Ci stiamo avvicinando alla data del 22/23 marzo, tutti gli uomini politici di qualche notorietà, locali o nazionali hanno dichiarato il loro voto. I vari leader fanno propaganda ogni giorno e sui vari telegiornali e sui network invitano i loro elettori a votare chi per il SI e chi per NO. Nessuno si sottrae a questo dilemma, o si è per il SI o per il NO.
Solo Matteo Renzi non si pronuncia, anzi ha dichiarato di lasciare ai suoi elettori "libertà di coscienza" ma qui non centra la coscienza, non c'è in discussione nulla che possa turbare la coscienza di chicchessia; la verità è un'altra vuole tenersi le mani libere per il dopo, onde poter decidere da che parte stare; infatti, nessuno è certo della sua collocazione politica: è di destra, di sinistra, di centro?
L'ambiguità non solo fa rima, ma certifica anche l'inaffidabilità di una persona.