martedì 16 giugno 2026
DI QUALE PACE SI TRATTA
Ancora una volta, il tentativo degli americani di abbattere il regime degli ayatollah è fallito. Dopo i tentativi di Jimmy Carter, dopo le disastrose primavere arabe di Obama, dopo i tira e molla di Tramp, il regime è ancora in piedi, lo stretto di Ormuz è ancora chiuso e il presidente americano festeggia questo trattato di cui ancora non si conosce il testo, che - così sembra - sancisca semplicemente una tregua di sessanta giorni e nulla più. E si illude che anche gli Israeliani lo seguano in Libano e in Palestina. Trump non ha mai saputo nemmeno lui perché è entrato in guerra e nemmeno adesso sa perché abbia fatto la pace. Non è così per lo stato d’Israele minacciato a nord dagli Hezbollah e a sud da Hamas, milizie armate dall’Iran per far scomparire lo stato d’Israele dalla Palestina. Questa guerra non è di quelle che si possano concludere con un trattato di pace, questa guerra finirà con un vincitore e uno sconfitto. Non occorre essere dei Pico della Mirandola per capire che le cose stanno così. Le vittime incolpevoli di questo stato di cose sono gli inermi cittadini della Palestina, del Libano e di Israele. Tuttavia, giova qui ricordare che gli israeliani combattono per la loro sopravvivenza.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento