Il giornale di Brescia offre ogni giorno occasioni interessanti per qualche riflessione. Oggi, 17 marzo, c'è un'intera pagina dedicata al referendum di domenica prossima, dove mette a confronto i due fronti che si battono per il SI o per il NO. Il fronte del NO è rappresentato da una bella foto dell'on. Antonio Girelli e del senatore Alfredo Bazoli, i quali argomentano il loro NO attribuendo al Governo Meloni malevole intenzioni, le quali non sono scritte nella riforma ma, memori della famosa battuta di Andreotti: "A pensar male si fa peccato, ma si indovina quasi sempre", i due parlamentari le danno per sicure. Tuttavia, l'argomento dirimente per il loro NO è il metodo usato dal governo, e la cosa mi stupisce molto, soprattutto che sia il senatore Bazoli a sostenerlo. Egli essendo membro della commissione giustizia, sa benissimo che il metodo usato dal ministro Nordio per la sua riforma, è quello previsto dalla Costituzione stessa e usato per l'addietro anche dai governi di sinistra. Vale a dire: dopo due letture a distanza di tempo nelle due camere parlamentari, Senato e Camera, non avendo ottenuto i 2/3 dei voti, la riforma viene sottoposta a referendum. Non giova alla sua credibilità tanta disinvoltura nel divulgare notizie non vere. Naturalmente io mi auguro che vinca il SI perché sarebbe il compimento di un percorso iniziato con la riforma del ministro Vassalli e sempre sostenuto dalla sinistra, PCI e PD compresi.