mercoledì 25 marzo 2026

LA STORIA DELLA SINISTRA ITALIANA E LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

 

LA VITTORIA DEL FRONTE DEL NO

La storia della sinistra italiana e la Riforma della Giustizia

Giuliano Vassalli, Augusto Barbera, Stefano Ceccanti, Arturo Parisi, Sabino Cassese. Bastano questi nomi a raccontare la storia della sinistra italiana a proposito della Riforma della Giustizia, che è giunta a compimento con la Riforma Nordio e sottoposta a referendum il 22/23 marzo 2026. Tutti questi illustri giuristi nonché politici hanno sempre auspicato ciò che la Riforma Nordio prevede e voteranno SI. (eccetto Augusto Barbera, defunto)

Questi giuristi, come studiosi come ministri, come militanti nella sinistra italiana dal PSI al PCI come Cattolici democratici, hanno fatto la storia della Giustizia incominciando con il ministro Vassalli che rivoluzionò il processo penale da inquisitorio – retaggio del fascismo – ad accusatorio, vero pilastro del garantismo a favore dell’imputato. Essi hanno accompagnato il processo di ammodernamento delle leggi sulla Giustizia che oggi giunge a compimento con il voto dei cittadini ai quali chiedono il SI che loro stessi garantiscono per avere concorso a scrivere questa storia.

Illustri giuristi e stimati personaggi che hanno sostenuto il fronte del NO

Uno degli argomenti usato per convincere gli italiani a votare NO è stato quello che bisognava preservare la Costituzione Italiana minacciata dal referendum,  persino il cardinale Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha usato questo argomento; senza contare tutti i magistrati che sono intervenuti, per i quali la Riforma metteva a repentaglio la nostra bellissima Costituzione. Ebbene credo sia giusto dire e scrivere che tutti costoro sono stati dei disonesti, moralmente e intellettualmente; che da questi pessimi maestri non c’è nulla da imparare. Infatti, loro sapevano di dire il falso perché la riforma non ha messo a repentaglio nessun articolo della Costituzione, soltanto ne cambiava qualcuno e lo faceva nel modo prescritto dalla Costituzione stessa. Cioè in modo assolutamente legittimo. Da qui nasce il mio giudizio di persone disoneste, false e bugiarde.

Il contributo dei giovani al successo del NO

Stando alle analisi fornite dai media sembra che il voto giovanile dai 18 ai 34 anni, sia stato determinante nel far vincere il NO, infatti la maggioranza di loro, più del 60% ha votato per il NO. Ma è stato un voto contro il governo Meloni o contro la sinistra che non c’è? Infatti, cosa dovrebbe fare una vera sinistra, dopo questo clamoroso risultato: chiedere le dimissioni del Governo ed elezioni politiche anticipate.  Ma se ne guarda bene dal farlo!

Le mie opinioni non contano nulla, tuttavia, io penso che questo Referendum abbia spaccato in due non solo l’Italia, ma entrambi gli schieramenti, perché in entrambi gli schieramenti ci sono stati voti difformi da quello proposto dallo schieramento di appartenenza, e se è stato così – come suggeriscono gli analisti del voto - dovremmo aspettarci un periodo piuttosto turbolento nella politica italiana, aggravato inoltre dal contesto internazionale per le guerre in corso. Amen

E con questo saluto i miei lettori sconosciuti e passo ad altro.

martedì 24 marzo 2026

GLI ITALIANI HANNO DETTO NO ALLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

 Ha vinto il fronte del No, mi dispiace molto, io ho votato SI e ho sperato che vincesse il fronte del SI; peccato, non è stato così. Ancora una volta gli italiani hanno perso l'occasione di fare qualcosa di sinistra.

Ritornerò ancora una volta su questo argomento, con più calma e per fare alcune riflessioni, poi tornerò per sempre , finché avrò vita, allo studio della Bibbia Ebraica, il Vecchio Testamento, che ancora oggi contiene insegnamenti importanti per questo nostro mondo smarrito e caotico, a condizione che si ritrovi i due pilastri fondamentali dell'Antico Testamento: la fede in Dio e l'amore per la Giustizia.

venerdì 20 marzo 2026

PERLE RARE

 

PERLE RARE

Spulciando qua e là sui giornali digitali come il Foglio o come Linkiesta o anche il Corriere, si possono leggere cose assai carine e divertenti.

