LA VITTORIA DEL
FRONTE DEL NO
La storia della sinistra italiana
e la Riforma della Giustizia
Giuliano Vassalli, Augusto
Barbera, Stefano Ceccanti, Arturo Parisi, Sabino Cassese. Bastano questi nomi a
raccontare la storia della sinistra italiana a proposito della Riforma della
Giustizia, che è giunta a compimento con la Riforma Nordio e sottoposta a
referendum il 22/23 marzo 2026. Tutti questi illustri giuristi nonché politici
hanno sempre auspicato ciò che la Riforma Nordio prevede e voteranno SI.
(eccetto Augusto Barbera, defunto)
Questi giuristi, come studiosi
come ministri, come militanti nella sinistra italiana dal PSI al PCI come Cattolici
democratici, hanno fatto la storia della Giustizia incominciando con il
ministro Vassalli che rivoluzionò il processo penale da inquisitorio – retaggio
del fascismo – ad accusatorio, vero pilastro del garantismo a favore
dell’imputato. Essi hanno accompagnato il processo di ammodernamento delle
leggi sulla Giustizia che oggi giunge a compimento con il voto dei cittadini ai
quali chiedono il SI che loro stessi garantiscono per avere concorso a scrivere
questa storia.
Illustri giuristi e stimati
personaggi che hanno sostenuto il fronte del NO
Uno degli argomenti usato per
convincere gli italiani a votare NO è stato quello che bisognava preservare la
Costituzione Italiana minacciata dal referendum, persino il
cardinale Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha usato questo argomento; senza
contare tutti i magistrati che sono intervenuti, per i quali la Riforma metteva
a repentaglio la nostra bellissima Costituzione. Ebbene credo sia giusto dire e
scrivere che tutti costoro sono stati dei disonesti, moralmente e
intellettualmente; che da questi pessimi maestri non c’è nulla da imparare. Infatti,
loro sapevano di dire il falso perché la riforma non ha messo a repentaglio
nessun articolo della Costituzione, soltanto ne cambiava qualcuno e lo faceva
nel modo prescritto dalla Costituzione stessa. Cioè in modo assolutamente
legittimo. Da qui nasce il mio giudizio di persone disoneste, false e bugiarde.
Il contributo dei giovani al
successo del NO
Stando alle analisi fornite dai
media sembra che il voto giovanile dai 18 ai 34 anni, sia stato determinante
nel far vincere il NO, infatti la maggioranza di loro, più del 60% ha votato
per il NO. Ma è stato un voto contro il governo Meloni o contro la sinistra che
non c’è? Infatti, cosa dovrebbe fare una vera sinistra, dopo questo clamoroso
risultato: chiedere le dimissioni del Governo ed elezioni politiche anticipate.
Ma se ne guarda bene dal farlo!
Le mie opinioni non contano
nulla, tuttavia, io penso che questo Referendum abbia spaccato in due non solo
l’Italia, ma entrambi gli schieramenti, perché in entrambi gli schieramenti ci
sono stati voti difformi da quello proposto dallo schieramento di appartenenza,
e se è stato così – come suggeriscono gli analisti del voto - dovremmo
aspettarci un periodo piuttosto turbolento nella politica italiana, aggravato
inoltre dal contesto internazionale per le guerre in corso. Amen
E con questo saluto i miei
lettori sconosciuti e passo ad altro.