dei pastori?
Nei territori di Ruben grandi erano le dispute.
Galaad sta fermo oltre il Giordano
e Dan perché va peregrinando sulle navi?
Aser si è stabilito lungo la riva del mare
e presso le sue insenature dimora.
Zabulon invece è un popolo che si è esposto alla morte,
come Nèftali, sui poggi della campagna!
Vennero i re, diedero battaglia,
combatterono i re di Canaan
a Taanac, presso le acque di Meghiddo,
ma non riportarono bottino d'argento.
Dal cielo le stelle diedero battaglia,
dalle loro orbite combatterono contro Sìsara.
Il torrente Kison li travolse;
torrente impetuoso fu il torrente Kison.
Anima mia, marcia con forza!
Allora martellarono gli zoccoli dei cavalli
al galoppo, al galoppo dei destrieri.

Maledite Meroz - dice l'angelo di Yhwh,
maledite, maledite i suoi abitanti,
perché non vennero in aiuto a Yhwh,
in aiuto a Yhwh tra gli eroi.
4Sia benedetta fra le donne Giaele,
la moglie di Cheber il Kenita,
benedetta fra le donne della tenda!
Acqua egli chiese, latte ella diede,
in una coppa da prìncipi offrì panna.
Una mano ella stese al picchetto
e la destra a un martello da fabbri,
e colpì Sisara, lo percosse alla testa,
ne fracassò, ne trapassò la guancia.
Ai piedi di lei si contorse, cadde, giacque;
ai piedi di lei si contorse, cadde;
dove si contorse, là cadde finito.
Dietro la finestra si affaccia e si lamenta
la madre di Sìsara, dietro le grate:
"Perché il suo carro tarda ad arrivare?
Perché così a rilento procedono i suoi carri?".
Le più sagge tra le sue principesse rispondono,
e anche lei torna a dire a se stessa:
"Certo han trovato bottino, stan facendo le parti:
una fanciulla, due fanciulle per ogni uomo;
un bottino di vesti variopinte per Sisara,
un bottino di vesti variopinte a ricamo;
una veste variopinta a due ricami
è il bottino per il mio collo".
Così periscano tutti i tuoi nemici, Yhwh!
Ma coloro che ti amano siano come il sole,
quando sorge con tutto lo splendore".
Poi la terra rimase tranquilla per quarant'anni.

CAP.6 la chiamata di Gedeone

1 I figli d’Israele fecero il male agli occhi di Yhwh e Yhwh li mise nelle mani di Midian per sette anni. 2 Diventò pesante la mano di Midian contro Israele; a causa di Midian essi attrezzarono per sé – i figli d’Israele – le grotte che sono sulle montagne, le caverne e i rifugi. 3 Quando Israele seminava, accadeva che saliva Midian e Abimelek e i figli dell’oriente salivano contro di lui. 4 Si accampavano presso di loro e distruggevano il raccolto della terra fino all’entrata di Gaza, e non lasciavano il necessario per Israele: agnelli, buoi e asini. 5 Quando essi e il loro bestiame salivano e si accampavano; venivano numerosi come cavallette, loro e i loro cammelli non si contavano; venivano nel paese per distruggerlo. 6 Si impoverì molto Israele a causa di Midian e gridarono – i figli d’Israele – a Yhwh. 7 Quando i figli d’Israele gridarono a Yhwh a causa di Midian. 8/9 Yhwh mandò un profeta ai figli d’Israele e disse loro, così dice Yhwh, Elohim d’Israele: io vi ho fatto salire dall’Egitto, io vi ho fatto uscire dalla casa degli schiavi, vi ho liberato dalle mani dell’Egitto e dalla mano di tutti i vostri oppressori e li ho cacciati davanti a voi e ho dato a voi la loro terra. 10 E vi ho detto: io sono Yhwh vostro Elohim, non dovete venerare gli elohim degli Amorrei, voi che abitate nel loro paese, ma non avete ascoltato la mia voce[29]. 11 Giunse il messaggero di Yhwh[30] e si sedette sotto la quercia che era in Ofra e che apparteneva a Joas l’abizerita e suo figlio Gedeone trebbiava il grano nel torchio per toglierlo alla vista di Midian. 12 Apparve a lui l’angelo di Yhwh e gli disse: Yhwh è con te, valoroso e forte. 13 Gli rispose Gedeone: perché mio signore se c’è Yhwh con noi, noi dobbiamo sopportare tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci raccontano dicendo: non è forse dall’Egitto che ci ha fatto salire Yhwh? Ma, ora Yhwh ci ha abbandonato e ci ha messo in mano a Midian. 14 Yhwh si rivolse a lui e disse: va’ con questa tua forza tu libererai Israele dalle mani di Midian, non son forse io che ti manda? 15 Gli rispose: come mio signore, con cosa libererò Israele? Ecco ci sono migliaia di poveri in Manasse e io stesso sono il più piccolo nella famiglia di mio padre. 16 Gli disse Yhwh: perché io sarò con te e tu colpirai Midian come un sol uomo. 17 Gli rispose, se dunque ho trovato grazia ai tuoi occhi, mi farai segnali che proprio tu stai parlando a me. 18 Ma non allontanarti per favore da qui fino al mio ritorno ed esponga davanti a te il mio dono; rispose: resterò fino al tuo ritorno 19 Gedeone entrò, preparò un capretto e con un’efa di farina, focacce azzime; mise la carne nel cesto e il brodo mise nella pentola, uscì e si avvicinò a lui sotto la quercia. 20 Gli disse l’angelo di Elohim: prendi la carne e le focacce azzime e posale su quella roccia e il brodo versalo, così fece. 21 Stese l’angelo di Yhwh l’estremità del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime e dalla roccia salì il fuoco e divorò la carne e le focacce e l’angelo di Yhwh sparì dai suoi occhi. 22-[31] Gedeone vide che egli era un angelo di Yhwh. Disse Gedeone, povero me! Yhwh mio signore, ho visto l’angelo di Yhwh faccia a faccia.  23/24 Gli disse Yhwh: pace a te, non temere, non morirai; costruì là un altare a Yhwh e lo chiamò “pace è Yhwh” fino ad oggi, in Ofra degli Abiezeriti. 25 Fu in quella notte che Yhwh gli disse: prendi un giovenco di tuo padre, un secondo giovenco di sette anni e distruggi l’altare di Baal che appartiene a tuo padre e taglierai l’Asera[32] presso di lui. 26 Costruirai un altare a Yhwh tuo Elohim sulla cima di questo dirupo ordinatamente. Prenderai il secondo bue e sacrificherai in olocausto col legno della Asera che taglierai. 27 Gedeone prese dieci uomini fra i suoi servi e fece come gli aveva detto Yhwh; avvenne che temendo la casa di suo padre e gli uomini della città, quel che doveva fare di giorno, lo fece di notte. 28 Gli uomini della città si svegliarono presto al mattino ed ecco: l’altare di Baal distrutto e il palo sacro accanto a lui tagliato e il secondo bue sacrificato sull’altare costruito. 29 Diceva ciascuno al suo vicino, chi ha fatto questa cosa? Indagarono, domandarono e risposero: Gedeone, figlio di Joas ha fatto questo. 30 Dissero gli uomini della città a Joas: fai uscire tuo figlio e morirà perché ha demolito l’altare di Baal e tagliato l’Asera che era presso di lui. 31 Rispose Joas: forse voi volete difendere Baal? Se voi lo sostenete, colui che lo difenderà morirà oggi stesso. Se egli è un elohim difenda il suo, giacché il suo altare è stato distrutto. 32 E quel giorno chiamò il nome di Gedeone, Jerubaal dicendo: si difenda da lui Baal, che ha distrutto il suo altare! 33 Allora tutto Midian e Amalek e i figli dell’oriente si riunirono tutti insieme, passarono e si accamparono nella pianura di Izreel. 34 Lo spirito di Yhwh avvolse Gedeone, suonò la tromba e mobilitò gli Abiezeriti dietro a sé. 35 Mandò messaggeri in tutto Manasse e mobilitò anche lui a seguirlo; mandò messaggeri ad Aser, a Zabulon a Neftali e salirono alla loro chiamata. 36/37 Disse Gedeone a Elohim se sei tu che salva Israele con le mie mani come hai detto, ecco io stendo il vello di lana sull’aia, se la rugiada sarà sopra il vello soltanto e su tutta la terra asciutto, io conoscerò che tu salvi Israele con le mie mani come hai detto. 38 Avvenne così: si alzò presto il giorno dopo e strizzò il vello e spremette rugiada dal vello una tazza piena di acqua. 39 Disse Gedeone a Elohim: non arrabbiarti con me[33] se ti chiedo una seconda volta, se ti metto alla prova per favore, solo una seconda volta con il vello; sia dunque asciutto il vello soltanto e su tutta la terra ci sia la rugiada. 40 Elohim fece così quella notte, e fu asciutto il vello soltanto e su tutta la terra c’era rugiada.