NICOLA GRATTTERI, Procuratore generale di Napoli, ha messo in galera  423 innocenti per ora, ma contiamo di più in futuro. Con le troppe cazzate esibite a reti unificate dai Gramellini, i Damilano, le Gruber, i Floris, i Formigli, le Berlinguer, i Ranucci e i Fazio, questo circo  Barnum del ceto medio riflessivo, che trova conforto alle proprie idee alla TV e sul giornale dell’editore Cairo,  tutti comprensibilmente compiaciuti fino a ieri, ma al momento tutti ritrosi, con quelle troppe cazzate in libertà, si diceva, ribadite anche meglio al Foglio per la penna della nostra amatissima Ginevra Leganza, dove ha minacciato quelli del Foglio dicendo: “Dopo il referendum faremo i conti con voi”!

Gramellini, l’uomo che sussurra al cuore delle lettrici. Un’altra perla.

Sono riuscito a dormire. Sognando di trovarmi a cena con un tipo che aveva rubato. E che continuava a rubare non già perché fosse costume di tutti i politici farlo, lui non smetteva piuttosto per la semplice ragione che: “mi viene più comodo”. Capirete l’incubo, interrotto per fortuna dall’alba. Quando, come ogni giorno, si nettano le protesi, si soddisfano necessità primarie e s’ingolla la solita ciofeca di caffè della solita Nestlé fintantoché, giunta l’ora, i giornali: l’adorato Foglio, la vergogna abituale del solito Fatto, per arrivare infine all’aristocrazia del Corriere della Sera e perciò, sul Corriere stesso, all’imperdibile Massimo Gramellini. Qui davvero si nascondeva l’angoscia mia: che tra il perbenista della mattina presto e il mascalzone della notte buia, la simpatia per il mascalzone debordava.

Sul Corriere di oggi c’è stato un dibattito tra Antonio Polito per il SI e gli argomenti per il NO,  affidati al grazioso giullare sempre presente alla corte della Gruber.

Io mi diletto molto, avendo tempo, a leggere sui giornali digitali, oltre tutto costano poco, perché - come diceva il compianto Guareschi-  non voglio portare il cervello all’ammasso; Nemmeno mi scordo del mai abbastanza apprezzato Ennio Flaiano, quasi un nostro contemporaneo: “Due sono i fascisti in Italia, i fascisti veri e propri e gli antifascisti”.

 

giovedì 19 marzo 2026

ANTONIO POLITO UN GIORNALISTA LIBERO E CORAGGIOSO

 

ANTONIO POLITO: Un giornalista libero e coraggioso

 Prima che leggiate questo articolo, per dovere di trasparenza vi avverto: l’autore dirà Sì al referendum sulla separazione delle carriere, pur non avendo votato per il centrodestra, che nel suo programma elettorale annunciava con chiarezza questa riforma. Aggiungo di aver scelto il Sì anche al referendum che nel 2020 ridusse il numero dei parlamentari, nonostante non avessi votato per i Cinquestelle che l’avevano voluto. E, per completare il quadro, confesso di aver detto No alla riforma costituzionale di Matteo Renzi.

Credo infatti che il valore dell’istituto referendario stia proprio nel non chiedersi, almeno per una volta, «a chi giova», ma «che cosa giova» al Paese. Nel decidere dunque con la propria testa, e non per lealtà di partito o in odio agli «altri». E penso che questo principio debba ispirare un giornale indipendente: a differenza dei fogli militanti, la sua funzione non è di mobilitare i lettori per obiettivi politici, ma di orientarli su norme e valori.

Se si guardano così le cose, allora risulta (perlomeno a me) evidente che la riforma in discussione non «stravolge» affatto la Costituzione, ma anzi la attua e la completa; e che quindi tutte le solite intimazioni («giù le mani», «non si tocca») questa volta sono davvero infondate. È singolare che ogni discorso in favore del No dimentichi (o censuri) proprio un articolo della Carta: il 111. Fu approvato nel 1999 quando al governo c’era il centrosinistra, ma con la convergenza bipartisan del centrodestra. 

Il testo dice che «ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizione di parità, davanti a un giudice terzo e imparziale». La Costituzione contiene dunque già il principio che ispira la separazione delle carriere; perché se il pm è una delle due parti, cioè l’accusa, non può essere consanguineo, stare nella stessa carriera professionale e nello stesso organo di autogoverno, con un giudice «terzo e imparziale». Una «parte imparziale» è un ossimoro: ricordo il titolo di un saggio dell’avvocato Giacomo Matteotti, la vittima più illustre del fascismo, Il pubblico ministero è parte.

