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venerdì 12 giugno 2026

LETTERA AL DIRETTORE

 

Sul Giornale di Brescia di oggi, nella pagina delle Lettere al Direttore, c’è un interessante articolo di Claudio Bragaglio dal titolo: UN SI’ CONVINTO ALLA SINDACA DAL NUOVO PD CITTADINO VOGLIA DI RISCATTO.

Claudio Bragaglio è una mia vecchia conoscenza, anzi potrei direi una vecchia amicizia che risale agli anni Ottanta quando eravamo entrambi consiglieri comunali, rimasta tale anche col passar degli anni. Nel suo articolo di oggi fa riferimento a quella anacronistica Festa dell’Unità di Mompiano che ha visto  partecipanti, se non per l’età certamente giovani per l’abbigliamento e sembra neanche troppo numerosi. Chiamando a raccolta la nomenclatura del Pd locale, da Cammarata, segretario del PD locale a Roberto Omodei capo gruppo del Pd in Loggia, ha sentenziato col suo stile proprio di intellettuale ideologo, che la sindaca Castelletti sarà la candidata del Pd anche per le prossime elezioni amministrative del 2030. Già negli anni Ottanta Bragaglio amava atteggiarsi a intellettuale ideologo, ricordo che in consiglio comunale, con appropriato lessico filosofico, amava discettare del filosofo Luis Althusser, marxista strutturalista, noto alle cronache per aver strangolato la moglie in casa sua e finito poi in manicomio. E questa sua attitudine la conserva ancora adesso, con apodittica certezza lui detta la linea, nonostante che di acqua ne sia passata molta sotto i ponti del Mella; egli  vuole consentirle di inaugurare la nuova linea tranviaria nel 2030. Ma, se la realizzazione dei progetti della Castelletti procede col ritmo attuale, dubito assai che nel 2030 abbia qualcosa da inaugurare. È noto, infatti, che dei cantieri del tram non ne è stato aperto a tutt’oggi nemmeno uno e così pure degli altri suoi progetti, stando alle cronache del GdB. Il punto politico però è un altro. Io sono democristiano e la DC perse il sindaco della città quando causa divisioni al suo interno non fu capace di esprimere un candidato Sindaco. Così è stato per il Pd in quest’ultima tornata e ci si è affidati alla Castelletti. La domanda che io mi pongo è la seguente: perché dovrei votare per un partito come il Pd se poi ottenuto il consenso a governare la città affida il governo ad un altro partito? Non c’è nessuna logica politica in un simile comportamento nonostante le certezze dell’ideologo Bragaglio. Anche nell’ultimo consiglio comunale in occasione dell’approvazione del Bilancio si sono levate voci di dissenso circa la politica ambientale, la raccolta dei rifiuti, il tasso di differenziazione tra i più bassi della provincia, per non parlare del costante dissidio fra sindaca e assessore all’Urbanistica. È mai possibile che il Pd locale fra i suoi giovani consiglieri e assessori e fuori in altre istituzioni non sia capace di esprimere un sindaco senza doversi affidare al clan socialista Castelletti Fermi (absit iniura verbis); se sarò ancora vivo io un PD così non lo voterò e spero siano in molti a fare altrettanto.

Egidio Papetti

Brescia 12 giugno 2026