CAP. 7[34]

1 Si alzò presto Jerub-Baal ovvero Gedeone e tutto il popolo che era con lui, si accampò alla sorgente del Tremore[35]e l’accampamento di Midian era a nord del suo, (a nord) della collina verso More nella pianura. 2 Disse Yhwh a Gedeone: è troppo numeroso il popolo che è con te perché io metta Midian nelle loro mani; infatti, Israele si esalterà contro di me dicendo: la mia mano mi ha salvato. 3 Ora per favore grida negli orecchi del popolo dicendo: chi ha timore e tremore torni (a casa) e (osservi)[36] dal monte di Ghilad; del popolo tornarono ventiduemila e diecimila restarono. 4 Disse Yhwh a Gedeone: il popolo è ancora troppo numeroso; falli scendere in acqua e là te lo proverò. Avverrà che ti dica così: “venga con te”, egli verrà con te. E a chiunque dirò a te così: “non venga con te” egli non verrà. 5 Il popolo scese nell’acqua e Yhwh disse a Gedeone: chiunque lambirà dall’acqua con la propria lingua, come lambisce il cane, lo metterai da parte. Chiunque si piegherà sulle sue ginocchia (lo metterai da un’altra parte)[37]. 6 Il numero di quelli che lambendo (l’acqua) con la loro mano (la portarono) alla bocca, fu di trecento uomini. Tutto il resto del popolo si piegò sulle ginocchia. 7 Disse Yhwh a Gedeone: con i trecento uomini che lambirono (l’acqua) io vi libererò e metterò Midian nelle tue mani; tutto il popolo partì ciascuno per casa sua. 8 Presero in mano provviste del popolo, le loro trombe e mandò ogni uomo di Israele alla sua tenda e trecento uomini trattenne, il campo di Midian stava sotto di lui nella valle. 9 Accadde in quella notte che Yhwh gli disse: alzati scendi all’accampamento che io ti ho dato nella tua mano; se hai paura di scendere all’accampamento, scendi tu e Pura il tuo garzone. 11 Ascolterai cosa dicono e dopo saranno più forti le tue mani e scenderai contro l’accampamento. Scese lui e Pura il suo garzone, al limite degli equipaggi che erano nel campo. 12 Madian, Amalek e tutti i figli dell’oriente, scesi nella valle come cavallette e numerosi i loro cammelli, da non contare, come sabbia che è sulla riva del mare, numerosa e abbondante. 13 Giunse Gedeone ed ecco, un uomo raccontava al suo vicino un sogno e disse: ecco, ho sognato un sogno ed ecco una pagnotta di pane d’orzo, dal centro dell’accampamento rotolò fino alla tenda, la colpì e la fece cadere capovolta, e la tenda da eretta cadde. 14 Intervenne il suo vicino e disse: non questo soltanto, è la spada di Gedeone figlio di Joas uomo d’Israele; l’Elohim ha dato nelle sue mani Madian e tutto l’accampamento. 15 Accadde che, quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e l’esito disastroso[38] (per Madian), si prostrò e tornò all’accampamento d’Israele. Disse: alzatevi che Yhwh ha dato nelle vostre mani l’accampamento di Madian. 16 Divise i trecento uomini in tre schiere e diede una tromba in mano a tutti loro, anfore vuote e fiaccole dentro le anfore. 17/18 Disse loro: mi guarderete e così farete: ecco io entro nel recinto del campo, ciò che io farò anche voi farete. Io suonerò la tromba e tutti quelli con me suoneranno le trombe, voi circonderete tutto l’accampamento gridando: per Yhwh! E per Gedeone! 19/20 Giunse Gedeone e cento uomini con lui, al limite dell’accampamento, all’inizio della guardia notturna intermedia[39], proprio mentre si cambiavano le guardie, suonarono le trombe e spezzarono le anfore con le loro mani. Le tre schiere suonarono le trombe e distrussero le anfore e afferrarono con la mano sinistra la fiaccola e nella mano destra la tromba per suonare e gridarono: spada per Yhwh e per Gedeone. 21/22 Ognuno restò al proprio posto intorno all’accampamento mentre tutto il campo correva, gridavano e fuggivano. I trecento suonavano le trombe e Yhwh, in tutto l’accampamento, metteva la spada di ciascuno di loro contro il suo vicino; fuggì l’accampamento fino a Bet-Sitta, verso Zerera fino alla riva di Abel-Mecola sopra Tabbat. 23 Chiamarono rinforzi i figli d’Israele, da Neftali e da Aser e da tutta Manasse inseguirono Madian. 24 Gedeone mandò messaggeri su tutta la montagna di Efraim dicendo: scendete a incontrare Madian e occupate contro di loro le acque[40] fino a Bet-Bara e al Giordano. Si mobilitarono tutti gli uomini di Efraim e conquistarono le acque fino a Bet- Bara e fino al Giordano. 25 Catturarono due capi di Madian: Oreb (corvo) e Zeb (lupo); uccisero Oreb alla roccia di Oreb e Zeb lo uccisero al torchio di Zeb, inseguirono Madia e le teste di Oreb e di Zen portarono a Gedeone di là del Giordano.

CAP. 8

1 Gli uomini di Efraim gli dissero: cos’è questa cosa che ci hai fatto evitando di chiamarci a combattere contro Madian? E discussero con lui con animosità. 2 Rispose loro: che cosa ho fatto? Non è forse meglio, quanto a voi, la racimolatura di Efraim che la vendemmia di Abiezer? 3 Nelle vostre mani Elohim ha dato i capi di Madian: Oreb e Zeb. Che cosa potevo fare quanto a voi allora? Desistette il loro risentimento contro di lui per quelle sue parole che disse. 4 Gedeone giunse al Giordano, attraversò, lui e i suoi trecento uomini che erano con lui, affaticati inseguitori. 5 Disse agli uomini di Sucot: dateci per favore ciambelle di pane per l’esercito che mi segue, perché essi sono stanchi e io ho inseguito Zebach e Zalmunna, re di Madian. 6 Rispose il capo di Sucot: il palmo di Zebech e di Zalmunna adesso è nelle tue mani perché dia al tuo esercito del pane?[41] 7 Rispose Gedeone: quanto a questo, quando Yhwh darà nelle mie mani Zebach e Zalmunna, io tormenterò[42] le vostre carni con cardi del deserto e con le spine. 8 Salì da lì verso Penuel e parlò ad essi come a quelli (di Sucot); gli risposero gli uomini di Penuel come risposero gli uomini di Sucot. 9 Rispose anche agli uomini di Penuel dicendo: quando ritornerò in pace distruggerò questa torre. 10 Zebach e Zalmunna erano su Karkor e il loro esercito con loro: quindicimila soldati tutti i superstiti di tutto l’esercito dei figli dell’oriente. I caduti furono centoventimila uomini che sguainavano la spada. 11 Gedeone salì lungo la strada degli abitanti delle tende[43], a oriente di Nobach e di Jogbea e colpì l’accampamento e l’accampamento era tranquillo. 12 Zebach e Zalmunna fuggirono; li inseguì e catturò i due re di Madian, Zebach e Zalmunna e fece tremare tutto l’esercito. 13 Gedeone figlio di Jonas, tornò dalla battaglia per la salita di Kores. 14 Catturò un giovane degli uomini di Sucot e lo interrogò. Gli scrisse i (nomi dei) capi di Sucot e i suoi anziani: settantasette uomini. 15 Giunse presso gli uomini di Sucot e disse: ecco Zebech e Zalmunna per i quali voi mi avete offeso dicendo se il palmo di Zabach e di Zalmunna era nelle mie mani da dover dare pane ai tuoi uomini affaticati. 16 Prese gli anziani della città, i cardi del deserto e le spine e li fece conoscere[44] agli uomini di Sucot. 17 Demolì la torre di Penuel e uccise gli uomini della città. 18 Disse a Zebach e a Zalmunna: dove sono[45] gli uomini che avete ucciso sul Tabor? Risposero: come te, qualcuno di loro dall’aspetto di figlio di re.19 Disse: miei fratelli, figli di mia madre, se li aveste lasciati in vita, non vi avrei ucciso. 20 Disse a Ieter, suo primogenito, alzati e uccidili, ma il giovane non estrasse la spada, perché temeva, perché era ancora giovane. 21 Disse Zebach e Zalmunna: alzati tu e scagliati contro di noi, perché così fa un uomo del tuo valore, si alzò Gedeone e uccise Zebach e Zalmunna. Prese le lunette che erano sul collo dei loro cammelli. 22 Dissero gli uomini d’Israele a Gedeone: governa su di noi, tu e anche tuo figlio e il figlio di tuo figlio perché ci hai liberato dalla mano di Midian[46]. 23 Rispose loro Gedeone: non governerò io su di voi e non governerà mio figlio su di voi, Yhwh governa su di Voi. 24 Disse ancora Gedeone: domanderò a voi una richiesta datemi ciascuno un pendaglio del suo bottino, poiché possedevano pendagli e (anelli) d’oro, essi erano ismaeliti. 25 Risposero: per dare, certamente daremo e stesero un mantello e gettarono dentro ciascuno un pendaglio del proprio bottino. 26 Furono pesati i gioielli d’oro che aveva chiesto, mille settecento (sicli) solo dalle lunette e dagli orecchini e dagli abiti di porpora che i re di Madian avevano su e solo dalle collane che erano al collo dei loro cammelli. 27 Gedeone costruì per sé un Efod[47] e lo installò nella sua città in Ofra e tutto Israele si prostituiva andando là[48] ma, fu per Gedeone e per la sua casa una trappola. 28 Sottomise Midian davanti ai figli d’Israele e non ebbe più lingua la loro testa e il paese fu tranquillo quarant’anni ai tempi di Gedeone. 29 Andò Jerubaal, figlio di Joas, e abitò nella sua casa. 30 Gedeone ebbe settanta figli, usciti dalla sua coscia, perché lui aveva molte donne; 31 Anche la sua concubina che era di Sichem gli generò anch’essa un figlio e chiamò il suo nome Abimelek. 32 Gedeone figlio di Joas morì soddisfatto e bene e fu sepolto nel sepolcro di suo padre in Ofra degli Abiezeriti[49]. 33 Quando morì Gedeone, i figli d’Israele tornarono a prostituirsi dietro ai Baal e presero per essi Baal-Berit come loro elohim. 34 E non ricordarono, i figli d’Israele, Yhwh loro Elohim che li aveva liberati dalla mano di tutti i loro nemici dei dintorni; 35 E non furono benevoli con la casa di Jerubaal, Gedeone, per tutto il bene che aveva fatto a Israele.