Sarò un inguaribile idealista, ma ritengo che i principi in democrazia siano importanti. Ne discendono enormi conseguenze per i diritti dei cittadini. La divisione in due del Csm, uno per i pm e l’altro per i giudici, e l’istituzione di un’Alta Corte per i procedimenti disciplinari, ne sono solo l’applicazione. È vero che il sorteggio può suonare strano per un organo che è abitualmente definito sui giornali il «parlamentino dei giudici», proprio perché lo si elegge su liste di correnti (veri e propri «partiti» interni alla magistratura) e gli si attribuiscono compiti di rappresentanza politica nei confronti degli altri poteri dello Stato. 

Ma anche qui sono andato a rileggere la Costituzione, articolo 105: «Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati». Stop. Non trovo traccia di «parlamentini». Solo funzioni di alta amministrazione, che anche un magistrato indipendente dalle correnti può benissimo svolgere. Limitando cosi il rischio di cordate, favori, do ut des, o peggio ancora veri e propri «mercati delle vacche», come quello emerso nel Csm del «caso Palamara».

Arturo Parisi, fondatore dell’Ulivo, si è espresso con analoghi argomenti a favore del Sì, ma aggiungendo: «senza illusioni di vittoria»; perché «da troppo tempo il Paese è attraversato a destra come a sinistra da ricorrenti tempeste di populismo di tipo qualunquista. Un sentimento dove la distinzione tra l’accusa e il giudizio fatica a farsi strada, essendo già la prima una sentenza che attende solo conferma». Il modo in cui si è svolta la campagna referendaria ha confermato in pieno il suo pessimismo.

Si era promesso di non «politicizzare» la consultazione referendaria. Ci siamo invece ricascati in pieno. Il fronte del No esplicitamente, invitando a votare contro Giorgia Meloni. Esponenti del Pd come Goffredo Bettini, che si erano apertamente espressi per il Sì, hanno comunicato di aver cambiato idea per sfruttare l’occasione di dare un colpo al governo. Bugie, falsi allarmi, arruolamenti di defunti e processi alle intenzioni sono stati usati a piene mani, approfittando della complessità della materia.

Ma anche il centrodestra, attento a ribadire che il governo non si dimetterà in ogni caso, ha finito con il «politicizzare» la sua campagna nel modo peggiorecontro i magistrati. Si è attribuito alla riforma il potere di mettere fine a errori giudiziari, di evitare assoluzioni di spacciatori e pedofili, di liberare bambini nel bosco, tutte cose che non sono e non possono essere lo scopo della riforma. La quale però potrebbe provocare un effetto indiretto sul funzionamento del nostro sistema giudiziario. Considerando il numero elevatissimo di assoluzioni che ci sono in Italia, un vero e proprio record, si deve infatti pensare che molti processi nascano in realtà già morti nella fase delle indagini preliminari; e che, invece di essere archiviati subito, la solidarietà professionale dei giudici nei confronti dei pm ne prolunghi l’agonia per anni con il rinvio al dibattimento, dilatando cosi i tempi del processo (in spregio alla Costituzione, che prescrive una «ragionevole durata»).

C’è poi una forma più sofisticata di «politicizzazione», quella cui ha fatto ricorso Mario Monti sul Corriere con un seducente sillogismo: se la Meloni è amica di Trump, e Trump è contro lo Stato di diritto, allora anche il Sì lo sarà. Ma, come ha detto la giudice Bernadette Nicotra, che è stata anche procuratore e ora è membro del Csm, «nel testo definitivo non c’è un solo articolo che sottoponga il pm all’esecutivo». E per quanto il contesto internazionale possa contare, il testo a mio parere conta di più.

