domenica 21 giugno 2026

OTTANT'ANNI DEL COMUNE DI BRESCIA

Il mio amico Roberto Rossini, attuale presidente del Consiglio comunale di Brescia, in una lettera pubblicata sul GdB di oggi, spiega il motivo della sua iniziativa che si svolgerà lunedì 22 giugno in Loggia, dove sono stati invitati tutti i consiglieri comunali eletti dal 1945, dopo la Liberazione, alcuni dei quali è facile presumere che nel frattempo siano passati a miglior vita. Traccia quindi un riassunto storico del Consiglio comunale, ad uso degli ignoranti, iniziando con il podestà di epoca fascista giungendo fino all’attuale Sindaca. Un riassunto adattabile, cambiando solo il nome, a qualsiasi comune della provincia bresciana, se non di tutta la Lombardia. Non vengono citati nessuno dei sindaci che si sono succeduti in Loggia, nemmeno quelli che hanno concluso una o più tornate amministrative, benché siano in tutto, sorretti da maggioranze politiche diverse, non più di una decina. Che sono poi quelli che hanno fatto la storia della nostra città. Tralascio di citare le banali descrizioni sociologiche con le quali Rossini si dilunga a illustrare cos’è accaduto in questi ottant’anni, ignaro evidentemente dei lavori di storici o di giornalisti ben più attrezzati di lui che hanno scritto su questi anni. Io sono stato interpellato per partecipare, ho risposto della mia impossibilità a muovermi. Dopo aver letto la sua lettera di stamane devo dire che la mia presenza sarebbe servita solo a sostenere la campagna elettorale della sindaca Castelletti, che non gode attualmente della mia stima, mentre la stima del mio amico Rossini l’ho perduta già da tempo. Brescia 21 giugno 2026

sabato 20 giugno 2026

ATTI DI VIOLENZA AL PARCO LIBERINI

E' accaduto ieri, al parco Guido Alberini, un giovane nigeriano con problemi psichiatrici ha aggredito due bambini che giocavano nel parco prendendoli alla gola tentando di strangolarli. La prontezza della madre di uno di loro e l'intervento del padre pakistano di altri bambini lo hanno immobilizzato e consegnato alla polizia. Alcuni commenti che compaiono sul GdB di oggi mettono in evidenza la difficoltà che le famiglie incontrano per curare malattie mentali dei propri familiari. Qui la responsabilità dei governi e della Regione Lombardia mi pare incontestabile, l'attenzione e gli investimenti per questo genere di disagio sono troppo pochi o male organizzati. Anche la nostra sindaca Castelletti ha fatto sentire la sua voce, naturalmente indignata, ti pareva; e con tono sentenzioso e perentorio ha dichiarato:"...però, molti cittadini faticano a comprendere come, dopo un episodio di questo tipo,la persona si trovi agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. È una situazione che evidenzia una distanza palese tra il sentimento diffuso nella popolazione e le risposte che lo Stato riesce a fornire di fronte a fatti che coinvolgono minori e suscitano sconcerto". Ma questo nigeriano è un malato mentale, era bisognoso di assistenza psichiatrica, questa è la critica da fare al governo.

martedì 16 giugno 2026

DI QUALE PACE SI TRATTA

Ancora una volta, il tentativo degli americani di abbattere il regime degli ayatollah è fallito. Dopo i tentativi di Jimmy Carter, dopo le disastrose primavere arabe di Obama, dopo i tira e molla di Tramp, il regime è ancora in piedi, lo stretto di Ormuz è ancora chiuso e il presidente americano festeggia questo trattato di cui ancora non si conosce il testo, che - così sembra - sancisca semplicemente una tregua di sessanta giorni e nulla più. E si illude che anche gli Israeliani lo seguano in Libano e in Palestina. Trump non ha mai saputo nemmeno lui perché è entrato in guerra e nemmeno adesso sa perché abbia fatto la pace. Non è così per lo stato d’Israele minacciato a nord dagli Hezbollah e a sud da Hamas, milizie armate dall’Iran per far scomparire lo stato d’Israele dalla Palestina. Questa guerra non è di quelle che si possano concludere con un trattato di pace, questa guerra finirà con un vincitore e uno sconfitto. Non occorre essere dei Pico della Mirandola per capire che le cose stanno così. Le vittime incolpevoli di questo stato di cose sono gli inermi cittadini della Palestina, del Libano e di Israele. Tuttavia, giova qui ricordare che gli israeliani combattono per la loro sopravvivenza.

domenica 14 giugno 2026

ANCH'IO SONO "SIONISTA"

 