CAP. 9

Nel capitolo 9 si narra il tentativo di Abimelech di instaurare un regime monarchico, era anch’egli figlio di Jeru-Baal cioè Gedeone, ma si rivolse ai fratelli di sua madre a Sichem ed essi parteggiarono per Abimelech. Egli uccise il padre e i suoi settanta figli, suoi fratelli e combatté in varie città cananee finché fu egli stesso ucciso. Dopo Abimelek sorse a salvare Israele Tola, figlio di Pua, figlio di Dodo della tribù di Issacar. Egli abitava a Samir, sulla montagna di Efraim. Giudicò Israele ventitré anni, poi morì, è sepolto a Samir. Dopo di lui sorse il galaadita Iair, giudicò Israele ventidue anni. Aveva trenta figli che cavalcavano su trenta asini e governavano altrettante città nella regione di Gaalad, chiamati “villaggi di Iair”, nome fino ad oggi. Quando morì fu sepolto a Kamon.

CAP. 10 Altri giudici dopo Abimelek

I figli d’Israele continuarono a fare il male agli occhi Yhwh, servivano i Baal e le Astarti, elohim di Aram, elohim di Sidone, elohim di Moab, elohim dei figli di Ammon, elohim dei Filistei e abbandonarono Yhwh e non lo servirono più. 7 “soffiò il naso”[50] di Yhwh contro Israele e li vendette nelle mani dei Filistei e nelle mani dei figli di Ammon. 8 In quell’anno essi oppressero e sfruttarono i figli d’Israele; per diciotto anni tutti i figli d’Israele che erano oltre il Giordano nelle terre degli Amorrei in Ghilad[51]. 9 I figli di Ammon passarono il Giordano per combattere anche contro Giuda e contro Beniamino e contro la casa di Efraim, l’apprensione in Israele era grande. 10 I figli d’Israele gridarono a Yhwh dicendo: abbiamo peccato contro di te, perché abbiamo abbandonato il nostro Elogi e abbiamo servito i Baal. 11 Disse Yhwh ai figli d’Israele: non è forse dall’Egitto, dagli Amorrei, dai figli di Ammon, dai Filistei, 12 e i Sidoniti[52] e Amalek e Maon[53], vi opprimevano e gridaste a me, e io vi ho liberato dalle loro mani? 13 Voi mi avete abbandonato e avete servito altri elohim, per questo non mi impegno per liberarvi. 14 Andate e gridate agli elohim che avete servito fra quelli che avete scelto, loro vi salveranno nel tempo della vostra angoscia. 15 Risposero i figli d’Israele a Yhwh: abbiamo peccato, tu fa a noi tutto quanto è giusto ai tuoi occhi ma, per favore, liberaci in questo giorno. 16 Allontanarono gli elohim stranieri da in mezzo a loro e servirono Yhwh, e venne meno la sua animosità per l’affanno di Israele.  17 Si riunirono i figli di Ammon e si accamparono in Ghilad, i figli di Israele si raccolsero e si accamparono a Mizpa. 18 Dicevano il popolo, i principi di Ghilad, ciascuno al suo vicino, chi incomincerà a combattere contro i figli di Ammon? Egli sarà il capo di tutti gli abitanti di Ghilad.

CAP. 11 Iefte che sacrifica la figlia a Yhwh

1 Iefte, il ghiladita era un guerriero valoroso ed era figlio di una prostituta, Ghilad[54] aveva generato Iefte. 2 La moglie di Ghilad gli genero dei figli; crebbero i figli della moglie e cacciarono Iefte; gli dissero: tu non avrai eredità nella casa di nostro padre perché tu sei figlio di un’altra donna. 3 Iefte fuggì dalla faccia dei suoi fratelli e abitò nella terra di Tob; si aggregarono a Iefte uomini sfaccendati e uscivano[55] con lui. 4 Dopo un po’ di giorni i figli di Ammon attaccarono Israele. 5 Fu quando i figli di Ammon assalirono Israele che gli anziani di Ghilad andarono a prendere Iefte dal paese di Tob. 6 Dissero a Iefte: vieni e sarai per noi il nostro condottiero e combatterai contro i figli di Ammon. 7 Rispose Iefte agli anziani di Ghilad: non siete voi che mi avete odiato al punto che fui scacciato dalla casa di mio padre? Perché adesso venite da me quando il pericolo è vostro? 8 Dissero gli anziani di Ghilad a Iefte: per questo adesso torniamo da te; tu verrai con noi e combatterai contro i figli di Ammon e tu sarai per noi il capo di tutti gli abitanti di Ghilad.[56] 9 Rispose Iefte agli anziani di Ghilad: se voi mi riportate a combattere contro i figli di Ammon e Yhwh li metterà davanti a me, io sarò per voi il capo. 10 Dissero gli anziani di Ghilad a Iefte: Yhwh sia colui che ascolta tra te e noi, se non sarà fatto come tu hai detto[57]. 11 Iefte partì con gli anziani di Ghilad e lo posero il popolo su di essi come capo e condottiero e Iefte ripeté tutte le sue parole[58] davanti a Yhwh a Mizpa. 12 Iefte mandò dei messaggeri al re dei figli di Ammon dicendo: cosa interessa a me e a te perché tu venga a combattere nella mia terra? 13 Rispose il re dei figli di Ammon ai messaggeri di Iefte: perché Israele prese la mia terra dalla sua uscita dall’Egitto; dall’Arnon fino a Jabok e fino al Giordano e adesso sia restituita[59].14 Ma Iefte continuò a mandare messaggeri al re dei figli di Ammon. 15 Gli dissero: così dice Iefte: Israele non prese la terra di Moab e la terra dei figli di Ammon. 16 Perché nella loro uscita dall’Egitto, Israele andò nel deserto fino al mar dei Giunchi e arrivò a Kades. 17 Poi mandò dei messaggeri al re di Edom dicendo: posso passare per favore nella tua terra? Ma non ascoltò il re di Edom e anche al re di Moab mandò a chiedere, ma non volle, così Israele abitò in Kades. 18 Camminò nel deserto e aggirò la terra di Edom e la terra di Moab e arrivò da oriente del sole, come la terra di Moab e si accamparono sulla sponda dell’Arnon e non entrarono nel territorio di Moab perché l’Arnon è il confine di Moab. 19 Israele mandò messaggeri a Sicon re degli Amorrei e gli dissero: Israele, possiamo passare per favore nella tua terra fino al luogo mio? 20 Sicon non si fidò a lasciar passare Israele nel suo territorio, anzi Sicon radunò tutto il suo popolo e si accamparono a Iaza e combatté con Israele. 21 Yhwh, Elohim d’Israele, diede Sicon e tutto il suo popolo nelle mani di Israele, li colpirono[60] e s’impossessarono di tutta la terra degli Amorrei abitanti di quella terra. 22 S’impossessarono di tutto il territorio degli Amorrei dall’Arnon fino a Jabok e dal deserto fino al Giordano. 23 Ora, Yhwh, Elohim d’Israele, che scacciò gli Amorrei davanti al suo popolo, Israele, tu vorresti scacciarlo? 24 Forse che tu non possiedi ciò che Camos[61], tuo elohim ti ha fatto possedere? E tutto ciò che noi possediamo, Yhwh nostro Elohim, davanti a noi, ci ha fatto possedere? 25 Ora, tu sei forse migliore di Balak, figlio di Zipor, re di Moab, litigare non litigò con Israele, combattere non combatté con essi.  26 Nell’abitare Israele presso Chesbon e presso i suoi dintorni, ad Aroer e presso i suoi dintorni, presso tutte le città sulle sponde dell’Arnon, in trecento anni, perché non gliele avete tolte, in quel tempo? 27 Io non ho peccato con te e tu mi fai male a combattermi, perché giudicherà Yhwh; giudichi oggi tra i figli d’Israele e i figli di Ammon. 28 Ma non ascoltò il re dei figli di Ammon le parole di Iefte che gli aveva mandato. 29 Lo spirito di Yhwh fu sopra Iefte, passò verso Ghilad e Manasse, passò verso Mizpa di Ghilad e da Mizpa di Ghilad passò verso i figli di Ammon. 30 Iefte fece un voto a Yhwh dicendo: se darai i figli di Ammon nelle mie mani, 31 colui che uscirà dalle porte della mia casa, per venirmi incontro al mio ritorno in pace, dai figli di Ammon, sarà per Yhwh sacrificato in olocausto. 32 Iefte passò presso il figlio di Ammon per combattere con essi e Yhwh li diede nelle sue mani. 33 Li colpì da Aroer fino ad arrivare a Minnit; venti città fino ad Abel-Cheramin, una strage molto grande, così furono sottomessi i figli di Ammon davanti ai figli d’Israele. 34 Rientrò Iefte a Mizpa presso la sua casa ed ecco sua figlia uscire per incontrarlo con tamburelli e con danze; solo che lei era l’unica, egli non aveva né un figlio né un’altra figlia. 35 Quando la vide si strappò le vesti e disse: ah! Figlia mia, tu mi hai straziato, tu sei il mio intralcio; io ho promesso di mia iniziativa a Yhwh e non posso tornare indietro! 36 Gli rispose: padre mio, hai promesso di tua iniziativa a Yhwh, fa di me quanto è uscito dalla tua bocca, dopo che Yhwh ha fatto per te vendette dei tuoi nemici, i figli di Ammon. 37 Disse a suo padre: per me farai questa cosa, lascia che io vada due mesi e scenda sui i monti e pianga la mia verginità, io e le mie amiche. 38 Rispose: vai! La lasciò andare due mesi ed ella camminò con le sue amiche e pianse sulla sua verginità su per i monti. 39 Quando terminarono i due mesi e tornò da suo padre, la sacrificò per il voto che egli aveva fatto; ella non aveva conosciuto uomo e diventò una consuetudine in Israele, 40 che di anno in anno, vadano le figlie d’Israele a cantare la figlia di Iefte il ghiladita, per quattro giorni all’anno.