NB. Questo articolo è apparso sul Corriere della Sera il giorno 18 marzo 2026

 

martedì 17 marzo 2026

IL FRONTE DEL SI E IL FRONTE DEL NO

 Il giornale di Brescia offre ogni giorno occasioni interessanti per qualche riflessione. Oggi, 17 marzo, c'è un'intera pagina dedicata al referendum di domenica prossima, dove mette a confronto i due fronti che si battono per il SI o per il NO. Il fronte del NO è rappresentato da una bella foto dell'on. Antonio Girelli e del senatore Alfredo Bazoli, i quali argomentano il loro NO attribuendo al Governo Meloni malevole intenzioni, le quali non sono scritte nella riforma ma, memori della famosa battuta di Andreotti: "A pensar male si fa peccato, ma si indovina quasi sempre", i due parlamentari le danno per sicure. Tuttavia, l'argomento dirimente per il loro NO è il metodo usato dal governo, e la cosa mi stupisce molto, soprattutto che sia il senatore Bazoli a sostenerlo. Egli essendo membro della commissione giustizia, sa benissimo che il metodo usato dal ministro Nordio per la sua riforma, è quello previsto dalla Costituzione stessa e usato per l'addietro anche dai governi di sinistra. Vale a dire: dopo due letture a distanza di tempo nelle due camere parlamentari, Senato e Camera, non avendo ottenuto i 2/3 dei voti, la riforma viene sottoposta a referendum. Non giova alla sua credibilità tanta disinvoltura nel divulgare notizie non vere. Naturalmente io mi auguro che vinca il SI perché sarebbe il compimento di un percorso iniziato con la riforma del ministro Vassalli e sempre sostenuto dalla sinistra, PCI e PD compresi.

lunedì 16 marzo 2026

I SALMI DI DAVID. SECONDO LIBRO DEL SALTERIO

 

I SALMI DI DAVID

(I Salmi di David sono presenti solo nel primo e nel secondo libro del Salterio e, come già detto ne ho tradotto solo alcuni di mio gradimento)

LIBRO SECONDO

 

51- (Nun-alef) Al maestro del coro, Salmo di David.

2) Quando venne da lui Natan, il profeta, perché era andato da Bet-sabea.

3) Pietà di me o Elohim, come la tua misericordia così sia abbondante la tua compassione: cancella il mio peccato!

4) Sii generoso! Delle mie colpe lavami; dei miei peccati purificami.

5) Giacché io conosco le mie colpe; il mio peccato è davanti a me sempre.

6) Contro te, contro te solo ho peccato; il male ho commesso ai tuoi occhi, per questo sei giusto nella tua sentenza, limpido nel tuo giudizio.

7) Certo, nella colpa sono stato contaminato, nel peccato mia madre ha condotto la mia gestazione[1].

8) Certo! La verità tu desideri nell’intimo e nel segreto la sapienza tu mi fai conoscere.

9) Purificami con l’issopo e sarò puro; lavami e sarò più bianco della neve.

10) fammi sentire gioia e allegria e siano messe a nudo le ossa che hai spezzato.

11) Nascondi il tuo volto ai miei peccati e tutte le mie colpe cancella.

12) Crea per me un cuore puro o Elohim! Un nuovo soffio vitale dentro di me!

13) Non scacciarmi dalla tua presenza e il tuo soffio di vita non strapparlo da me.

14) Fai tornare in me la gioia e la tua salvezza e l’alito vitale donami e sostienimi.

15) Insegnerò ai ribelli le tue vie e i peccatori torneranno da te.

16) Liberami dal sangue o Elohim, mio Elohim! Tu sei il mio aiuto; esulterà la mia lingua per la tua giustizia.

17) Signore mio, apri le mie labbra e la mia bocca proclamerà la tua lode.

18) Poiché non gradisci i sacrifici, io non ne farò; gli olocausti non li apprezzi.

19) Il sacrificio o Elohim, di un essere vivente, affranto; il cuore spezzato, infranto, o Elohim, tu non disprezzi.

20) Sii buono nella tua benevolenza per Sion, ricostruisci le mura di Gerusalemme.

21) Allora gradirai sacrifici di giustizia, olocausti integri[2] ; allora sul tuo altare saliranno i tori.

Fine

 

52) (Nun-bet) Al maestro del coro; Maskil. Di David.

2) Quando l’idumeo Doeg andò da Saul per informarlo e dirgli “David è entrato in casa di Achimelek”.

3) Cosa ti vanti del male o temerario? La benevolenza di El (dio) è di tutti i giorni.

4) Essendo il pensiero nella tua lingua come un rasoio  affilato, sei autore di menzogne!

5) Tu ami il male più del bene; la menzogna più della parola giusta. (sela)[3]

6)Ami tutte le parole del male, lingua menzognera.

7) Anche El (dio) ti combatterà sempre e ti punirà; ti strapperà dalla tenda e la tua stirpe dalla terra dei vivi.

8) E i giusti vedranno, avranno timore e rideranno di lui.