Erri De Luca a Gerusalemme: “Sono un sionista e a Gaza non c’è nessun genocidio”

"Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria", dice lo scrittore napoletano a Israel Hayom. “Gli insulti della cricca letteraria non mi toccano"

25 MAG 26
Ultimo aggiornamento: 15:09
Immagine di Erri De Luca a Gerusalemme: “Sono un sionista e a Gaza non c’è nessun genocidio”

Foto Ansa


Quando l’orrore è arrivato la mattina del 7 ottobre, De Luca ha seguito i resoconti dalla sua casa isolata, con la comprensione immediata che qualcosa nei vecchi sistemi concettuali era completamente crollato. La sua analisi degli eventi non è politica e non si traduce nei cliché familiari dei media stranieri. “La prima cosa che mi ha colpito quella mattina è stata l’assoluta mancanza di preparazione, l’allarmante assenza di difesa militare nella zona. Non c’era difesa lì. La risposta iniziale è stata interamente sulle spalle di singoli individui che hanno mostrato una selvaggia ingegnosità e hanno combattuto da soli contro la morte. Ma oltre al fallimento operativo o di intelligence tattica, sono convinto che ci sia stata una ‘ignoranza volontaria’ da parte del vostro governo. C’è stato un rifiuto cosciente e profondo di capire la situazione, e il risultato è stato il prezzo più terribile di tutti, qualcosa che non si sarebbe nemmeno potuto immaginare”. Ciò che rende il massacro del 7 ottobre ancora più orribile e distinto nella lunga storia delle persecuzioni degli ebrei, secondo De Luca, è l’elemento del rapimento di civili.
“Sento gente usare il termine pogrom, ma ciò che è accaduto qui è stato peggiore e più sofisticato di un pogrom. Nei classici pogrom europei i rivoltosi non prendevano ostaggi su questa scala. Venivano, uccidevano, distruggevano e se ne andavano. Qui l’uso massiccio di ostaggi e la loro detenzione nelle gallerie aggiungono una dimensione di crudeltà pianificata e razionale che rende questo evento qualcosa di brutto e diverso da tutto ciò che abbiamo conosciuto nella storia moderna”. Sente che “Israele sta combattendo ora quella che è assolutamente l’ultima guerra nella struttura a noi familiare, a Gaza, in Libano e in Iran. Dovete cercare di liberarvi di Hamas e Hezbollah politicamente e operativamente, e vedo piccoli segnali che questo è possibile. Il fatto che si siano tenute recentemente elezioni locali a Deir al-Balah per la prima volta in 20 anni, e che Hamas non abbia avuto posto né piede in esse, mostra che c’è la possibilità che il popolo palestinese capisca di doversi liberare di loro per sopravvivere”.
Per spiegare il paradosso per cui la libertà interna nasce proprio dalla sconfitta esterna, De Luca torna all’Italia della Seconda guerra mondiale. “L’Italia è riuscita a liberarsi del fascismo di Mussolini solo perché ha perso completamente la guerra e perché le forze alleate, gli americani, gli inglesi e anche la Brigata ebraica, hanno occupato il paese. Nessun popolo può liberarsi da solo di un regime totalitario interno senza uno shock esterno schiacciante. Guardate cosa è successo in Spagna: Franco non è entrato nella guerra mondiale, non è stato sconfitto militarmente, e quindi il fascismo è sopravvissuto indisturbato fino agli anni 70. Lo stesso è accaduto in Argentina. La dittatura militare della giunta è caduta solo dopo aver perso la guerra delle Falkland contro i britannici. C’è un momento storico in cui un gruppo o un popolo può essere redento e liberato solo attraverso la sconfitta militare dei suoi leader tirannici. E’ quello che sta accadendo ora a Gaza, ed è l’unica possibilità di un vero cambiamento nella regione”.
(Traduzione di Giulio Meotti)

