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mercoledì 25 marzo 2026

LA STORIA DELLA SINISTRA ITALIANA E LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

 

LA VITTORIA DEL FRONTE DEL NO

La storia della sinistra italiana e la Riforma della Giustizia

Giuliano Vassalli, Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Arturo Parisi, Sabino Cassese. Bastano questi nomi a raccontare la storia della sinistra italiana a proposito della Riforma della Giustizia, che è giunta a compimento con la Riforma Nordio e sottoposta a referendum il 22/23 marzo 2026. Tutti questi illustri giuristi nonché politici hanno sempre auspicato ciò che la Riforma Nordio prevede e voteranno SI. (eccetto Augusto Barbera, defunto)

Questi giuristi, come studiosi come ministri, come militanti nella sinistra italiana dal PSI al PCI come Cattolici democratici, hanno fatto la storia della Giustizia incominciando con il ministro Vassalli che rivoluzionò il processo penale da inquisitorio – retaggio del fascismo – ad accusatorio, vero pilastro del garantismo a favore dell’imputato. Essi hanno accompagnato il processo di ammodernamento delle leggi sulla Giustizia che oggi giunge a compimento con il voto dei cittadini ai quali chiedono il SI che loro stessi garantiscono per avere concorso a scrivere questa storia.

Illustri giuristi e stimati personaggi che hanno sostenuto il fronte del NO

Uno degli argomenti usato per convincere gli italiani a votare NO è stato quello che bisognava preservare la Costituzione Italiana minacciata dal referendum,  persino il cardinale Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha usato questo argomento; senza contare tutti i magistrati che sono intervenuti, per i quali la Riforma metteva a repentaglio la nostra bellissima Costituzione. Ebbene credo sia giusto dire e scrivere che tutti costoro sono stati dei disonesti, moralmente e intellettualmente; che da questi pessimi maestri non c’è nulla da imparare. Infatti, loro sapevano di dire il falso perché la riforma non ha messo a repentaglio nessun articolo della Costituzione, soltanto ne cambiava qualcuno e lo faceva nel modo prescritto dalla Costituzione stessa. Cioè in modo assolutamente legittimo. Da qui nasce il mio giudizio di persone disoneste, false e bugiarde.

Il contributo dei giovani al successo del NO

Stando alle analisi fornite dai media sembra che il voto giovanile dai 18 ai 34 anni, sia stato determinante nel far vincere il NO, infatti la maggioranza di loro, più del 60% ha votato per il NO. Ma è stato un voto contro il governo Meloni o contro la sinistra che non c’è? Infatti, cosa dovrebbe fare una vera sinistra, dopo questo clamoroso risultato: chiedere le dimissioni del Governo ed elezioni politiche anticipate.  Ma se ne guarda bene dal farlo!

Le mie opinioni non contano nulla, tuttavia, io penso che questo Referendum abbia spaccato in due non solo l’Italia, ma entrambi gli schieramenti, perché in entrambi gli schieramenti ci sono stati voti difformi da quello proposto dallo schieramento di appartenenza, e se è stato così – come suggeriscono gli analisti del voto - dovremmo aspettarci un periodo piuttosto turbolento nella politica italiana, aggravato inoltre dal contesto internazionale per le guerre in corso. Amen

E con questo saluto i miei lettori sconosciuti e passo ad altro.