9) Ecco il forestiero, colui che non poneva Elohim  a sua difesa ma confidava nella sua abbondante ricchezza e si faceva forte dei suoi crimini.

10) Ma io sono come olivo frondoso nella casa di Elohim, confidando nella misericordia di Elohim finché dura nel tempo.

11) Ti loderò Elohim per quanto ha fatto; innalzerò il tuo nome perché  buono, davanti ai tuoi fedeli.

Fine

53) (Nun.ghimel) Al maestro del coro. Su macalat[4]. Maskil. Di David.

2) Pensa lo stolto nel suo cuore: Elohim non c’è! Si sono rovinati e sanno essere ripugnanti nel crimine; non ce n’è che faccia il bene.

3) Elohim dal cielo rivolge il suo sguardo sui figli dell’uomo, per vedere di cogliere qualcuno che cerca Elohim.

4) Ma tutto in loro è scoria, tutti loro insieme sono corrotti; non c’è chi faccia il bene, non ce n’è neanche uno.

5) E non sanno i malfattori che la loro condotta di divoratori, il mio popolo mangiano come pane; senza invocare Elohim?

6) Allora, si spaventeranno di grande paura, non è una sorpresa, perché Elohim disperde le ossa del tuo aggressore, e tu li farai vergognare, perché Elohim li ha disprezzati.

7) Chi darà a Sion la vittoria a Israele; quando Elohim si volgerà verso il suo popolo, esulterà Giacobbe, gioirà Israele.

Fine

 

54 (Nun-dalet) Al maestro del coro. Per strumenti a corda. Maskil. Di David.

2) Quando vennero gli Ziffim[5] e dissero a Saul: non è forse David che si nasconde da noi?

3) Elohim, nel tuo nome salvami! E per il tuo potere rendimi giustizia!

4) Elohim ascolta la mia preghiera, presta l’orecchio alle parole della mia bocca.

5) Perché stranieri si sono levati contro di me, e terribili, tentano alla mia vita; e non elevano Elohim dinnanzi a loro. (sela)

6) Ecco Elohim mi sostiene; il mio Signore fra i sostenitori della mia vita.

7) Rivolgi il male a chi mi vuol dominare; nella tua fedeltà mettili a tacere.

8) Io farò un sacrificio spontaneo per te; loderò il tuo nome Yhwh perché sei buono.

9) Perché da ogni disgrazia mi hai liberato; i miei occhi hanno visto i miei nemici.

Fine

56 (Nun-uau) Al maestro del coro. Su “Colombe silenziose e lontane”. Di David sconfitto. Miktam[6]. Quando lo acciuffarono i Filistei a Gad.

2) Pietà di me o Elohim; qualcuno mi brama ogni giorno, per divorarmi e schiacciarmi.

3) Bramano i miei avversari tutto il giorno, perché sono molti che si scaldano contro di me; o Eccelso.

4) Il giorno che avrò paura, io mi affiderò a te.

5) Di Elohim loderò la sua parola; a Elohim mi affido; non avrò paura; che cosa mi può fare una creatura umana.[7]

6) Tutti i giorni stravolgono le mie parole; contro di me progettano i loro piani di iniquità.

7) Mi intimidiscono, essi scrutano le mie mosse; spiano come attentare alla mia vita.

8) Nonostante la condotta iniqua, la scampano sempre; con ira abbatti i popoli o Elohim.

9) I passi del mio girovagare tu li hai contati; metti le mie lacrime nel tuo otre. Non sono già numerate nel tuo libro?

10) Allora i miei nemici volteranno le spalle, nel giorno che invocherò; questo io so, che Elohim è con me.

11) Di Elohim io lodo la parola; di Yhwh io lodo la parola.

12) In Elohim ho confidato, non ho timore; cosa mi potrà fare l’uomo?

13) Ogni mia promessa adempirò; a te io compirò i sacrifici promessi.

14) Giacché tu hai salvato la mia vita dalla morte ed anche i miei piedi dal cadere, per farmi camminare davanti a Elohim nella luce dei viventi.

Fine

 

57 (Nun-zain) Al maestro del coro. “non distruggere”. Di David. Miktam. Quando lui fuggì nella caverna per evitare Saul.

2) Pietà Elohim, pietà di me perché in te trova rifugio la mia vita e all’ombra delle tue ali io mi rifugio, fin quando passerà la sventura.

3) Io invocherò Elohim l’Altissimo; è El (dio) che realizza per me.