CAP 12

1 Gridò l’uomo di Efraim[62], passò verso il Nord e dissero a Iefte: perché sei andato a combattere contro i figli di Ammon e non ci hai chiamato per venire con te? Noi bruceremo la tua casa su di te col fuoco. 2 Rispose Iefte ad essi: sono diventato uomo di molte contese, io e il mio popolo, contro i figli di Ammon; vi ho chiamato ma, non mi avete salvato dalle loro mani. 3 Ho visto che non eri un salvatore[63], ho messo la mia vita nel palmo della mia mano e sono passato contro i figli di Ammon. E Yhwh li ha dati nelle mie mani. Perché oggi siete saliti da me per combattermi?  4 Iefte radunò tutti gli uomini di Ghilad e sconfisse Efraim. Gli uomini di Ghilad colpirono Efraim perché costoro dicevano: voi non siete (altro) che dei fuggitivi di Efraim, Ghilad è in mezzo a Efraim e in mezzo a Manasse. 5 Ghilad occupò i guadi del Giordano di Efraim; avvenne che dicevano gli scampati di Efraim: posso passare? Gli uomini di Ghilad gli chiedevano: Tu sei efraimita? Rispondevano! 6 Allora gli chiedevano: prova a dire “scibbolet” e non lo sapeva dire e diceva “sibbolet”, lo trattenevano e lo abbattevano, ai guadi del Giordano; caddero in quel tempo quarantaduemila (uomini) di Efraim. 7 Iefte giudicò Israele sei anni; morì Iefte il ghiladita e fu sepolto nella città di Ghilad.

 

CAP. 13 Nascita di Sansone

1 I figli d’Israele continuarono a fare il male agli occhi di Yhwh che li diede in mano ai Filistei per quarant’anni. 2 Ci fu un uomo di Zarach delle famiglie dei Daniti, il suo nome Manoach e sua moglie, sterile, non aveva generato. 3 Apparve l’angelo di Yhwh alla donna e le disse: ecco, dunque, tu sei sterile e non hai generato, concepirai e partorirai un figlio. 4 Ora guardati perciò di non bere vino né liquori, di non mangiare niente d’impuro. 5 Perché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio e il rasoio non passerà sulla sua testa, perché il ragazzo sarà Nazir di Elohim fin dal ventre e comincerà a liberare Israele dalla mano dei Filistei. 6 La donna andò e parlò con suo marito dicendo: un uomo di Elohim è venuto da me, il suo aspetto come l’aspetto di un angelo di Elohim, molto ammirabile; non gli ho domandato da dove veniva né chi era; il suo nome egli non mi riferì. 7 Mi disse: ecco, concepirai e partorirai un figlio; adesso, non bere vino né liquori, non mangiare niente d’impuro, perché il ragazzo sarà Nazir[64] di Elohim dal ventre fino al giorno della sua morte. 8 Menoach pregò Yhwh e disse: per favore mio signore, l’uomo di Elohim che hai mandato, torni per favore ancora da noi e ci insegni cosa fare per il ragazzo che nascerà. 9 Elohim ascoltò la voce di Menoach e l’angelo di Elohim tornò ancora dalla donna, ma essa era in campagna e suo marito non era con lei. 10 La donna si precipitò e corse ad informare suo marito e gli disse: ecco mi è apparso quell’uomo che venne da me quel giorno. 11 Menoach si alzò e a andò dietro a sua moglie e giunse presso l’uomo e gli disse: sei forse tu quell’uomo che ha parlato alla donna? Rispose: sono io. 12 Disse Menoach: accadute le tue parole, quale sarà il dovere del ragazzo e i suoi comportamenti? 13 Rispose l’angelo di Yhwh a Menoach: dovrà osservare tutto ciò che ho detto alla donna. 14 Non mangi niente di ciò che esce dalla vite del vino; non beva vino né liquori, non mangi niente d’impuro. Dovrà osservare tutto ciò che ho comandato. 15 Allora Menoach disse all’angelo di Yhwh: fermati per favore, acconsenti che prepariamo in tua presenza un capretto. 16 Rispose l’angelo di Yhwh: se tu mi trattieni non posso mangiare con te, ma se tu farai un sacrificio a Yhwh, sarà gradito[65]; giacché Menoach non sapeva che egli era l’angelo di Yhwh. 17 Disse Menoach all’angelo di Yhwh: qual è il tuo nome? Cosicché possiamo onorarti quando accadranno le tue parole. 18 Gli rispose l’angelo di Yhwh: perché codesto tuo chiedere il mio nome? Egli è meraviglioso! 19 Allora Menoach prese l’agnello di capra e l’oblazione e lo sacrificò sopra una pietra a Yhwh che sa compiere meraviglie, mentre Menoach e sua moglie guardavano. 20 Accadde che nel salire la fiamma da sopra l’altare[66] verso il cielo, salì l’angelo di Yhwh nella fiamma dell’altare mentre Menoach e sua moglie guardavano; allora caddero sulla loro faccia a terra (si prostrarono). 21 L’angelo di Yhwh non tornò più in visione a Menoach e a sua moglie; allora Menoach capì che quello era l’angelo di Yhwh. 22 Menoach disse a sua moglie: di certo moriremo perché abbiamo visto Elohim. 23 Gli rispose sua moglie: se piaceva a Yhwh di farci morire, non avrebbe preso dalle nostre mani l’olocausto e l’oblazione e non ci avrebbe fatto vedere tutte quelle cose adesso e non ci avrebbe fatto ascoltare queste cose. 24 La donna generò un figlio e chiamò il suo nome Simson (Sansone); il ragazzo diventò grande e Yhwh lo benedisse. 25 Lo spirito di Yhwh cominciò ad agitarlo a Macana-Dan tra Zorca e Estol.

CAP. 14

1 Sansone scese a Timna e vide una donna di Timna fra le figlie dei Filistei. 2 Salì e riferì a suo padre e a sua madre dicendo: ho visto una donna a Timna fra le figlie dei Filistei, adesso prendete per me la donna! 3 Gli disse suo padre e sua madre: non c’è forse tra le figlie dei tuoi fratelli e in tutto il mio popolo, perché tu vada a prendere una donna fra i Filistei incirconcisi? Rispose Sansone: prendila per me perché piace ai miei occhi. 4 Non sapevano, suo padre e sua madre, che   accadeva ciò da Yhwh perché egli cercava un pretesto dai Filistei, che in quel tempo avevano completato l’occupazione di Israele. 5 Sansone scese con suo padre e sua madre a Timna e giunsero fino ai vigneti di Timna, ed ecco: un cucciolo di leone venirgli incontro ruggendo. 6 Irruppe su di lui il furore[67] di Yhwh, lo squartò in due come si squarta un capretto e non c’era niente nella sua mano, ma non riferì a suo padre e a sua madre ciò che aveva fatto. 7 Scese e parlò alla donna ed ella piacque agli occhi di Sansone. 8 Tornò a prenderla dopo un po’ di giorni; si allontanò per vedere la carcassa del leone ed ecco: uno sciame di api sul corpo del leone e miele. 9 Lo prese nel palmo della sua mano e camminando ne mangiò. Camminò verso duo padre e sua madre, ne diede a loro e mangiarono, ma non raccontò loro che aveva preso il miele dal leone morto. 10 Suo padre scese dalla donna e là Sansone fece un banchetto perché così facevano i giovani. 11 Accadde che, quando lo videro, presero trenta fra gli amici e stettero con lui[68] 12 Sansone disse loro: vorrei proporvi un indovinello, se me lo spiegherete bene, nei sette giorni del banchetto, e lo azzeccherete, io darò a voi trenta capi d’abbigliamento e trenta ricambi d’abiti. 13 Se non potrete spiegarmelo, darete a me trenta capi d’abbigliamento e trenta ricambi d’abiti. Gli dissero: proponi il tuo indovinello e noi lo ascolteremo. 14 Disse loro: “Dal mangiatore (colui che mangia) uscì del cibo, dal forte uscì un dolce” ma, per tre giorni non poterono spiegare l’indovinello. 15 Nel giorno settimo accadde che dissero alla moglie di Sansone: seduci il tuo uomo e ci spieghi l’indovinello, se no, incendieremo te e la casa di tuo padre. È stato per spogliarci che ci avete convocato? O non è così? 16 La donna di Sansone pianse su di lui e disse: giacché tu mi odi e non mi ami, hai proposto un indovinello ai figli del mio popolo e a me non l’hai spiegato! Rispose: a te? Ecco: non l’ho spiegato né a mio padre né a mia madre e a te dovrei spiegarlo? 17 Pianse su di lui per i sette giorni che era con loro al banchetto; il settimo giorno glielo spiegò perché l’aveva messo alle strette. E spiegò l’indovinello ai figli del suo popolo. 18 Dissero a lui gli uomini della città, nel settimo giorno prima del tramonto[69] : “Che cosa è dolce più del miele e forte più del leone?” Rispose loro: Se non aveste arato con la mia giovenca non avreste azzeccato il mio indovinello. 19 Irruppe su di lui il furore di Yhwh e scese ad Aschelon e uccise di loro trenta uomini; prese le loro armature e diede i loro vestimenti a chi aveva spiegato l’indovinello, poi acceso d’ira salì alla casa di suo padre. 20 E la donna di Sansone fu data a un suo compagno di cui era amica.