sabato 13 giugno 2026

LETTERA AL DIRETTORE

Sul Giornale di Brescia di oggi, nella pagina delle Lettere al Direttore, c’è un interessante articolo di Claudio Bragaglio dal titolo: UN SI’ CONVINTO ALLA SINDACA DAL NUOVO PD CITTADINO VOGLIA DI RISCATTO. Claudio Bragaglio è una mia vecchia conoscenza, anzi potrei direi una vecchia amicizia che risale agli anni Ottanta quando eravamo entrambi consiglieri comunali, rimasta tale anche col passar degli anni. Nel suo articolo di oggi fa riferimento a quella anacronistica Festa dell’Unità di Mompiano che ha visto partecipanti, se non per l’età certamente giovani per l’abbigliamento e sembra neanche troppo numerosi. Chiamando a raccolta la nomenclatura del Pd locale, da Cammarata, segretario del PD locale a Roberto Omodei capo gruppo del Pd in Loggia, ha sentenziato col suo stile proprio di intellettuale ideologo, che la sindaca Castelletti sarà la candidata del Pd anche per le prossime elezioni amministrative del 2030. Già negli anni Ottanta Bragaglio amava atteggiarsi a intellettuale ideologo, ricordo che in consiglio comunale, con appropriato lessico filosofico, amava discettare del filosofo Luis Althusser, marxista strutturalista, noto alle cronache per aver strangolato la moglie in casa sua e finito poi in manicomio. E questa sua attitudine la conserva ancora adesso, con apodittica certezza lui detta la linea, nonostante che di acqua ne sia passata molta sotto i ponti del Mella; egli vuole consentirle di inaugurare la nuova linea tranviaria nel 2030. Ma, se la realizzazione dei progetti della Castelletti procede col ritmo attuale, dubito assai che nel 2030 abbia qualcosa da inaugurare. È noto, infatti, che dei cantieri del tram non ne è stato aperto a tutt’oggi nemmeno uno e così pure degli altri suoi progetti, stando alle cronache del GdB. Il punto politico però è un altro. Io sono democristiano e la DC perse il sindaco della città quando causa divisioni al suo interno non fu capace di esprimere un candidato Sindaco. Così è stato per il Pd in quest’ultima tornata e ci si è affidati alla Castelletti. La domanda che io mi pongo è la seguente: perché dovrei votare per un partito come il Pd se poi ottenuto il consenso a governare la città affida il governo ad un altro partito? Non c’è nessuna logica politica in un simile comportamento nonostante le certezze dell’ideologo Bragaglio. Anche nell’ultimo consiglio comunale in occasione dell’approvazione del Bilancio si sono levate voci di dissenso circa la politica ambientale, la raccolta dei rifiuti, il tasso di differenziazione tra i più bassi della provincia, per non parlare del costante dissidio fra sindaca e assessore all’Urbanistica. È mai possibile che il Pd locale fra i suoi giovani consiglieri e assessori e fuori in altre istituzioni non sia capace di esprimere un sindaco senza doversi affidare al clan socialista Castelletti Fermi (absit iniura verbis); se sarò ancora vivo io un PD così non lo voterò e spero siano in molti a fare altrettanto. Egidio Papetti Brescia 12 giugno 2026

martedì 2 giugno 2026

HEZBOLLAH E HAMAS NEMICI DI ISRAELE

Nell’anno accademico 2018-2019 il professor Toloni dell’Università cattolica di Brescia tenne una lezione su: “STORIA DI ISRAELE IN ESILIO” riferendosi ovviamente al passato, vale a dire alla conquista di Gerusalemme da parte dei Babilonesi e alla deportazione a Babilonia della classe dirigente del regno di Giuda, e così si esprimeva: “Una religione senza tempio, un popolo senza re e senza terra” La storia di questo periodo prende inizio dal re Giosia, che regnò su Giuda, secondo la Bibbia, dal 640 al 609 a.C. Nel racconto del deutoronomista, Giosia è considerato un bravo re per la sua riforma religiosa, mentre dal punto di vista politico – secondo la Bibbia - si schierò contro l’Egitto pensando di trarne dei vantaggi, ma fu sconfitto. I testi più importanti suggeriti dal prof. Toloni sono: 2° Libro dei re cap.22-25. Libro di Geremia, cap.29 e 52, Libro di Ezechiele cap. 36 e 37, Libro di Isaia cap. 43; i salmi 126, 137; Libro di Ezdra cap. 1-4; Libro di Neemia cap. 2 e 3; Libro del profeta Aggeo cap. 1 e 2; Libro del profeta Zaccaria cap. 3 e 4. Questi testi, scritti in tempi diversi, narrano la fine del regno di Giuda ad opera di Nabucodonosor, e i tempi dell’esilio a Babilonia. Il testo da consultare, molto importante è il volume di Rainer Albertz: “Israele in esilio”, editore Paideia, Brescia 2009. Suggerisco anche Thomas Romer: “Dal Deuteronomio al Libro dei re”, Claudiana, Torino 2007. Ecco, gli attuali nemici dello stato d’Israele, vorrebbero far terra bruciata secondo lo slogan di Hamas: “dal fiume al mare la Palestina sarà libera” come ai tempi di Nabucodonosor, di fronte a questo progetto dei nemici d’Israele, finanziati e armati dall’Iran, essere sionisti è un dovere.