4) Egli manderà dal cielo e sarà la mia salvezza; oltraggio per chi anela alla mia vita (sela). Manderà Elohim la sua benevolenza e la sua verità.

5) La mia vita in mezzo ai lattanti[8], vorrei coricarmi per essere caldo[9]; gli uomini (i figli d’uomo) il loro denti sono lance e frecce e la loro lingua una spada aguzza.

6) Alzati sopra i cieli o Elohim; sopra tutta la terra sia la tua gloria.

7) Una rete hanno preparato per i miei passi, per sottomettere la mia vita; hanno scavato davanti a me una fossa cadendovi dentro. (sela)

8) Saldo è il mio cuore o Elohim, saldo è il mio cuore. Io canterò e farò musica.

9) Svegliati! Bellezza mia! Svegliati arpa e cetra, voglio svegliare l’aurora.

10 ) Ti farò conoscere fra i popoli o mio Signore; canterò di te a tutte le genti.

11) Perché grande fino al cielo è la tua benevolenza e fino alle nuvole la tua verità.

12) Alzati sopra i cieli o Elohim, sopra tutta a terra sia la tua gloria.

Fine

59 (Nun-teth) Al maestro del coro: “Non distruggere”. Di David. Miktam. Quando Saul mandò (le guardie) a controllare; sorvegliarono la casa per ucciderlo.

2) Salvami dai miei nemici, mio Elohim! Da in mezzo a chi mi si rivolta. Fammi stare al sicuro!

3) Salvami da chi compie delitti e da uomini sanguinari, salvami!

4) Poiché ecco, sono in agguato per la mia vita; si stringono contro di me i violenti; senza delitti né trasgressioni da parte mia, o Yhwh!

5) Non c’è delitto, eppure corrono e colpiscono; svegliati a venirmi incontro, guarda!

6) Tu Yhwh Elohim degli eserciti destati! Chiedi conto a tutte le genti, non aver pietà di tutti i criminali traditori.

7) Ritornano la sera, ringhiano come cani e girano in città.

8) Ecco cosa scaturisce dalle loro bocche, da quel che dicono le loro labbra, spade taglienti: chi ci ascolta?

9) Ma tu Yhwh ridi di loro, ti burli di tutte le genti.

10) Il potere è loro, ma tu sei con me; io sorveglierò affinché Elohim mi difenda.

11) La benevolenza del mio Elohim mi precederà; Elohim mi farà vedere i miei avversari[10].

12) Tu non li uccidere, così il mio popolo non li dimenticherà. Siano essi dispersi dalla tua forza; mio Signore nostro scudo.

13) La colpa della loro bocca sono le parole del loro linguaggio, nella loro superbia sono conquistati dalle loro imprecazioni e dalle menzogne che raccontano.

14) Distruggi cin ira! Distruggi in modo che spariscano; così sapranno che Elohim governa su Giacobbe[11], fino ai confini della terra. (sela)

15) Ritorneranno di sera, abbaiando come un cane e gireranno per la città.

16) Essi vagheranno per il cibo, ma non si sazieranno e passeranno la notte.[12]

17) Io canterò la tua forza e al mattino esulterò per la tua benevolenza; perché tu sei un baluardo per me, mio rifugio nel giorno del pericolo.

18) Mia Forza! Io suonerò musica perché Elohim è mio baluardo, il mio Elohim è la mia bontà.

Fine

 

58 (Nun-chet) Al maestro del coro- Di David. Miktam.

2) Ma veramente il potere giudiziario sentenzia con giustizia? I figli dell’uomo sono giudicati da giudici integri e onesti?[13]

3) No! Nel cuore concepite azioni inique; sulla terra le vostre mani soppesano la violenza.

4) I malvagi si allontanano fin dal grembo materno; i menzogneri dal grembo smarriscono le parole[14].

5) Loro contengono veleno[15] come copia del contenuto del serpente[16], come l’aspide sorda che non ascolta.

6) La quale non ascolta la voce dei sortilegi, dello stregone abile e scaltro.

7) Elohim distruggi i due denti nella loro bocca; le zanne dei leoncelli distruggi.

8) Si sciolgano come le acque e come esse scorrano via! Come erba calpestata sia il loro tragitto e inaridiscano!

9) Camminano come una lumaca marcia, come aborto di donna non nato, che non vedano il sole!

10) Prima che giungano a far sbocciare i loro rovi, come nel fuoco della collera, siano travolti.

11) Gioirà il giusto perché vedrà la vendetta e i suoi piedi risciacquerà nel sangue del malvagio.

12) Dirà l’uomo: allora c’è un frutto per il giusto ed è Elohim che amministra la giustizia sulla terra.

Fine

 

60 (Mem) Al maestro del coro. “Il giglio della testimonianza”, Miktam. Di david. Da insegnare.

2) Quando uscirono[17] contro Aram-Naaraim e contro Aram-Zoba e nel tornare Joab colpì Edom nella valle del sale; dodicimila ne uccise.

3) Elohim ci hai ripudiato, ci hai aperto una breccia, indignato; ritorna da noi!

4) Hai fatto sussultare la terra, l’hai incrinata; guarisci le sue fratture perché sta cedendo.

5) Hai fatto vedere al tuo popolo che sei un duro; ci hai dato da bere vino da vertigini.

6) Ai dato ai timorosi un’insegna per fuggire davanti agli arcieri. (sela)

7) Affinché siano protetti i tuoi amici; salvaci con la tua destra e rispondici.

8) Elohim parlò nel suo santuario: esulterò e spartirò Sichem; la fossa di Sucot misurerò.

9) Mia è Galad, mio è Manasse e Efraim è l’elmo del mio capo; Giuda lo scettro del comando.

10) Moab marmitta per le mia abluzioni; in Edom getterò i  miei sandali; per te Filistea saprò essere cattivo.

11) Chi mi porterà nella città fortificata? Chi mi condurrà fino a Edom?

12) Chi, se non tu o Elohim che ci respingi e non esci, o Elohim, coi nostri eserciti?

13) Nel nostro affanno aiutaci contro il nemico; vana è la salvezza dell’uomo!

14) Con Elohim noi faremo un esercito ed esso calpesterà i nostri nemici.

Fine

 

61 (Mem-alef) Al maestro del coro. Su neghinat[18]. Di David.

2) Ascolta Elohim il mio entusiasmo e presta attenzione alla mia preghiera.

3) Dalle estremità della terra a te mi rivolgo quando vien meno il mio cuore; su una rupe più alta di me tu mi conduci.

4) Perché tu sei rifugio per me; grande forza davanti al nemico.

5) Voglio alloggiare nella tua tenda per sempre; voglio rifugiarmi al riparo delle tue ali. (sela)

6) Perché tu Elohim hai ascoltato i miei voti e hai dato l’eredità a chi teme il tuo nome[19].

7) Giorni e giorni al re, allontana la sua fine; siano i suoi anni come generazioni e generazioni

8) Sieda per sempre davanti a Elohim; dalla misericordia e dalla fedeltà sia protetto.

9) Così suonerò con l’arpa i suo nome fino a compiere i miei voti giorno dopo giorno.

Fine

63 (Mem-ghimel) Salmo di David. Quando era nel deserto della Giudea.

2) Elohim tu sei il mio El (dio); dal mattino presto io ti cerco; ha sete di te la mia vita; così come di te ha sete la mia carne, in questa landa arida, esausta e senz’acqua.

3) Così nel santuario ti contemplo nel vedere la tua forza e la tua gloria[20].

4) Giacché è meglio la tua misericordia più della vita; le mie labbra ti loderanno.

5) Così io ti benedirò per la mia vita; nel tuo nome alzerò il palmo delle mie mani.

6) Come grasso e sugna[21] tu sazierai la mia vita e le mie labbra con grande giubilo ti loderà la mia bocca.

7) Se mi ricordo di te quando mi corico, quando penso alle veglie notturne, a te io ripenso.

8) Perché tu sei stato un aiuto per me e all’ombra delle tue ali ho esultato.

9) E’ stretta a te e ti segue la mia vita, perché la tua destra mi sostiene.

10) coloro che sparlando di me minacciano la mia vita, siano sprofondati sotto terra.

11) Siano consegnati nelle mani della spada; la loro sorte: preda delle volpi saranno.

12) E il re gioirà in Elohim; e sarà esaltato chiunque si sarà impegnato con giuramento per lui. Poiché sarà chiusa la bocca a chi pronuncia menzogna.

Fine

65 (Mem-he) Al maestro del coro. Salmo. Di David. Canto

2) Per te il silenzio ti loda o Elohim di Sion; in te si conclude ogni voto.

3) Le preghiere ascolti; a te verranno tutti i viventi[22].