CAP. 15

1 Accadde dopo giorni – nei giorni della mietitura del frumento – Sansone visitò sua moglie con un capretto e disse: entrerò da mia moglie nella camera da letto ma, il padre di lei non gli consentì di entrare. 2 Disse il padre di lei: tu mi dicesti che la detestavi ed io l’ho data al tuo compagno. Sua sorella più piccola non è forse più bella di lei? Prendila dunque al posto suo è tua. 3 Disse loro Sansone: questa volta sono senza colpe verso i Filistei quando io farò loro del male! 4 Sansone de ne andò e catturò trecento volpi; prese delle fiaccole, attorcigliò coda con coda e pose una fiaccola nel mezzo fra le due code. 5 Appiccò il fuoco alle fiaccole e lanciò le volpi contro le messi dei Filistei; incendiò dai covoni fino alle messi non mietute, fino ai vigneti e agli ulivi. 6 Chiesero i Filistei: chi ha fatto questo? Risposero: Sansone, il genero del timnita perché prese sua moglie e la diede al suo compagno; salirono i filistei e appiccarono il fuoco a lei e alla casa di suo padre. 7 Sansone disse loro: se agite in questo modo (sappiate) che dopo non cesserò di vendicarmi contro di voi. Li colpì gamba su coscia una grande strage; scese e abitò nella grotta della rupe di Etam. 9 Salirono i Filistei e si accamparono in Giuda e si allargarono in Lechi. 10 Chiesero gli uomini di Giuda: perché salite contro di noi? Risposero: per catturare Sansone; noi saliamo per fare a lui come ha fatto a noi. 11 Tremila uomini[70] di Giuda scesero alla caverna della rupe di Etam e dissero a Sansone: forse non sai che i Filistei comandano su di noi? Cos’è questa cosa che hai fatto loro? Rispose: come fecero a me così ho fatto a loro. 12 Gli dissero: siamo scesi per catturarti e per darti nelle mani dei Filistei. Rispose Sansone: giuratemi che voi non mi ucciderete! 13 Gli risposero dicendo: no, perché certamente ti cattureremo e ti metteremo nelle loro mani ma, certamente non ti daremo la morte. Lo legarono con due funi nuove e lo fecero salire dalla caverna. 14 Quando giunse a Lechi e i Filistei gli si avvicinarono per incontrarlo, irruppe su di lui il furore di Yhwh e le funi che legavano le sue braccia furono come fili di lino e presero fuoco; sparirono i suoi legami dalle sue mani. 15 Trovò una mascella d’asino recente, stese la sua mano e la prese e con essa uccise mille uomini. 16 Disse Sansone: con una mascella d’asino, un asino degli asini,[71] con una mascella d’asino ho ucciso mille uomini. 17 Fu nel finire il suo parlare che gettò la mascella dalla sua mano e chiamò quel posto: Ramat-Lechi. 18 Essendo molto assetato chiamò Yhwh e disse: tu hai dato nelle mani del tuo servo questa grande vittoria ma, adesso, dovrò morire di sete e cadere nelle mani di incirconcisi? 19 Elohim fendette la roccia concava che c’è in Lechi e uscirono per lui le acque; bevette e il suo animo si risollevò e riprese vita; per questo chiamò il posto: fonte di Kore, che è in Lechi ancora oggi. 20 Egli giudicò Israele, ai tempi dei Filistei, venti anni.

CAP. 16

1 Sansone andò a Gaza, là vide una prostituta e entrò da lei. 2 Così fu detto agli abitanti di Gaza: Sansone è entrato da lei; lo accerchiarono e gli tesero un agguato tutta la notte alla porta della città. Restarono in silenzio tutta la notte dicendo: riposiamo fino alla luce del mattino poi lo uccideremo. 3 Sansone si coricò fino a metà della notte; a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città, i due stipiti, li strappò compreso il catenaccio, li mise sulle spalle e li portò sul monte che volge in direzione di Ebron. 4 Dopo di che avvenne che si innamorò di una donna della valle di Soreq, il suo nome era Dalila. 5 Salirono da lei i capi dei Filistei e le dissero: ingannalo e vedi in che consiste la sua grande forza e con cosa noi possiamo incatenarlo e sottometterlo; noi ti daremo ciascuno mille cento (pezzi) d’argento. 6 Dalila disse a Sansone: spiegami per favore in che consiste la tua grande forza e con cosa posso legarti per sottometterti. 7 Le rispose Sansone: se tu mi legassi con sette corde di nervo non ancora secche, allora mi indebolirei e sarei come un uomo normale. 8 I capi dei Filistei portarono da lei sette corde di nervo che non erano secche e con esse lo legò. 9 La trappola la tese nella camera da letto; gridò: i Filistei sono su di te Sansone! Egli strappò le corde come si strappa una funicella di stoppa all’odore del fuoco, e non rivelò la sua forza. 10 Disse Dalila a Sansone: ecco, ti sei burlato di me, mi hai raccontato menzogne; spiegami ti prego con cosa ti si lega! 11 Le ripose: certamente legandomi con corregge nuove con le quali non si sia fatta nessuna attività, mi indebolirei e sarei come un uomo normale. 12 Dalila prese corregge nuove e con esse lo legò, poi gli gridò: i Filistei sono su di te Sansone! La trappola scattò nella camera da letto, egli le strappò dalle sue braccia come un filo. 13 Disse Dalila a Sansone: ecco, ancora ti sei burlato di me e mi hai detto menzogne; spiegami in che modo ti si può legare; le rispose se tu mi tesserai le sette chiome della mia testa con l’ordito e 14 spingessi con il piolo dell’ordito…[72] allora gli gridò: i Filistei sono su di te Sansone! Si svegliò dal suo dormire e strappò il piolo del telaio e l’ordito. 15 Gli disse: come puoi dire: “io ti amo” mentre il tuo cuore non è con me? Per tre volte mi hai preso in giro senza spiegarmi in che consiste la tua grande forza. 16 Accadde che con le sue parole, lo mise alle strette ogni giorno, tanto lo importunò da desiderare di morire. 17 Le aprì tutto il suo cuore e le disse: il rasoio mai è passato sulla mia testa, perché io sono Nazir di Elohim fin dal ventre di mia madre; se mi rasassi si allontanerebbe da me la mia forza e mi indebolirei e sarei come tutti gli uomini. 18 Dalila capì che le aveva rivelato tutto il suo cuore; salirono da lei i capi dei Filistei portando l’argento nelle loro mani. 19 Lo fece addormentare sulle sue ginocchia e chiamò un uomo che rasò le sette trecce sulla sua testa e cominciò a dominarlo e la sua forza si allontanò da lui. 20 Gridò: i Filistei su di te Sansone! Si svegliò dal suo sonno e pensò: uscirò come le altre volte e mi libererò. Egli non sapeva che Yhwh si era allontanato da lui. 21 I Filistei lo catturarono e gli cavarono gli occhi, lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di bronzo e fu macinatore[73] nella casa dei prigionieri. 22 Intanto, i suoi capelli dopo essere stati rasati incominciarono a crescere. 23 I capi dei Filistei si riunirono per offrire un grande sacrificio a Dagon, loro elohim e per festeggiarlo dissero: il nostro elohim ha dato nelle nostre mani Sansone il nostro nemico. 24 Lo vide il popolo e inneggiarono al loro Elohim    perché dissero: ha dato, il nostro elohim, nelle nostre mani, il nostro nemico, il distruttore della nostra terra che ha accresciuto i nostri morti. 25 Avvenne che, essendo molto allegro il loro cuore[74], dissero: chiamate Sansone e ci faccia divertire. Chiamarono Sansone dalla casa dei prigionieri e danzò davanti a loro e lo fecero stare in piedi tra le colonne. 26 Disse Sansone al ragazzo che gli stringeva la mano: conducimi presso le due colonne sulle quali su di esse la casa è fondata. 27 La casa era affollata di uomini e donne e ivi c’erano tutti i capi dei Filistei e sulla terrazza quasi tremila uomini e donne che guardavano Sansone nel divertimento. 28 Sansone invocò Yhwh e disse: mio signore Yhwh ricordati di me ti prego! E dammi forza per favore, solo questa volta; ah! Elohim io certamente mi vendicherò dei Filistei per uno dei miei due occhi. 29 Sansone in mezzo alle due colonne sulle quali la casa era su di esse fondata, si appoggiò ad esse, una con la mano destra e una con la mano sinistra, 30 e Sansone gridò: “muoia la mia vita con i Filistei”; si curvò con forza e la casa cadde sopra i principi e sopra tutto il popolo che era in essa. I morti che fece morire con la sua morte furono molti di più di quelli che uccise nella sua vita. 31 Scesero i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre e lo portarono e salirono e lo seppellirono tra Zorea e Estol nel sepolcro di Manoach suo padre. Egli giudicò Israele per vent’anni.

 

CAP 17 Origine del Santuario di Dan, Mica.

