Sul Giornale di Brescia di oggi, nella pagina delle Lettere
al Direttore, c’è un interessante articolo di Claudio Bragaglio dal titolo: UN
SI’ CONVINTO ALLA SINDACA DAL NUOVO PD CITTADINO VOGLIA DI RISCATTO.
Claudio Bragaglio è una mia
vecchia conoscenza, anzi potrei direi una vecchia amicizia che risale agli anni
Ottanta quando eravamo entrambi consiglieri comunali, rimasta tale anche col
passar degli anni. Nel suo articolo di oggi fa riferimento a quella
anacronistica Festa dell’Unità di Mompiano che ha visto partecipanti, se non per l’età certamente
giovani per l’abbigliamento e sembra neanche troppo numerosi. Chiamando a
raccolta la nomenclatura del Pd locale, da Cammarata, segretario del PD locale
a Roberto Omodei capo gruppo del Pd in Loggia, ha sentenziato col suo stile
proprio di intellettuale ideologo, che la sindaca Castelletti sarà la candidata
del Pd anche per le prossime elezioni amministrative del 2030. Già negli anni Ottanta
Bragaglio amava atteggiarsi a intellettuale ideologo, ricordo che in consiglio
comunale, con appropriato lessico filosofico, amava discettare del filosofo
Luis Althusser, marxista strutturalista, noto alle cronache per aver
strangolato la moglie in casa sua e finito poi in manicomio. E questa sua
attitudine la conserva ancora adesso, con apodittica certezza lui detta la
linea, nonostante che di acqua ne sia passata molta sotto i ponti del Mella;
egli vuole consentirle di inaugurare la
nuova linea tranviaria nel 2030. Ma, se la realizzazione dei progetti della
Castelletti procede col ritmo attuale, dubito assai che nel 2030 abbia qualcosa
da inaugurare. È noto, infatti, che dei cantieri del tram non ne è stato aperto
a tutt’oggi nemmeno uno e così pure degli altri suoi progetti, stando alle
cronache del GdB. Il punto politico però è un altro. Io sono democristiano e la
DC perse il sindaco della città quando causa divisioni al suo interno non fu
capace di esprimere un candidato Sindaco. Così è stato per il Pd in
quest’ultima tornata e ci si è affidati alla Castelletti. La domanda che io mi
pongo è la seguente: perché dovrei votare per un partito come il Pd se poi
ottenuto il consenso a governare la città affida il governo ad un altro
partito? Non c’è nessuna logica politica in un simile comportamento nonostante
le certezze dell’ideologo Bragaglio. Anche nell’ultimo consiglio comunale in
occasione dell’approvazione del Bilancio si sono levate voci di dissenso circa
la politica ambientale, la raccolta dei rifiuti, il tasso di differenziazione
tra i più bassi della provincia, per non parlare del costante dissidio fra
sindaca e assessore all’Urbanistica. È mai possibile che il Pd locale fra i
suoi giovani consiglieri e assessori e fuori in altre istituzioni non sia
capace di esprimere un sindaco senza doversi affidare al clan socialista
Castelletti Fermi (absit iniura verbis); se sarò ancora vivo io un PD così non
lo voterò e spero siano in molti a fare altrettanto.
Egidio Papetti
Brescia 12 giugno 2026
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