4) Le azioni criminose sono più forti di me; ma tu i nostri delitti perdonali.

5) Felice colui che hai scelto e a lui sei vicino; abiterà nel tuo atrio e fruirà del meglio della tua casa, nella parte sacra del tuo santuario.

6) Tu ci risponderai con prodigi di giustizia, o Elohim della nostra salvezza, confidano tutti, dalle estremità della terra e dai mari più lontani.

7) Con la tua forza dai stabilità ai monti e cingi noi con la tua potenza.

8) Placandoli, stanno tranquilli i mari, stanno tranquilli i segreti che nascondono[23] e la moltitudine dei popoli.

9) Stupiscono gli abitanti che sono lontani per i tuoi prodigi; quando sorgono al mattino e quando tramontano la sera; tu li fai gridare di gioia[24].

10) Tieni d’occhio la terra e fai precipitazioni abbondanti[25] e la fai prosperare; il canale di Elohim è colmo di acque; tu prepari loro il grano perché così tu la prepari[26].

11) Tu con l’acqua che fai scendere irrighi le zolle; con la pioggia persistente tu proteggi i suoi germogli, che tu benedici.

12) Tu circondi l’annata con la tua benevolenza e le tue messi crescono rigogliose.

13) Stillano acqua le oasi del deserto e la gioia delle colline avvolge i loro fianchi.

14) Si rivestono i prati di greggi e le valli si coprono di frumento; si griderà ma si canterà.



[1] I due verbi di questo versetto del testo masoretico, hanno il primo il significato di contaminare profanare; il secondo più difficile da interpretare: una gestazione peccaminosa. Ora la traduzione dei LXX traduce entrambi con “concepire” lo stesso fa S.Girolamo. Mentre le traduzioni italiane traducono il primo con “generato” il secondo con “concepire”. C’è da osservare che i testi che traducono i LXX, quello di S.Girolamo e il TM, non sono gli stessi testi perché distano tra loro parecchi secoli.

[2] Cioè animali senza difetti.

[3] Ricordo che sela è uno strumento musicale che accompagnava il canto del salmo.

[4] Macalat: è un cerchio usato dalle danzatrici per danzare durante il canto del salmo. (Dizionario)

[5] Abitanti della valle di Zif.

[6] Il termine indica un tipo di Salmo è usato per altri sei Salmi nell’intero Salterio.

[7] Il testo usa un termine ebraico che significa “carne”. Il termine indica sempre ogni essere vivente e quindi anche l’uomo.

[8] Nel testo masoretico la parola “cuore di mamma” significa esattamente lattanti, ma tutte le traduzioni italiane riportano leoncelli come la versione greca dei LXX.

[9] Anche questo versetto di difficile traduzione, essendo un verbo coortativo, io lo traduco come un desiderio. Implicherebbe anche un qualche piacere sessuale.

[10] Ovviamente “in rovina, distrutti”

[11] Giacobbe inteso come tutto Israele.

[12] Naturalmente affamati.

[13] Il versetto è tradotto con un poco di libertà, il testo è molto più stringato, ma anche poco chiaro.

[14] Si intende parole di giustizia

[15] Il testo usa un termine che potrebbe essere tradotto come “otre, recipiente, ghiandola”.

[16] A parer mio qui c’è un riferimento al serpente di bronzo forgiato da Mosè guardando il quale non si veniva morsicati e sarà venerato nel tempio fino al tempo di Giosia.

[17] Il Verbo “Uscire” in questo contesto indica andare in battaglia contro qualcuno. Frequente quest’uso nel racconti biblici.

[18] La parola “neghinat” significa canzonetta, in altri contesti potrebbe indicare uno strumento musicale.

[19] Temere il nome di Yhwh – giova ricordarlo – non significa aver paura del castigo di Yhwh, ma di adempiere i suoi precetti.

[20] Questo versetto  induce alcuni esegeti a immaginare che nel santuario ci fosse una statua di Elohim.

[21] Metafore per indicare sazietà e benessere.

[22] Il testo usa il termine “carne” che indica tutti gli esseri viventi.

[23] Si allude al fragore delle onde quando il mare è tempestoso.

[24] Questo versetto è tradotto con qualche libertà, ma il senso è corretto.

[25] Precipitazioni di acqua. Il verbo può essere confuso con il verbo irrigare, che hanno radice quasi simile, come fanno alcune traduzioni.

[26] La terra ovviamente.