1 C’era un uomo della montagna di Efraim, il suo nome Mica, 2 disse a sua madre: i millecento sicli d’argento che ti hanno preso, anche una maledizione pronunciasti su di essi alle mie orecchie, ecco te li ho presi io; rispose sua madre: benedetto mio figlio per Yhwh. 3 Restituì i millecento sicli a sua madre; disse sua madre voglio consacrare il denaro di mia mano a Yhwh, a mio figlio affinché si faccia un idolo, una statua di metallo fuso, adesso io lo restituirò a te. 4 Gli restituì il denaro a sua madre; sua madre prese duecento sicli e li diede al fonditore per farne un idolo, una statua di metallo fuso, per collocarla nella casa di Mica. 5 L’uomo Mica possedeva una casa di Elohim (santuario), fece un efod e i terafim e riempì di potere uno dei suoi figli e divenne il suo sacerdote. 6 In quei tempi non c’era un re in Israele, per ognuno era giusto ai suoi occhi ciò che faceva. 7 Ci fu un giovane di Betlemme di Giuda, della tribù di Giuda egli era levita e là era forestiero. 8 L’uomo camminò dalla città di Betlemme di Giuda per sistemarsi dove avrebbe trovato, così arrivò sulle montagne di Efraim fino alla casa di Mica dove concluse il suo viaggio. 9 Gli chiese Mica di dove venisse, gli rispose il levita: io sono di Betlemme di Giuda, ho camminato per sistemarmi dove troverò. 10 Gli disse Mica: fermati da me, sarai per me padre e sacerdote, io ti darò dieci sicli al giorno e disporrai di abiti e di sostentamento. Entrò il levita. 11 Il levita decise di abitare da quell’uomo e il giovane fu per lui come suo figlio. 12 Riempì Mica la mano del levita e il giovane fu per lui il sacerdote e fu nella casa di Mica. 13 Disse Mica: adesso so che Yhwh mi farà del bene perché il levita sacerdote è mio.

CAP: 18

1 In quegli anni non c’era un re in Israele e in quegli anni la tribù di Dan, cercava per sé un’eredità (territorio) per abitarvi, perché non era caduta su di essa, fino a quel giorno, nessuna eredità fra le tribù d’Israele. 2 I figli di Dan inviarono cinque uomini della loro tribù dai loro confini, uomini di valore, da Zara e da Estol per esplorare il paese e indagarlo e dissero loro: andate e esplorate il paese. Essi arrivarono sulle montagne di Efraim fino alla casa di Mica e passarono la notte lì. 3 Essi erano vicini alla casa di Mica e riconobbero la voce del giovane levita e avvicinandosi gli dissero: chi ti ha fatto arrivare qui e che cosa fai in questo luogo e cosa è tuo qui? 4 Rispose loro: questo e quello mi ha fatto Mica, mi ha dato un salario e sono per lui sacerdote. 5 Interpella per favore Elohim, vogliamo sapere se il nostro viaggio riuscirà se dove andiamo avrà successo. 6 Il sacerdote rispose loro: andate in pace, il vostro viaggio che state facendo è presente a Yhwh. 7 Partirono i cinque uomini e giunsero a Lais e videro che il popolo che vi risiedeva abitava in sicurezza, secondo le leggi dei Sidoni ed erano tranquilli e sicuri; non c’era nel paese chi li sfruttasse; di ricchezza erano ben forniti; lontano dai Sidoni e non erano in relazioni con altra gente. 8 Tornarono dai loro fratelli a Zara e a Estol e i loro fratelli chiesero loro: che notizie avete? 9 Risposero: alziamoci e saliamo da loro perché abbiamo visto il paese ed ecco, è molto buono. E voi pigroni non siate indolenti andate a conquistare il paese. 10 Quando arriverete, troverete un popolo fiducioso e un grande paese, sappiate che Elohim lo darà nelle vostre mani; un posto dove non c’è penuria di tutto ciò che c’è sulla terra. 11 Da lì si misero in marcia da Zara e da Estol seicento uomini della famiglia dei daniti, armati per combattere. 12 Partirono e si accamparono a Kiriat-Jearim, per questo chiamarono quel posto Campo di Dan fino ad oggi; esso è alle spalle di Kiriat-Jearim. 13 Da lì passarono la montagna di Efraim e giunsero fino alla casa di Mica. 14 Nel rispondere, i cinque uomini che erano andati a esplorare il paese di Lais, dissero anche ai loro fratelli: sapete che in quelle case c’è un efod, i terafim e una statua di metallo fuso? Adesso sapete cosa fare! 15 Essi si separarono e giunsero alla casa del giovane levita, alla casa di Mica e gli augurarono benessere. 16 I seicento uomini armati per combattere, figli di Dan, stavano all’ingresso della porta. 17 I cinque uomini che erano andati a esplorare il paese, s’incamminarono ed entrarono, presero la statua di metallo fuso, l’efod, i terafim e il sacerdote stava all’ingresso della porta, così anche i seicento uomini armati per combattere. 18 Quelli entrati nella casa di Mica presero la statua di metallo fuso, l’efod, i terafim e il sacerdote chiese loro: cosa state facendo? 19 Gli risposero: taci! Metti la tua mano sulla bocca e vieni con noi, sarai per noi padre e sacerdote; è meglio che tu sia sacerdote per la casa di uno solo oppure che tu sia sacerdote per una tribù e un clan d’Israele? 20 Si colmò di gioia il cuore del sacerdote; prese l’efod, i terafim, la statua ed entrò in mezzo a quella gente. 21 Si allontanarono, e partirono mettendo i piccoli, il bestiame e i loro beni dinnanzi a loro. 22 Essi si erano allontanati dalla casa di Mica e alcuni uomini, che stavano nelle case vicine a quella di Mica, si mobilitarono e arrancarono i figli di Dan. 23 Essi chiamarono i figli di Dan che volsero la loro faccia e chiesero a Mica: cosa vuoi perché gridi? 24 Rispose: avete preso il mio dio che ho fatto io e il sacerdote e ve ne andate! Che cosa mi resta ancora? E mi chiedete che cosa vuoi? 25 Gli risposero i figli di Dan: non si senta la tua voce vicino a noi, perché non si scaglino contro di voi per colpire, uomini incattiviti, la vita e la tua accozzaglia, la tua stessa vita e la vita della tua casa. 26 Proseguirono i figli di Dan il loro viaggio, Mica vide che erano più forti di lui, voltò la faccia e tornò a casa. 27 Essi presero ciò che aveva fatto Mica, il sacerdote che era suo e giunsero a Lais. Presso quel popolo tranquillo e fiducioso, passarono tutti a fil di spada e incendiarono la città col fuoco. 28 Non c’era chi l’aiutasse perché lontana da Sidone e nessuno di essi aveva relazioni con altri; essa era nella valle di Bet-Recob; ricostruirono la città e la abitarono. 29 Chiamarono il nome della città Dan dal nome Dan loro padre che era stato generato da Israele. Una volta Lais era il suo primo nome. 30 I figli di Dan innalzarono per loro una statua e Gionata figlio di Ghersom figlio di Mosè e i suoi figli furono sacerdoti della tribù dei figli di Dan fino alla deportazione del paese. 31 Innalzarono per loro la statua che Mica aveva fatto, tutti i giorni dell’esistenza della casa di Elohim (santuario) in Silo.

 

 CAP. 19 la guerra contro Beniamino

1 Accadde nei giorni nei quali non c’era re in Israele. Accadde che un levita, forestiero sulle zone interne della montagna di Efraim, prese una donna come concubina da Betlemme di Giuda. 2 La sua concubina gli fu infedele[75] e andò via da lui per la casa di suo padre a Betlemme di Giuda e visse là circa i giorni di quattro mesi. 3 Il suo uomo si alzò e andò da lei per parlare al suo cuore e per farla tornare da lui; era con lui un suo garzone e una coppia di asini; lo fece entrare nella casa di suo padre; il padre della ragazza lo vide e fu felice di incontrarlo. 4 Suo suocero, padre della ragazza, insistette con lui e abitò con lui tre giorni, mangiavano e bevevano e passavano la notte lì. 5 Accadde il quarto giorno; si alzarono presto al mattino; si alzò per partire ma, disse il padre della ragazza a suo genero: sostieni il tuo cuore, un boccone di pane, dopo andrete. 6 Si fermò e mangiarono entrambi insieme e bevettero e disse il padre della giovane all’uomo: degnati per favore di passare la notte e starà bene il tuo cuore. 7 Si alzò l’uomo per partire; insistette con lui suo suocero e passò lì la notte. 8 La mattina del quinto giorno si alzarono presto per partire ma, disse il padre della ragazza; sostieni dunque il tuo cuore e indugiarono fino al finire del giorno; mangiarono entrambi insieme. 9 Si alzò l’uomo per partire, lui, la sua concubina e il suo garzone ma, gli disse il suocero, padre della fanciulla, ecco dunque, la fine del giorno è vicina, passate la notte per favore; ecco, il giorno declina, passa la notte qui e starà bene il tuo cuore, domani vi alzerete presto per il vostro viaggio e andrai alla tua tenda. 10 Ma l’uomo non volle passare la notte, si alzò e partì e giunse di fronte a Jebus, cioè Gerusalemme, e con lui la coppia di asini sellati, e la sua concubina con lui. 11 Essi erano vicini a Jebus e il giorno era molto calato, disse il garzone al suo padrone: andiamo dunque, avviciniamoci a questa città dei Ghebusei[76] e passiamo la notte in essa. 12 Gli rispose il suo padrone, non ci avvicineremo a una città di stranieri che non sono tra i figli d’Israele, ecco proseguiamo fino a Ghibea (Gabaa). 13 Poi disse al suo garzone: va’ ci avvicineremo a uno di questi luoghi e passeremo la notte a Ghibea o a Rama. 14 Proseguirono e andarono a Ghibea che è di Beniamino e giunse per essi la fine del sole (tramonto). 15 Si avvicinarono per entrare e passare la notte a Ghibea; entrò e si fermò nella piazza della città; non c’era nessuno ad accoglierli nella propria casa per passare la notte. 16 Ecco, un uomo vecchio tornava alla sera dal suo lavoro dalla campagna; l’uomo era della montagna di Efraim, era forestiero a Ghibea, ma gli uomini di quel luogo era Beniaminiti[77]. 17 Alzò gli occhi e vide il viandante nella piazza della città e il vecchio domandò: dove vai e da dove vieni? 18 Gli rispose: noi passiamo da Betlemme di Giuda fino alle zone interne della montagna di Efraim, io sono di là. Sono andato fino a Betlemme di Giuda e andrò alla casa di Yhwh ma, non c’è nessuno che mi accoglie nella sua casa. 19 C’è paglia e anche biada per i nostri asini; c’è anche pane e vino per me e per la tua schiava e per il ragazzo con i tuoi servi, non c’è penuria di niente. 20 Disse l’uomo vecchio, pace a te, tutto quello che ti manca sia a mio carico, basta che tu non passi la notte in piazza. 21 E lo condusse nella sua casa, foraggiò gli asini, si lavarono i piedi, mangiarono e bevettero. 22 Essi, facevano star bene il loro cuore,[78] ed ecco gli uomini della città, uomini figli di Belial[79], circondarono la casa bussando forte alla porta e parlarono al padrone di casa, al vecchio, dicendo: fa’ uscire l’uomo che è entrato nella tua casa e noi lo conosceremo (lo abuseremo)[80] 23 Uscì da loro il padrone di casa e disse loro: no fratelli miei! Non lo abusate, per favore non fate questa follia dopo che quest’uomo è entrato nella mia casa! 24 Ecco mia figlia la vergine e la sua concubina, permettetemi che le faccia uscire per voi, stupratele e fate loro ciò che vi piace.[81] Ma, a quest’uomo non fate una cosa di tale infamia. 25 Ma gli uomini non vollero ascoltarlo; allora l’uomo afferrò la sua concubina, uscì fuori da loro e la violentarono e abusarono di lei tutta la notte fino al mattino e la lasciarono andare al sorgere dell’aurora. 26 La donna giunse, al volgere del mattino, cadde sulla porta della casa dell’uomo, dove stava il suo padrone, fin che fu giorno. 27 Il suo padrone al mattino si alzò e aprì le porte della casa; uscì per riprendere il suo viaggio. Ed ecco, la donna concubina giaceva sulla porta di casa e le sue mani sulla soglia. 28 Le disse: alzati e andiamo; ma non ci fu risposta; la caricò sull’asino, l’uomo si alzò e partì per il suo luogo. 29 Giunto a casa sua, prese un coltello, afferrò la sua concubina e la smembrò in dodici pezzi e la mandò in tutto il territorio d’Israele. 30 Accadeva che chiunque la vedesse diceva: non c’è mai stata, non s’è mai vista cosa come questa, dal giorno che i figli d’Israele uscirono dal paese d’Egitto fino ad oggi; decidete voi per lei; deliberate e parlate.

CAP. 20

1 Uscirono tutti i figli d’Israele; l’assemblea si riunì, come un solo uomo, da Dan fino a Berseba, a Mizpa terra di Ghilad davanti a Yhwh. 2 Si mobilitarono tutti i capi del popolo, tutte le tribù d’Israele nell’assemblea del popolo di Elohim: quattrocento uomini di fanteria armati di spada. 3 I figli di Beniamino vennero a sapere che i figli d’Israele salivano a Mizpa. I figli d’Israele chiesero: com’è accaduta questa infamia? 4 Il levita, l’uomo della donna che era stata uccisa, rispose e disse: Giunsi a Ghibea di Beniamino, io e la mia concubina per passare la notte. 5 Ma, si levarono contro di me, i padroni di Ghibea, e circondarono la casa di notte, contro di me; pensavano di uccidere me, invece violentarono la mia concubina fino a farla morire. 6 Allora afferrai la mia concubina, la feci a pezzi e la mandai in tutto il territorio dell’eredità di Israele[82], perché avevano compiuto un’infamia insensata in Israele. 7 Ecco, voi tutti figli d’Israele, presenti voi qui, cosa consigliate? 8/9 Il popolo si alzò, come un solo uomo, dicendo: nessuno andrà alla propria tenda; nessuno si avvicinerà alla propria casa; adesso la cosa che faremo a Ghibea è questa: contro di lei tireremo a sorte. 10 Presero dieci uomini fra cento di tutte le tribù d’Israele, cento di mille e mille di diecimila, per procurare selvaggina al popolo, per consentire di assalire Ghibea di Beniamino per l’infamia che aveva in Israele. 11 Tutti gli uomini d’Israele si unirono contro la città, come un solo uomo, alleati. 12 Le tribù d’Israele mandarono uomini a tutti i clan di Beniamino per chiedere: cos’è quest’infamia che è stata compiuta da voi? 13 Ora, dateci gli uomini di Ghibea, figli di Belial, così che noi uccideremo e bruceremo il male in Israele. Non vollero i Beniaminiti ascoltare la voce dei loro fratelli figli d’Israele. 14 I figli di Beniamino, dalle città si riunirono a Ghibea per uscire in battaglia contro i figli d’Israele. 15 I figli di Beniamino dalle città arruolarono in quel giorno ventiseimila uomini, armati di spada; oltre gli abitanti di Ghibea, furono arruolati settecento uomini scelti. 16 Di tutto questo esercito, settecento uomini scelti avevano inabile la mano destra[83]. Ciascuno di questi lanciava pietre con la fionda contro un cappello e non sbagliava. 17 Gli uomini d’Israele, escludendo Beniamino, arruolarono quattrocentomila uomini armati di spada, tutti costoro erano uomini di guerra. 18 Levatisi, si recarono a Bet-El e interrogarono il loro Elohim dicendo: chi salirà di noi per primo in battaglia contro i figli di Beniamino? Rispose Yhwh: Giuda sarà il primo. 19 I figli d’Israele si alzarono al mattino e si accamparono contro Ghibea. 20 L’esercito d’Israele uscì per combattere contro Beniamino e si schierarono in battaglia contro di loro i figli d’Israele presso Ghibea. 21 I figli di Beniamino uscirono da Ghibea e quel giorno stesero a terra ventiduemila uomini di Israele. 22 Il popolo riprese vigore; l’esercito d’Israele si radunò per schierarsi in battaglia nello stesso luogo dove si era schierato il giorno prima. 23 I figli d’Israele salirono e piansero davanti a Yhwh fino a sera e chiesero a Yhwh dicendo: devo avvicinarmi di nuovo in battaglia contro i figli di Beniamino, miei fratelli? Rispose Yhwh: salite contro di lui! 24 I figli d’Israele si avvicinarono ai figli di Beniamino nel secondo giorno. 25 Beniamino uscì da Ghibea per incontrali il secondo giorno e stesero a terra dei figli d’Israele, ancora diciottomila uomini, tutti costoro armati di spada. 26 Salirono tutti i figli d’Israele e tutto il popolo e giunsero a Bet-El, piansero e stettero là davanti a Yhwh; quel giorno digiunarono fino a sera e fecero sacrifici di comunione davanti a Yhwh. 27/28 I figli d’Israele domandarono a Yhwh dicendo: – c’era in quei giorni l’arca dell’alleanza di Elohim, Pincas, figlio di Eleazaro, figlio di Aronne, stava davanti ad essa - devo avvicinarmi ancora per questa guerra con i figli di Beniamino, miei fratelli o devo cessare? Rispose Yhwh: salite, perché domani lo darò nella tua mano. 29 Israele approntò intorno a Ghibea degli agguati. 30 Salirono i figli d’Israele contro i figli di Beniamino nel terzo giorno e si schierarono contro Ghibea come le altre volte. 31 I figli di Beniamino uscirono per incontrare il popolo; si allontanarono dalla città; cominciarono a colpire fra il popolo ferendo gravemente sul campo circa trenta uomini d’Israele, come le altre volte, lungo il percorso che sale uno a Bet-El e uno a Ghibea. 32 Dissero i figli di Beniamino: essi sono sconfitti davanti a noi come la prima volta; ma i figli d’Israele dissero: fuggiamo, allontaniamoci dalla città lungo i percorsi. 33 Tutti gli uomini d’Israele si levano dal loro posto e si schierano a Baal-Teman; quelli d’Israele in agguato balzano con violenza dal loro posto, a occidente di Ghibea, 34 giungono così di fronte a Ghibea dieci mila uomini scelti di tutto Israele e la battaglia si fa pesante. Essi (i beniaminiti) non sapevano che incombeva su di loro la disfatta! 35 Yhwh, sconfisse Beniamino davanti a Israele; in quel giorno i figli d’Israele fecero strage in Beniamino di venticinquemilacento uomini, tutti costoro sguainavano la spada. 36 I figli di Beniamino si avvidero di essere stati sconfitti.[84] 37 Quelli che erano in agguato rapidamente assalirono Ghibea e passarono a fil di spada tutta la città. 38 Gli uomini di Israele avevano convenuto con quelli dell’agguato di spada che, per farli tornare avrebbero fatto innalzare una fumata dalla città. 39 Invertirono la direzione gli uomini d’Israele nella battaglia e Beniamino incominciò a colpire gravemente degli uomini d’Israele, circa trenta uomini, così dissero: certamente saranno sconfitti davanti a noi, come nella precedente battaglia. 40 Il segnale di fumo convenuto cominciò a salire dalla città, Beniamino si voltò dietro di sé ed ecco: l’intera città saliva (in fiamme) verso il cielo. 41 Gli uomini di Israele cambiarono direzione; fu terrorizzato l’esercito di Beniamino perché si avvide della grande disfatta su di sé. 42 Si voltarono davanti all’esercito d’Israele verso la strada del deserto, ma la battaglia li incalzava da vicino e quelli della città li distruggevano in mezzo a loro. 43 Accerchiarono Beniamino e lo inseguirono senza sosta, lo incalzarono fino davanti a Ghibea, a oriente del sole. 44 Caddero di Beniamino diciottomila uomini, tutti costoro erano uomini valorosi. 45 Si voltarono e fuggirono verso il deserto, verso la rupe di Rimmon; rastrellarono nelle strade cinquemila uomini e li incalzarono fino a Ghidom e colpirono di essi duemila uomini. 46 Fu così che tutti i caduti di Beniamino in quel giorno furono venticinquemila uomini, armati di spada e tutti costoro erano uomini valorosi. 47 Seicento uomini fecero dietrofront e fuggirono nel deserto verso la rupe di Rimmon e abitarono sulla rupe di Rimmon quattro mesi. 48 L’esercito d’Israele tornò verso i figli di Beniamino e passarono a fil di spada la popolazione illesa della città, fino al bestiame, fino a tutto ciò che incontrava, fino a tutte le città incontrate che venivano date alle fiamme.

 

FINE

 

 

 

 



[1] Il verbo salire in ebraico indica quasi sempre “andare in combattimento contro qualcuno”

[2] I Perizziti sono contadini abitanti nei villaggi non fortificati, senza mura di protezione.

[3] Il verbo colpire indica una sconfitta e la morte dei soccombenti.

[4] Nella lingua ebraica non c’è un termine per indicare la moglie; per moglie, compagna, convivente si usa sempre la parola ISHA’ femminile di ISH uomo.

[5] Si intende un regalo, un dono.

[6] Applicarono il “herem” un sacrificio cruento di tutti gli esseri viventi, persone e animali, al proprio dio tutelare.

[7] Nel significato di abitare tranquilli senza problemi.

[8] Altre traduzioni , seguendo la LXX e la Vulgata, indicano il pagamento di un tributo.

[9] La Casa di Giuseppe si riferisce a Efraim e alle altre tribù discendenti dal patriarca.

[10] In questo contesto significa: non avete obbedito.

[11] La terra avuta in sorte.

[12] Finché visse Giosuè.

[13] Che sopravvissero a Giosuè.

[14] Che altro potevano fare, si sono assimilati alla religione dei cananei.

[15] Divinità femminile, paredra di Baal.

[16] Il testo usa la solita metafora: “soffiò dal naso”

[17] Il termine indica l’uscita dalla città per combattere; Qui indica il tentativo di difendersi.

[18] Fin quando viveva il giudice.

[19] I Filistei erano un popolo venuto da occidente e occuparono cinque città sul litorale del mediterraneo Gaza Asdod e altre. Dominarono la lungo tutta la Palestina che prese da essi il nome.

[20] Erano gli abitanti di Sidone sul litorale nord del Mediterraneo erano Fenici, un popolo dominatore.

[21] I Perizziti non sono un popolo, ma villaggi senza le mura.

[22] Divinità cananee maschili e femminili, molto ammirate anche dai figli d’Israele.

[23] Era mancino.

[24] Il tributo era frutto delle tasse degli Israeliti.

[25] Famoso corno tratto dalle corna del bue, usato in battaglia.

[26] Il verbo colpire indica sempre uccidere.

[27] Non risulta che fosse israelita, forse un capo tribù di qualche altro popolo.

[28] : Il versetto 21 nelle traduzioni italiane, il chiodo viene piantato nella tempia, seguendo il testo della Vulgata. Invero la parola ebraica è un aggettivo che indica qualcosa di tenero, di debole. Infatti, la versione dei settanta traduce in greco “mascella”; a me è sembrato che “guancia” essendo una parte molle del viso, risponda meglio al testo ebraico.

 

[29] Non mi avete ubbidito.

[30]  La parola ebraica “malach” può essere tradotta in più modi pur avendo lo stesso significato: messaggero, angelo, inviato ecc. Per il messaggero di Yhwh di solito si traduce con angelo.

[31]  Incontrando faccia a faccia la divinità c’era il timore di morire; questa credenza è più volte ribadita nel vecchio testamento, specie nei testi più antichi.

[32]  L’Asera è un palo sacro che rappresenta la dea madre Asera dea della fecondità. Non è escluso che nei templi di Yhwh ci fosse anche la statua di Asera.

[33]  Naturalmente la frase letterale è “non soffiarti il naso” contro di me.

34  Nei versetti che seguono il TM sembra essere lacunoso in alcuni passi forse corrotto, alcuni versetti sono completati per congettura, le parole sono tra parentesi.

[35]  La parola ebraica “Harod” in traduzioni italiane è trasformata in una località: Carod.

[36]  La parola ebraica è intraducibile, la mia traduzione è una congettura.

[37]  Tutta questa frase nel TM non c’è.

[38]  La parola ebraica significa “disastro” o “distruzione” ecc. tradurre con “spiegazione del    sogno” come fanno le traduzioni in italiano mi sembra un po’ forzato.

[39]  A mezzanotte

[40]  Probabilmente si riferisce ai passaggi sul fiume Giordano che i madianiti avrebbero dovuto attraversare per salvarsi.

[41]  Li hai già fatti prigionieri?

[42]  Il verbo usato in ebraico significa trebbiare.

[43]  Pastori nomadi.

[44]  Il verbo è in senso ironico, cioè li castigò.

[45]  Il TM scrive “dove erano”; il seguito del versetto vorrebbe “come erano” infatti La Vulgata traduce “come erano” e così le traduzioni italiane.

[46]  È l’offerta della monarchia ereditaria.

[47] Questo Efod non si sa esattamente cosa fosse, forse un oggetto di culto, una statua, in questo caso il prostituirsi nel linguaggio deuteronomico significa rendere un culto idolatrico.

[48]  Evidentemente era in un luogo frequentato.

[49]  Letteralmente “del padre di Ezer”?

[50] Questa metafora, come già detto, indica la collera, l’ira, l’arrabbiatura di Yhwh.

[51] Le traduzioni italiane scrivono tutte Galad ma il testo è scritto chiaramente Ghilad

[52] Sono gli abitanti di Sidone città fenicia.

[53] Secondo il 1° libro delle Cronache è una città a est di Ebron.

[54] Ghilad è il nome della città, qui è il nome del padre di Iefte.

[55] Qui bisogna ricordare che il verbo “uscire” indica, sovente, far la guerra, scorribande o rapine.

[56] Sembra evidente che gli anziani stanno offrendo a Iefte l’investitura di giudice, cioè di condottiero, per combattere gli Ammoniti.

[57] Viene invocato Yhwh a testimone del patto tra gli anziani e Iefte.

[58] Le sue condizioni.

[59] È il territorio a est del Giordano dov’erano insediate le tribù di Ruben, Gad e metà della tribù di Manasse.

[60] Il verbo colpire indica di norma l’uccisione del nemico.

[61] Camos era il dio di Moab.

[62] Qui il singolare indica tutta la tribù di Efraim, stabilita a Ovest del Giordano.

[63] Anche qui si intende tutta Efraim.

[64] Nazir era colui che veniva consacrato alla divinità e doveva attenersi a precise regole di comportamento. Come nel caso di Samuele anche Sansone è consacrato già al momento del concepimento.

[65] Letteralmente la parola e “salirà” nel senso che salirà a Dio. Il commento è mio.

[66] Notare che non è più solo una pietra dove è stato sacrificato il capretto ma, è diventata ora un altare.

[67] La parola ebraica Ruach è femminile e ha molti significati: Vento (uragano, raffiche, brezza ecc.) Alito (fiato respiro sfera della propria interiorità ecc.) Passione (cuore, coraggio, furore, fortezza d’animo ecc.)

[68] Organizzarono dei festeggiamenti con gli amici della sposa.

[69] La frase del testo può essere tradotta “prima dell’arrivo del sole” oppure “prima di entrare in camera”

[70] Sempre esagerati con i numeri.

[71] La forma “asino degli asini” è come “Cantico dei cantici” cioè una forma superlativa, era la mascella di un grande asino!

[72] Sansone incomincia a cedere. Qui il TM manca di una frase che forse suonava così: “allora mi indebolirei e diventerei come un uomo comune”.

[73] Fu addetto a girare la macina.

[74] Erano un po’ alticci.

[75] Questo particolare è taciuto sia nella versione dei LXX sia nella Vulgata, anche la Cei lo nasconde traducendo con “si arrabbiò”.

[76] I Ghebusei erano il popolo che abitava allora Gerusalemme.

[77] Ben-iamin significa figli della destra.

[78] Con questa frase, tradotta letteralmente, in ebraico indica sempre che si ubriacavano o almeno bevevano in abbondanza.

[79] Belial è il nome di un demone, quindi gente iniqua.

[80] Come noto, il verbo conoscere in ebraico è usato anche per indicare gli atti sessuali etero e omosessuali.

[81] Letteralmente: “ciò che è meglio ai vostri occhi”

[82] Con questa espressione: “eredità di Israele” si intende la terra promessa, conquistata con le guerre di Giosuè, intesa appunto come una eredità elargita da Yhwh.

[83] Erano mancini.

[84] La frase si interrompe così. Anche i versetti che seguono sono abbastanza confusi, forse si tratta di due versioni malamente accostate.